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Liga: il Real Madrid gira anche senza Cristiano Ronaldo, numeri confortanti per i blancos

  • –a cura di Datasport

Il Real Madrid non risente dell'addio di CR7, o quantomeno non lo dà a vedere. La cessione più clamorosa dell'ultimo decennio, contrariamente a quanto tutti si aspettavano, non sta lasciando strascichi nello spogliatoio dei blancos: il Real Madrid, infatti, dopo l'avvio-shock e la sconfitta nella Supercoppa UEFA contro i cugini dell'Atletico Madrid, ha presto trovato un nuovo equilibrio con Julen Lopetegui. L'anno scorso i blancos non sono mai stati in corsa per la vittoria della Liga: nelle prime giornate avevano subito perso punti dal Barça, collezionando cinque punti e finendo a -4, e a novembre erano addirittura quarti prima di risalire in classifica. Ronaldo aveva saltato le prime quattro gare di campionato, e le merengues avevano faticato anche nei mesi seguenti, mentre stavolta tutto fila per il verso giusto.   Dopo la vittoria della terza Champions League consecutiva, Perez ha chiesto a Lopetegui di riportare a casa il trofeo della Liga, e l'ex ct della Spagna ha risposto con un avvio da urlo in campioanto. I blancos hanno infatti vinto 2-0 col Getafe e inflitto un doppio 4-1 a Girona e Leganes, segnando 10 reti e subendone solo due, ma soprattutto vincendo tre gare su tre. La trasformazione del Real post-CR7 è stata evidente sin dalla prima partita: gioco armonioso, con un divertente possesso palla a due tocchi che consente ai blancos di aprire tanti spazi (e ricorda quello del primissimo Barça di Guardiola), e poi pressing alto e continue sovrapposizioni sulle fasce. La maggior critica rivolta a Zidane era quella di non aver dato un gioco offensivo spumeggiante ai blancos, troppo dipendenti da Ronaldo, e Lopetegui per ora è riuscito nell'intento, e lo sta facendo nonostante le continue rotazioni degli uomini. Navas e Courtois si sono alternati tra i pali, e neppure Isco e Modric sono titolarissimi ed esentati dal turnover. L'unica grande certezza è l'attacco, con Bale-Benzema-Asensio titolari in ogni match e inamovibili, anche se ora è arrivato Mariano Diaz per dare una mano (con Lucas Vazquez) nelle turnazioni offensive. E proprio Benzema, senza la presenza ingombrante di Ronaldo a togliergli palloni e spazio vitale in area, è tornato letale come ai tempi del Lione: l'anno scorso aveva segnato 5 gol nell'intera Liga, quest'anno si trova a 4 reti dopo tre match.    Il nuovo Real ha il suo volto, ma anche quelli di un Gareth Bale tornato titolare e decisivo, di Asensio e di un Modric che sogna il Pallone d'Oro: i nuovi blancos sono corti, compatti, affiatati e capaci di mettere sotto ogni avversario col gioco, ma soprattutto di non dare punti di riferimento e far ammattire le difese altrui. Lopetegui sorride, e ora attende i primi veri esami: il 15 settembre arriverà il Bilbao, quattro giorni dopo la Roma in Champions, e il 29 settembre invece ecco il Clasico contro l'Atletico. Lì si capirà se il Real privo di Ronaldo è davvero una grande squadra o meno.