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Milleproroghe, il «ritorno» dell’opposizione mentre la…

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la discussione del decreto

Milleproroghe, il «ritorno» dell’opposizione mentre la maggioranza perde 21 voti

Bagarre in Aula, minaccia di ostruzionismo anche al Senato: sul decreto Milleproroghe è tornata l’opposizione. Dopo sei mesi di semi-silenzio dovuto allo shock da pesante sconfitta elettorale, il Pd prova a rianimarsi. E, complice il momento di oggettiva difficoltà della maggioranza torna a vivacizzare la vita dell’aula di Montecitorio.

GUARDA IL VIDEO -Milleproroghe, il Governo pone la sua prima fiducia

Opposizione più vivace
Il sì al Milleproroghe è scontato (la fiducia è stata già approvata) ma il Pd non rinuncia a far valere le sue idee con un agguerrito ostruzionismo che potrebbe far slittare di un giorno l’approvazione del provvedimento a Montecitorio (provvedimento che deve passare al Senato e che va convertito entro fine mese).

Si profila così una seduta fiume con i deputati dem iscritti i massa a parlare sugli ordini del giorno al decreto. Stesso film si ripeterà a Palazzo Madama. «Hanno messo in un decreto che parla di tutto anche il rinvio dell’obbligo vaccinale, ma su questo non si scherza» ha tuonato Matteo Renzi che, secondo i boatos di Montecitorio, avrebbe suggerito il ricorso alla pratica ostruzionistica.

Il governo non fa il pieno sulla fiducia
L’opposizione sembra dunque aver trovato nuova verve, complice l’oggettivo momento di difficoltà in cui versa la maggioranza. Dopo la marcata spaccatura Lega-M5S sul voto Ue sulle sanzioni a Orbàn e le evidenti divisioni sul menù della manovra, il governo deve fare i conti con i 329 voti di fiducia ottenuti. Sì perché alla prima fiducia, chiesta e ottenuta dall’Esecutivo, la maggioranza ha perso per strada ben 21 voti rispetto a quelli ottenuti il 6 giugno in occasione dell’insediamento. Tra gli assenti nella maggioranza, 12 erano in missione, e quindi giustificati (10 di M5s e 2 della Lega): si tratta di ministri o sottosegretari. Si sono registrati tuttavia anche sette assenze ingiustificate, cinque di M5s (Cabras, Corneli e la no vax Cunial) e due della Lega (Bazzaro e Covolo).

Due linee
Ma l’opposizione non è compatta al suo interno. Pur votando no a fiducia e provvedimento, Forza Italia non ha voluto condividere con il Pd la strategia dell’ostruzionismo. «È una pratica inutile che forse svilisce il Parlamento e anche la funzione della opposizione», sottolinea l’azzurro Roberto Occhiuto. «Se il M5S faceva peggio nella scorsa legislatura, non è una occasione per fare come loro, per renderci simili a loro. Noi questo non lo vogliamo» è la posizione del partito di Berlusconi (che deve fare i conti con un mezzo-dialogo tenuto in vita con il segretario leghista e vicepremier Matteo Salvini). Anche questa posizione non aiuta a rinverdire la strategia della minoranza in Parlamento.

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