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Dossier Identità digitale: il circuito Spid dà un vantaggio alle imprese

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    Dossier | N. 3 articoliServizi e Pa online: lidentità digitale

    Identità digitale: il circuito Spid dà un vantaggio alle imprese

    I servizi erogati da fornitori privati con accesso dei clienti tramite Spid; la creazione di comunità identificate in rete con maggiore sicurezza per chi vende e chi acquista beni e servizi; l’accreditamento particolare per l’utilizzo professionale dell’identità digitale. Sono tre le grandi opportunità che, in questo momento, l’identificazione digitale offre ai cittadini, da un lato, e alle imprese, dall’altro. Le prime due sono state implementate nel corso del 2018, la terza ha concluso nel mese di luglio una consultazione pubblica e dovrebbe presto essere operativa.

    Le opportunità per le imprese
    Lo scorso 7 febbraio, l’agenzia per l’Italia digitale ha pubblicato sul proprio portale la documentazione necessaria per l’avvio a regime del cosiddetto circuito Spid. Attraverso la sottoscrizione della Convenzione con Agid e dell’addendum per l’adesione, del contratto standard con i gestori, e tenuto conto del correlato tariffario, i service provider privati, analogamente alle pubbliche amministrazioni, possono mettere a disposizione di cittadini e imprese i propri servizi online.

    Per questi fornitori è importante aderire quanto prima al circuito per due motivi: innanzitutto, a seguito delle modifiche apportate al Codice dell’amministrazione digitale dal Dlgs 217/2017, l’identificazione informatica, strutturata attraverso un processo che rispetta i requisiti fissati da Agid,e quindi il sistema Spid, permette di sottoscrivere con piena validità legale i documenti informatici, che formano piena prova sino a querela di falso.

    Si immagini, per esempio, la sottoscrizione di moduli e contratti a distanza attraverso il web: la garanzia che il soggetto identificato attraverso Spid sia quello che poi effettivamente aderisce e sottoscrive un documento è data dal fatto che lo stesso autore risulta censito e riconosciuto da un soggetto terzo (il gestore dell’identità digitale) con piena garanzia per il service provider che la sottoscrizione non venga né disconosciuta né ripudiata, a meno che non ci sia stato un furto di identità.

    Mettere i propri servizi online a disposizione dell’utenza, comprensiva sia di cittadini che di imprese dotati di credenziali di identificazione, significa anche garantirsi un vantaggio competitivo o, comunque, non farsi trovare impreparati di fronte alla velocità con cui transazioni e contrattualistica vengono realizzate con l’utilizzo sempre più frequente di procedure dematerializzate di negoziazione e sottoscrizione.

    Il funzionamento del circuito
    Il circuito è composto da Agid e dagli operatori, gestori e service provider, che vi aderiscono. L’Agenzia esercita la funzione di regolamentazione del circuito e di vigilanza sugli operatori e le loro azioni.

    Il gestore si occupa invece del rilascio e gestione dell’identità digitale e, nell’ambito del circuito, presta la funzione di autenticazione delle credenziali di accesso dell’utente al fornitore di servizi. Quest’ultimo, a sua volta, si impegna a dare al cliente finale l’accesso a un portafoglio differenziato di servizi propri, indicati al momento della stipula della convenzione o successivamente attivati o aggiornati, attraverso le credenziali Spid, garantendo la fruizione continuativa proprio grazie all’utilizzo dell’identità digitale.

    Prima di poter erogare servizi tramite Spid, gli operatori devono realizzare adeguamenti sia tecnici che amministrativi. Proprio nel tentativo di affiancarli in questo processo, Agid ha messo a disposizione dei fornitori, sul proprio sito, una serie di documenti esplicativi tra cui l’avviso 6/2016 che, almeno sul piano tecnico, fornisce un esempio di adeguamento guidato.

    L’identificazione professionale
    Le imprese, dunque, avranno a disposizione uno strumento in più per operare nel mercato virtuale. Infatti la loro identità digitale potrà essere facilmente individuata in rete perché sarà caratterizzata dal codice P (IdentityPurpose). L’identità a uso professionale potrà essere rilasciata alle persone fisiche e alle persone giuridiche.

    Le imprese possono, attraverso un’utenza master, gestire tutte le proprie posizioni interne. La responsabilità dell’uso di questo tipo di utenza è sempre in capo alla persona giuridica che l’ha richiesta, anche se il gestore dell’identità ha dei compiti di vigilanza sull’utilizzo e sui poteri di chi ha fatto la richiesta a al quale sono state consegnate le credenziali.

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