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Ddl anticorruzione, Lega: «Attenti a processi sommari».…

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di maio: domani in cdm

Ddl anticorruzione, Lega: «Attenti a processi sommari». Maggioranza divisa

Il Ddl anticorruzioneè «una priorità» del M5S che vuole «portarlo a casa entro il prossimo mese e mezzo», prima della sessione di bilancio. A dirlo è vicepremier Luigi Di Maio, confermando l'approdo del provvedimento al Consiglio dei ministri di domani. Dopo il post entusiasta su Fb in cui ieri “sponsorizzava” i contenuti del ddl (ribattezzato “spazza corrotti”) il leader grillino tiene accesi i riflettori sulla riforma annunciata dal Guardasigilli Alfonso Bonafede. Ma la Lega sembra non gradire. Al punto che a “Radio Anchio”, il vicepremier Matteo Salvini, mette in guardia. «La lotta senza quartiere alla corruzione è una priorità, come quella alle mafie», spiega, «ma bisogna stare attenti a garantire che fino al terzo grado di giudizio si è innocenti perché i processi sommari non sono da paese civile».Un indizio evidente di spaccatura politica tra i due azionisti di riferimento del governo giallo-verde.

Su twitter via alla campagna #SpazzaCorrotti
«Chi corrompe deve pagare», ha aggiunto Salvini, scettico in particolare sulla misura del Daspo a vita nei rapporti con la Pa per i corrotti, previsto dal ddl anticorruzione, sottolineando che per adesso «stiamo leggendo e rileggendo il testo». Una cautela che non trova sponda nel M5S, prontissimo a difendere uno dei suoi cavalli di battaglia da ogni tentativo di frenata del leader leghista impegnato a consolidare il primato politico del partito nell'area di centrodestra. La riprova arriva dal lancio, proprio in queste ore, della campagna social. «È il momento di far capire ai corrotti che non hanno scampo, che sono circondati dallo Stato e dai cittadini perbene. Corrompere, da oggi, non conviene più», ammonisce il tweet M5S che lancia l'hastag #SpazzaCorrotti.

I punti cardine del Ddl Bonafede
A rafforzare la linea Di Maio ci pensa anche il capogruppo M5S in commissione Giustizia alla Camera, Angela Salafia, che definisce il ddl Bonafede una «svolta epocale, che aiuterà lo Stato a smascherare ciò che i vecchi partiti hanno insabbiato per anni». «Agente sotto copertura, procedibilità d'ufficio per appropriazione indebita aggravata, pene nettamente più alte», conclude elencando i cardini della riforma, «sono solo alcune delle misure con le quali far passare un messaggio chiaro: sfidare lo Stato non conviene più».

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