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i dati istat

A luglio giù gli occupati stabili, crescita dimezzata per i contratti a termine

Arriva il dato sull'occupazione dell'Istat di luglio, primo mese di parziale applicazione delle nuove regole, in vigore dal 14 luglio, contenute del decreto dignità che hanno stretto su contratti a termine e rincarato i costi a carico delle imprese sui rapporti a tempo indeterminato (tutele crescenti). Gli occupati sono in calo: -28mila persone sul mese, una riduzione che segue la contrazione già registrata a giugno.

I lavoratori stabili diminuiscono di 44mila unità, qui si sconta, anche, l'aggravio degli indennizzi in caso di recesso datoriale illegittimo. Complice pure il clima di frenata dell'economia, le imprese vivono un periodo di incertezza e quindi non scommettono sui contratti stabili.

L'incertezza la si vede tutta negli andamenti dei contratti temporanei, oggetto dell'ennesimo restyling nel giro di pochi anni, con l'irrigidimento delle causali e l'aumento dei costi. Qui, a luglio, i dipendenti temporanei frenano: crescono appena di 8mila unità, dimezzando l'aumento registrato a giugno (+16mila persone).

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Fa riflettere infine come la riduzione congiunturale dell'occupazione a luglio sia interamente determinata tra i 15-49enni, vale a dire la base centrale della forza lavoro. Che probabilmente sconta ancora crisi aziendali complesse, e la scarsa efficacia degli incentivi selettivi e di difficile applicazione oggi in vigore.
All'anno la situazione è in chiaro scuro: gli occupati stabili crollano di 122mila unità, mentre i dipendenti temporanei salgono di 336mila unità. Inversione di tendenza degli autonomi, duramente colpiti dalla crisi: nei 12 mesi salgono di 63mila unità.

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