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Europa, 100 miliardi alla ricerca per creare lavoro (e innovazione)

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Carlos MOEDAS, il commissario Ue alla ricerca

Europa, 100 miliardi alla ricerca per creare lavoro (e innovazione)

«La Commissione Ue ha proposto di passare da 77 a 100 miliardi gli stanziamenti nel nuovo bilancio 2021-2027 per la ricerca, l'innovazione e la scienza perché questa è la priorità per creare nuovi posti di lavoro perché senza innovazione non si può creare posti di lavoro. L'innovazione e la ricerca hanno un ruolo determinante nel rafforzamento della competitività dell'industria europea e non ha senso affrontarle in ordine sparso». Così Carlos Moedas, commissario europeo della Ricerca, delle Scienze e l'Innovazione dal 2014, a margine dei lavori del Workshop Ambrosetti a Cernobbio nel corso di una intervista con il Sole 24 ore.

Perché è importante sostenere l'innovazione?
In altre parti del mondo per creare lavoro si riducono i salari ma in Europa vogliamo usare l'innovazione per creare nuovi posti di lavoro ben retribuiti, così da creare prodotti che altri non possono creare. Il legame tra innovazione e creazione di posti di lavoro è molto importante.
Inoltre nessuno Stato europeo può andare avanti da solo in questo settore dell'innovazione, le società devono collaborare tra diverse filiali nazionali e la ricerca deve essere interdisciplinare. Ci deve essere collaborazione tra università e industria, tra le industrie e un ecosistema che funziona. I finanziamenti europei sono l'unico sistema perché a livello nazionale non sono sufficienti: scegliere il miglior progetto in tutta l'Europa è meglio che sceglierlo in ogni Stato: questo è uno dei migliori esempi perché l'Europa è necessaria.

Dopo Horizon 2020 arriva Horizon Europe e i suoi obiettivi. Ce ne può parlare?
R. L'economista Marianna Mazzucato ci ha suggerito di rendere i progetti scientifici più comprensibili all'uomo della strada come la pulizia degli oceani dalla plastica, un trasporto pulito o la lotta contro il cancro o le malattie croniche. Così la gente capisce cosa stiamo facendo e ci sostiene politicamente. Se io invece dico alla gente che sto lavorando alla sostenibilità e sui cambiamenti climatici spesso non capiscono di cosa si sta parlando. Dobbiamo definire gli obiettivi scientifici di ricerca a un livello comprensibile dalla gente comune.

Investire in ricerca porterà alla creazione di 100mila posti di lavoro nei settori della ricerca e innovazione nel periodo 2021-2027?
Penso che siano molti di più anche se è difficile quantificare questa previsione. Ma una cosa è sicura: si creano nuovi posti con l'innovazione e creando nuovi prodotti non guardando al passato. Ogni volta che noi produciamo qualcosa di innovativo noi stiamo creando una nuova società o un nuovo posto di lavoro. In Europa siamo ben posizionati nella scienza di base come mostra Alessio Figalli, il matematico italiano che ha vinto il Nobel per la matematica, ma spesso non siamo capaci di trasformare questi primati scientifici in prodotti e questo è il maggior divario che l'Europa subisce. Un'incapacità di trasformare l'intuizione in prodotti. Io sto lavorando proprio per ridurre questo gap europeo.

La tecnologia distrugge dei posti di lavoro ma poi ne crea altri. Pensiamo alle banche e all'introduzione delle casse automatiche: all'inizio si pensava che questa innovazione avrebbe ridotto i posti di lavoro e invece si è avverato il contrario. L'altro giorno stavo guardando un video di una gara di Formula uno e notavo che negli anni 50 c'erano quattro meccanici per cambiare le ruote al box per il pit-stop mentre oggi siamo arrivati a 20 persone intorno all'auto, un fatto dovuto alla maggiore tecnologia. La Formula uno è un esempio come la tecnologia crei più posti di lavoro. In ogni caso questo processo di innovazione non si può fermare.

Alcuni stanno pensando a un motore di ricerca europeo come Google?
Google, Facebook, sono piattaforme, sono il passato. Il futuro non sarà delle piattaforme ma di quantum computer o bloc-chain e di altre cose che ora non possiamo nemmeno immaginare.

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