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Il Pd riparte da Cortona. Zingaretti: «Risposte agli italiani,…

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si lavora per candidatura unica

Il Pd riparte da Cortona. Zingaretti: «Risposte agli italiani, no alleanze con il M5S»

«Dobbiamo recuperare il confronto delle idee, basta con la denigrazione delle persone a prescindere dalle idee. È evidente che non voglio allearmi con i 5 stelle, li ho sconfitti due volte, ma voglio parlare con chi ci ha abbandonato, voglio capire perché. Dobbiamo combattere, altro che subalternità. È subalterno chi nella battaglia interna usa gli stessi strumenti che critichiamo nei cinquestelle».

Nicola Zingaretti , governatore Pd del Lazio e candidato alla segreteria del partito, lo ha ribadito all'incontro di AreaDem (una delle correnti del partito) che si chiude oggi a Cortona. Tra i partecipanti alla manifestazione anche l'ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, Pier Carlo Padoan, Gianni Cuperlo, Claudio De Vincenti e Andrea Orlando, Lorenzo Guerini e Roberto Speranza, Francesco Boccia, Beatrice Lorenzin, Marco Minniti, il sindaco di Milano, Beppe Sala. Assente l’ex segretario Matteo Renzi.

Zingaretti, tema nome non c'è,voglio fare il segretario
Un momento importante del percorso per tentare di ricostruire e ricompattare le diverse anime di un partito uscito duramente sconfitto dalle elezioni dello scorso 4 marzo. « Il cuore del problema è dare una risposta non banale e vera a una domanda di milioni di italiani - ha sottolineato Zingaretti - di centinaia di migliaia di militanti, drammatica come l'escalation in 10 anni della nostra comunità del Pd, con la perdita del 50% dei voti e con 4 sconfitte consecutive. La domanda è: possiamo farcela e come? Io credo di sì, ne sono convinto, se cambiamo, se guardiamo in faccia il mostro e affrontiamo la radice vera della nostra sconfitta».

«Il tema non è solo l'arroganza della destra, ma perché gli italiani hanno scelto loro e non noi, perché le idee eversive sono più popolari delle nostre? Perché si è rotto il rapporto sentimentale?» insiste Zingaretti spiegando che il tema del cambiamento del nome del partito non c’è: «Lungi da me porre il tema del nome del partito, sono d'accordo con Gentiloni. Voglio fare il segretario del Pd, il resto sono caricature: denigrano chi esprime delle idee a prescindere dalle idee».

Pd: Franceschini, basta senso superiorità, è male sinistra
Nel suo intervento di chiusura Dario Franceschini rilancia e invita il partito a tornare nelle periferie: «Non torniamo a quel fastidiosissimo senso di superiorità morale, che dà fastidio a pelle, é uno dei mali della sinistra. Salvini dice 'popolo contro elite', se noi vinciamo solo nei centri storici e non nelle periferie c’é qualcosa di vero». L’ex ministro dei Beni culturali pone l’accento sulla necessità di cercare alleanze in parlamento. «Sono finiti i popcorn - sottolinea - non si possono mangiare più. Avremmo potuto fare molto per evitare l’alleanza populista, invece abbiamo gettato M5S in braccio a Salvini. Ora dico al mio partito: “Aspettiamo che cadano o lavoriamo perché cadano? Aspettiamo che esplodano le contraddizioni tra Lega e M5S o ci impegniamo per farle esplodere? Lo facciamo da soli o cerchiamo alleanze anche in Parlamento?».

Il Pd chiama alla mobilitazione il 29 settembre
Intanto Maurizio Martina chiama per il 29 settembre a una mobilitazione di piazza a Roma contro il governo e i 'seminatori di odio', l'alternativa a Salvini va costruita in Italia. Immediata l'ironia dei Cinquestelle che con il sottosegretario agli Esteri Di Stefano: «se a fine mese Martina e i suoi andranno in piazza sarà un appuntamento tra intimi, come è stato alle urne lo scorso 4 marzo».

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