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Puntare sulla crescita con più notizie e inchieste

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la nuova sfida

Puntare sulla crescita con più notizie e inchieste

Gli anni, purtroppo, passano in fretta e pochi ricordano un giornalista vero: Franco Serra, precursore dell’informazione economica in Italia. Diceva Serra, mio primo maestro di giornalismo: «Vedi caro, la ricetta per un prodotto editoriale di successo, qualunque sia, è di pubblicare in ogni numero delle informazioni che non siano già conosciute». Può sembrare la scoperta dell’acqua calda, ma non lo è. L’impegno che prendo come direttore è di non dimenticare l’insegnamento di Serra. Ogni giorno il quotidiano cartaceo e il sito on line in diretta daranno conto di notizie esclusive, inchieste, interviste, analisi. Possono farlo con una efficacia informativa straordinaria insieme alle altre testate editoriali del gruppo: dall’agenzia di stampa Radiocor Plus a Radio 24. Tutte, fino a martedì scorso, hanno avuto come direttore Guido Gentili, un collega che stimo, che ringrazio e che resterà come direttore editoriale.

Punto di forza sono le capacità professionali della redazione, che darà la spinta decisiva perché una squadra motivata, compatta e determinata fa la differenza. Inutile nascondere che negli anni le vendite hanno perso terreno e che l’on line non è servito a parare il colpo. Tuttavia le condizioni per recuperare ci sono tutte anche se per l’editoria non sono momenti facili. Un passaggio fondamentale, ampiamente condiviso con l’azienda, dev’essere chiaro: la sfida sono le iniziative di sviluppo, che significa puntare su prodotti editoriali eccellenti investendo sulla qualità. La volontà è giocare la partita come quotidiano libero e indipendente, presupposto fondamentale per guadagnare credibilità. I fatti sono veri o falsi. E quelli veri si pubblicano, senza reticenze o censure di schieramento. Poi, ben separate dai fatti, vengono le opinioni, meglio se contrapposte, in modo che il lettore possa metterle a confronto maturando convinzioni più fondate.

Tutto questo tenendo conto sempre della necessità d’inquadrare quanto accade in Italia nella dimensione internazionale. Qui c’è molto da lavorare. Troppo spesso il giornalismo economico non dedica attenzione e spazi adeguati all’informazione sui mercati esteri, che invece è cruciale. Solo la conoscenza di quanto accade nel mondo permette di fare scelte giuste e tempestive in Italia, condizione importante per un Paese le cui imprese hanno tenuto le posizioni e sono cresciute proprio grazie alle esportazioni.

Roccaforte del Sole 24 Ore è l’informazione su norme e tributi. È un settore che in passato ha dato al gruppo grandi soddisfazioni, ma i tempi cambiano. Quindi occorre studiare nuove formule editoriali per non essere spiazzati dalle trasformazioni che ci sono state e che hanno tolto al gruppo l’esclusiva delle informazioni e dei commenti. Occorre percorrere strade diverse che confermino il giornale come punto di riferimento naturale dei liberi professionisti, che siano commercialisti, ragionieri, avvocati, consulenti del lavoro e così via.

Uguale attenzione è necessaria per la finanza e l’economia reale, che merita molto più spazio di quanto le venga dato dall’informazione economica. Le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale dell’economia. Nonostante ciò troppo spesso mancano la volontà e la voglia di raccontare, nel bene e nel male, le storie aziendali, i personaggi, gli ostacoli e le contraddizioni che devono superare ogni giorno. Le realtà imprenditoriali diventate famose nel mondo sono un numero davvero elevato ma, incredibilmente, vivono in una sorta di limbo informativo. La dichiarazione d’intenti è di porvi rimedio. L’Italia è un grande Paese e merita un grande quotidiano economico.

Viviamo in una realtà dove l’informazione è diventata merce abbondante. Ma, troppo spesso, è un’informazione superficiale se non, in tutto o in parte, inattendibile. Non dev’essere così: l’informazione dev’essere certificata e il marchio del Sole 24 Ore è garanzia di qualità. Ma è anche necessario che si trasformi in conoscenza. Per questo le notizie devono essere selezionate, ragionate, collocate nel contesto giusto. Non può essere un’informazione gratuita, perché la qualità va pagata.

Un fronte d’impegno è il risparmio gestito. Dopo la crisi epocale del 2007-2008 è stato uno dei pochi settori che è cresciuto a ritmi record. È necessario aumentare l’informazione dalla parte dei risparmiatori, che frequentemente vedono sfumare i risparmi di una vita. Viene dedicata grande attenzione all’acquisto dell’automobile raccogliendo informazioni, verificandole, confrontandole. Molto meno tempo e molte meno energie, inspiegabilmente, sono dedicate agli investimenti dei risparmi. C’è spazio per contributi informativi importanti.

Vanno messi al primo posto rispetto della legalità, correttezza dei comportamenti, contrasto della corruzione. Un Paese avanzato non può avere una doppia contabilità, non può avere numeri ufficiali diversi da quelli reali. Occorre trasparenza, la cui premessa è che ci sia giustizia fiscale. Le tasse vanno pagate da tutti, ma non può essere considerato normale lavorare oltre metà dell’anno per pagare imposte e balzelli vari. In un Paese avanzato, infine, non è accettabile che esistano territori fuori dal controllo dello Stato in cui il rispetto delle leggi risulta facoltativo. Mafia, camorra, ‘ndrangheta vivono perché hanno radici capillari nel tessuto economico. Non solo nel Mezzogiorno. Il modo migliore per contrastarle è non dimenticarsene facendo vivere ogni giorno la lezione di magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Le piste del denaro sono quelle che risultano sempre rivelatrici ed è proprio il terreno su cui i giornalisti del Sole 24 Ore hanno competenze adeguate. Le stesse che permettono di avere certezze positive sul futuro del gruppo.

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