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Tria: «Da stop acquisti Bce contraccolpo all’Italia».…

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la tenuta dei conti

Tria: «Da stop acquisti Bce contraccolpo all’Italia». Padoan: «China pericolosa»

L’intervento della Bce non era un supporto al debito italiano, ma alle dinamiche di trasmissione monetaria dell’area euro, e l'acquisto di titoli ha riguardato in modo proporzionale tutti i Paesi. Quando cesserà, l'Italia «subirà un contraccolpo come gli altri, con la differenza che da noi la crescita è meno forte». Le parole del ministro dell’Economia Giovanni Tria rimarcano la difficoltà del momento. In un’intervista a Repubblica dice di non credere che il Paese stia tornando ad essere l'anello debole dell’Eurozona e ribadisce: «Il nostro non è per nulla il Paese della finanza allegra».

Si è conclusa la missione in Cina del ministro che, dopo aver visitato Shanghai, nel pomeriggio è ripartito per l’Italia. Lo attendono nei prossimi giorni dossier delicati e cruciali per la tenuta dei conti pubblici. Una partita cui guardano con particolare attenzione l’Europa e i mercati.

Dopo Fitch
«Le riforme - rassicura il ministro dopo i timori sull'aumento dello spread e il giudizio di Fitch - verranno realizzate nell’ambito dell’equilibrio dei conti e quando questo impegno diventerà un fatto con il Def lo spread si sgonfierà». Rispetto dunque dei vincoli di bilancio ribadito e dialogo continuo con Bruxelles, assicura Tria.

Tria rassicura Fitch, no a finanza allegra

No allo sforamento del 3%
«A nome del governo ho un dialogo tranquillo e continuo con la Commissione di Bruxelles» spiega e riflette che il problema non sono i “sì” o i “no” di Bruxelles: «Certo, l'Italia ha impegni europei e vanno rispettati, ma la stabilità dei conti dipende dal rapporto con i mercati finanziari». E secondo il ministro, «nel corso del prossimo mese le perturbazioni scompariranno». A chi poi gli fa notare i costi di flat tax e reddito di cittadinanza e le dichiarazioni di area leghista secondo cui si può sforare il tetto del 3 per cento, Tria risponde: «Il governo ha già una intesa sui confini di bilancio da rispettare, ribadita al termine di una riunione a cui ho partecipato ad agosto, convocata dal presidente del Consiglio e con i vicepremier. Entro fine settembre quegli impegni diventeranno fatti».

Garavaglia, l'Italia deve crescere, sforeremo il 3%
Ma non tutti sembrano della stessa veduta. In una intervista al Quotidiano nazionale Massimo Garavaglia, viceministro leghista all’Economia invece annuncia: «Occorre derogare al limite imposto dalla Ue, per favorire le spese in infrastrutture. Più che il debito pubblico il nostro problema è la bassa crescita». Secondo Garavaglia «Il vero problema - dopo il pronunciamento di Fitch - , più che il debito e i troppi annunci, è la bassa crescita. Noi vogliamo cambiare la politica economica del passato che ci ha portato in questa situazione e far crescere il Pil più del debito. A quel punto lo scenario evocato da Fitch non esisterebbe più. Sarà un autunno caldo, ma ce la faremo».

Padoan: aspettiamo i numeri della manovra, china pericolosa
Di fatto le preoccupazioni restano alte: per la tenuta del Paese e l’assetto di una legge di Bilancio che di fatto avrà pochi margini di manovra. «Aspettiamo a vedere i numeri, perché se si mettono insieme tutte le dichiarazioni dei membri del governo e della maggioranza le cose non tornano» commenta l’ex ministro dell’Economia e ora deputato del Pd Pier Carlo Padoan . «Da qualche parte - aggiunge - bisognerà trovare un punto di caduta. Per adesso aspettiamo e vediamo, speriamo che il Paese non ne debba pagare altre conseguenze».

«Il giudizio di Fitch - precisa l’ex ministro del Tesoro - era in qualche modo atteso» . E aggiunge al suo arrivo a Cortona (Arezzo) all'incontro della corrente AreaDem del partito democratico : «Vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che il livello del rating non è cambiato, ma la direzione di marcia é quella sbagliata dal punto di vista degli interessi del Paese. Siamo su una china pericolosa».

Manovra: Di Maio, governo compatto su misure
«Il reddito di cittadinanza e la flat tax restano due priorità di questo governo e verranno realizzate entrambe. L'esecutivo è compatto e andrà avanti attuando i punti contenuti nel programma» spiega utilizzando una nota stampa il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del lavoro Luigi Di Maio per smentire le voci sulle tensioni forti all’interno della maggioranza in merito all’attuazione di Flat Tax e reddito di cittadinanza e alla tempistica per l’avvio delle due misure bandiera della maggioranza giallo-verde.

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