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Di Maio: piena fiducia in Tria. «Un attacco speculativo sarebbe…

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VISITA IN EGITTO

Di Maio: piena fiducia in Tria. «Un attacco speculativo sarebbe solo per ragioni politiche»

«Se dovesse esserci un attacco speculativo, sarebbe per ragioni politiche, perché sul piano economico siamo molto tranquilli, da settembre presenteremo la nostra roadmap per sviluppare l'economia e le nostre riforme che accompagneranno la legge di Bilancio». Dice così il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio dopo aver incontrato stamane al Cairo il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi nell'ambito della visita ufficiale iniziata ieri sera nella capitale egiziana.

Al termine dell’incontro svoltosi al palazzo presidenziale Etehadiya, nell'Ovest della capitale, Di Maio si è soffermato sui temi caldi della prossima agenda smentendo divergenze all’interno dell’esecutivo. «Ogni giorno, costantemente, vengo messo in contrapposizione con il ministro Tria. Voglio cogliere l'occasione per dire che questo governo ha piena fiducia nel presidente del Consiglio Giuseppe Conte che coordina la linea economica del governo e nel ministro dell'Economia Giovanni Tria che porta avanti la linea economica del governo perché questa linea è dentro il contratto e sia Conte che Tria portano avanti la linea economica del contratto». Ieri il dalla Cina il responsabile dell’Economia era intervenuto stoppando l'eventualità evocata da Di Maio di superare il tetto del 3% di deficit/Pil per finanziare una manovra espansiva. Tutta da scrivere rimane l’evoluzione dei rapporti con Bruxelles, alla luce del grido di battaglia lanciato nei giorni scorsi. «Il commissario Oettinger continua ad esternare ogni giorno da quando gli abbiamo detto che non gli diamo i soldi», rievoca polemicamente il capo politico pentastellato. «Non li abbiamo sentiti quando gli abbiamo chiesto una mano sull'immigrazione. L'unica cosa che capisce questa Ue e quando cominci a toglierli i soldi. La nostra posizione sul veto al bilancio resta, se poi nei prossimi giorni vorranno cominciare a riscoprire lo spirito di solidarietà con cui è stata fondata l'Ue allora ne parliamo». In ogni caso viene smentita formalmente, dal Cairo, l'ipotesi che sul cantiere della manovra sia in programma una riunione di maggioranza nei prossimi giorni.

Come era nelle anticipazioni, nel confronto con Al Sisi è stato il caso Regeni a fare da tema di fondo. «Abbiamo detto che ci aspettiamo una svolta dall'incontro, che ci sarà a breve, tra le Procure italiana ed egiziana e pensiamo che si debba accelerare. Sia Al Sisi che membri del Governo presenti sono stati più che disponibili e convengono che la verità vada accertata il prima possibile. Il presidente Al Sisi ha detto: “Regeni è uno di noi”». Per cui, conclude il vicepremier, «auspico che entro la fine dell'anno si possa arriva a una svolta».

Conversando con la stampa Di Maio riepiloga anche quanto detto in precedenza sulla ricostruzione del ponte di Genova. «I ministri che hanno firmato quei contratti devono pagare di tasca propria. Il nostro obiettivo principale su Autostrade è revocare le concessioni perché sono state inadempienti, fare in modo che i politici che hanno firmato quei contratti capestri debbano pagare, ricostruire il ponte in sicurezza. Il ponte lo deve costruire un'azienda di Stato, noi abbiamo un gioiello che si chiama Fincantieri che può essere sostenuta da Cdp». Giovanni Castellucci ha attaccato l'ipotesi di statalizzazione di Autostrade, aprendo a un'eventuale partecipazione di Cdp nel capitale del gruppo. «Ho letto oggi in un'intervista dell'ad di Atlantia che dice “non bisogna nazionalizzare, va bene una partecipazione in Autostrade da parte dello Stato”, cioè, voi prima avete fatto questo guaio e poi volete una partecipazione per salvarvi in Borsa? No, non è questo il nostro obiettivo, il nostro obiettivo è far in modo che se si paga il pedaggio, non si rischi di morire» è la replica di Di Maio.

Toccato anche il dossier previdenza dopo che la proposta della maggioranza è stata criticata da Alberto Brambilla, vicino a Matteo Salvini. «Non voglio entrare in scontro con nessuno. Nel contratto abbiamo scritto che vogliamo tagliare le pensioni d'oro. Ora si sta dicendo che colpisce le donne e i pensionati del Nord: sia ben chiaro che noi agiamo su persone che prendono da 4mila euro netti in su e non hanno versato i contributi e si stanno trattando come dei poveri disperati che dobbiamo andare a salvare, ma fatemeli conoscere questi poverelli e così capisco di che aiuto hanno bisogno. La nostra missione è non toccare da 4mila in giù, è una proposta di legge depositata, firmata dai capigruppo dei 5 Stelle e della Lega e si va avanti fino alla fine. Se qualcuno vuole dire che il contratto non lo si vuole attuare, lo dica chiaramente».

In giornata per Di Maio incontri anche con il premier Moustafa Madbouly e diversi ministri, oltre che con imprenditori italiani ed egiziani.

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