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Bce, Savona: Draghi si è dato poteri non previsti dallo Statuto

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il ministro critica la bce

Bce, Savona: Draghi si è dato poteri non previsti dallo Statuto

  • – di Redazione Online

Il presidente della Bce Mario Draghi «si è procurato dei poteri che non avevamo previsto. Fa interventi sui cambi di cui sappiamo molto poco. La mia proposta è che questi poteri vengano messi nello Statuto in modo che poteri e responsabilità coincidano». Sono inevitabilmente destinate ad aprire un nuovo fronte polemico tra Roma e Bruxelles (e Francoforte) le parole pronunciate dal ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, ospite di “Proxima”, la festa nazionale di Sinistra italiana-Leu in corso a Torino. «Non commento, è un amico», ha poi tagliato corto il ministro, incalzato dai giornalisti sulle dichiarazioni di ieri di Draghi, secondo il quale troppe parole hanno fatto male all'Italia e che adesso si aspettano i fatti.

«Euro indispensabile ma costruzione Europa imperfetta»
A margine del suo intervento, Savona è invece tornato su temi a lui cari, come i “difetti” della moneta unica. «L'Europa è utile al nostro Paese, l'euro è una parte indispensabile, solo che a mio avviso la costruzione non è perfetta. Possiamo giustificare le imperfezioni del 1992, non possiamo giustificare quelle del 2018, 2019 e cammin facendo», ha spiegato rispondendo a una domanda sugli attacchi arrivati ieri all'Italia da alcuni esponenti dell'Ue, tra cui il commissario Ue per gli affari economici e monetari Pierre Moscovici. «Su queste cose non mi piace pronunciarmi. Ognuno si assuma la responsabilità di quello che dice e delle proprie azioni. Io personalmente opero attraverso documenti ufficiali, un minimo di interviste perché non posso sottrarmi completamente», ha aggiunto Savona.

Insistere su tema migranti porta Ue a rottura
Un po’ a sorpresa, il ministro ha invitato a mettere da parte il tema dell’accoglienza dei rifugiati, da mesi al centro del dibattito politico in Italia e in Europa. «Se continuiamo a parlare di immigrazione portiamo l'Europa alla soglia della rottura», ha ammonito, mentre «l'unico modo per cercare di attenuare le polemiche, dall'immigrazione alle altre cose, è quello di prendere in mano le discussioni di fondo cioè come funziona la politica fiscale in Europa».

«Ieri un'ora con Oettinger, ci siamo intesi»
Ieri era a Roma per un’audizione parlamentare un altro commissario Ue molto critico con l’Italia, Günther Oettinger (al Bilancio). «Abbiamo discusso per un'ora, ci siamo intesi», ha spiegato il ministro: «Gli ho detto che lui deve rispondere alla Commissione, io al Parlamento che mi ha approvato, dobbiamo cercare qual è il punto di appoggio sul piano pluriennale europeo. Quello che io vedo in privato, come accade all'interno del mio governo, e quello che leggo non coincidono».

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