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Piano periferie, De Caro (Anci): «Pronti i ricorsi se non…

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Piano periferie, De Caro (Anci): «Pronti i ricorsi se non verrà ripristinato»

La sospensione di 96 delle 120 convenzioni del Piano periferie? «È stato un furto con destrezza». Lo ha detto il presidente dell’Anci Antonio Decaro, nel corso di una audizione dinanzi alla commissione Bilancio, insieme a una ventina di sindaci di Comuni capoluogo, di diverso credo politico.

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L’emendamento che ha sospeso le 96 convenzioni
La sospensione di 96 su 120 convenzioni del Piano periferie è decisa dal Senato - su indicazione del Governo - con un emendamento al decreto proroghe, passato al Senato e ora in seconda lettura alla Camera. «È stato un furto con destrezza, lo ribadiamo: con un emendamento notturno sono stati tolti finanziamenti statali per 1,6 miliardi di euro a 96 progetti da realizzare in 326 Comuni, con 19,8 milioni di abitanti».

Erano già state fatte gare di progettazione
«Erano 96 convenzioni firmate a dicembre con la presidenza del Consiglio - ha aggiunto Decaro - registrate a marzo dalla Corte dei Conti, e sulla base dei quali i Comuni hanno fatte gare di progettazione e anche di lavori, firmato contratti con imprese e professionisti. Ora come facciamo fronte a questi impegni con soggetti terzi? Sono obbligazioni giuridicamente vincolanti».

Inconsistenti le motivazioni allo stop
E contesta le motivazioni addotte dal Governo per stoppare il piano periferie. «Il governo - sostiene Decaro - ha detto che la motivazione della sospensione delle 96 convenzioni era dovuta alla sentenza 74/2018 della Corte Costituzionale, che stabiliva la necessità dell'intesa degli enti locali sui decreti attuativi del Fondo investimenti, comma 140 legge di Bilancio 2017.

Ebbene: 1) non è detto che la riqualificazione delle periferie sia materia concorrente; 2) il bando del 2017 è stato approvato previa intesa in Conferenza unificata; 3) la sentenza avrebbe comunque effetto solo su 800 milioni su 1.600 di finanziamenti; 4) se nonostante tutto il Dpcm 2017 per gli 800 milioni si ritiene non valido, basta ritornare in Unificata per l'intesa, come il governo Conte ha fatto per “sanare” la procedura di altri decreti attuativi del Fondo investimenti, come quello su Tpl e metropolitane. Possiamo fare l'intesa giovedì prossimo, nella seduta già convocata per l'Unificata».

Pronti al ricorso al Tar e alla Corte costituzionale
Per l’Anci la norma del decreto proroghe «presenta profili di illegittimità e viola gli obblighi convenzionali. Se dunque la Camera non la cancellerà, siamo pronti a fare ricorso al Tar e alla Corte Costituzionale, e tutti i sindaci capoluogo, ve lo assicuro, sono pronti a sfilare davanti a Montecitorio con le fasce tricolore e con rappresentanze dei 20 milioni di cittadini che abitano nei Comuni coinvolti».

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