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Dalla missione a Mosca all’incontro con Orbán, tutte le tappe…

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il ministro dell’interno

Dalla missione a Mosca all’incontro con Orbán, tutte le tappe della diplomazia parallela di Salvini

L’incontro in prefettura a Milano con il premier ungherese Viktor Orbán è solo l’ultima tappa di una sorta di diplomazia parallela del leader leghista, vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. In precedenza c’erano stati i viaggi in Libia e quello a Mosca, seguito poi da quello al Cairo e a Innsbruck. Un attivismo quasi simile a quello di un ministro degli Esteri, tanto che in due occasioni il titolare della Farnesina, Enzo Moavero Milanesi, era intervenuto per puntualizzare la condivisione della posizione con Salvini e l’unità all’interno del governo.

Attenzione al Mediterraneo
Entrato in carica il 1° giugno, Salvini si è subito mosso per puntellare la sponda sud del Mediterraneo, per porre un argine ai flussi di migranti. Il 25 giugno ha compiuto una missione blitz a Tripoli, dove ha incontrato il ministro dell’Interno libico Abdulsalam Ashour, insieme all’ambasciatore italiano Giuseppe Perrone. Il 18 luglio è stata poi la volta del viaggio al Cairo dove Salvini ha incontrato il presidente egiziano al-Sisi e il ministro dell’Interno egiziano. Anche in questo caso il tema al centro è stato il rafforzamento delle iniziative in tema di sicurezza, contrasto all’immigrazione clandestina e al terrorismo. Basti pensare che la prima visita all’estero del leader M5S e viceministro Luigi Di Maio, anche lui al Cairo da al Sisi, c’è stata solo ieri. E non è un caso, forse, che Moavero il 10 luglio in audizione al Senato si sia sentito in dovere di precisare che sui migranti «non c’è alcuna differenza con Salvini».

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L’apertura alla Russia
Altra missione che ha fatto abbastanza rumore è stata quella del ministro dell’Interno a Mosca il 16 luglio, con tanto di conferenza stampa per riferire dell’incontro con il ministro dell’Interno russo Vladimir Kolokoltsev e alcuni membri del Consiglio di sicurezza russo. Niente incontro con il presidente Vladimir Putin, con cui l’asse è comunque solido, ma solo una serie di incontri con al centro la richiesta dell’Italia a Mosca di un appoggio alla lotta all’immigrazione clandestina in Nord Africa.

L’asse con i sovranisti
L’incontro con Orban di martedì è stato solo l’ultimo passo di un legame sempre più stretto con i movimenti sovranisti. In precedenza, il 4 luglio, c’era stato l’incontro di Innsbruck, in Austria, con l’obiettivo di bloccare gli sbarchi di migranti in Europa. Un trilaterale tra i ministri Matteo Salvini, il falco bavarese Horst Seehofer, ministro dell’Interno tedesco spesso in rotta con la cancelliera Angela Merkel, ed il padrone di casa Herbert Kickl, ministro dell’Interno della FPÖ (il partito di destra e anti-migranti guidato da Heinz-Christian Strache, altro alleato europeo di Salvini).

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