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INTERVISTA A VIOLETA BULC

La commissaria Ue: «Ora legale, ecco la nostra proposta: stop ai cambi da ottobre 2019»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – È in dirittura d'arrivo la proposta legislativa della Commissione europea che prevede l'abolizione del cambio di ora nel corso dell'anno. In una conversazione con Il Sole 24 Ore, la commissaria ai Trasporti e responsabile del dossier, Violeta Bulc, 54 anni, ha voluto spiegare natura e motivi di una scelta controversa, voluta soprattutto nel Nord Europa.

In che cosa consiste esattamente la vostra proposta legislativa?
Attualmente una direttiva europea prevede il coordinamento a livello di stati membri del cambio di ora durante l'anno. Proponiamo di abolire questo cambio di ora lasciando ai paesi piena libertà se optare per l'ora legale (adottata in marzo, ndr) o per l'ora solare (reintrodotta in ottobre, ndr).

Perché abbandonare il cambio dell'ora?
Prima di tutto, il Parlamento europeo da tempo fa pressione in questo senso. Abbiamo poi organizzato di recente una consultazione pubblica e l'84% dei 4,6 milioni di cittadini che vi hanno partecipato hanno chiesto l'abolizione del cambio di ora. Questo sondaggio ha registrato una partecipazione dieci volte più importante di qualsiasi altra consultazione comunitaria.

Alla consultazione hanno partecipato a dire il vero una netta maggioranza di tedeschi, francesi e austriaci. Gli italiani hanno pressoché ignorato il sondaggio. Ciò detto, vi sono motivi oggettivi per abbandonare il cambio di ora?
La questione non è univoca. C'è chi attribuisce al cambio di ora conseguenze negative per la salute e chi invece considera che proprio il cambio di ora consente di rimanere all'aria aperta più a lungo e fa quindi bene all'attività fisica. L'ora legale fu adottata per vari motivi tra cui quello di risparmiare energia. Obiettivamente, questo motivo non ha più ragione d'essere. Il risparmio è marginale, tanto che molti paesi hanno via via abolito il cambio di ora: la Russia, la Turchia, la Cina.

Infatti, secondo Terna SpA (citata dalla Commissione europea), in Italia nel 2016 il risparmio energetico è stato di appena di 580 GWh, ossia 94,5 milioni di euro. Ci può precisare la prossima trafila del progetto legislativo?
Il testo legislativo dovrebbe essere discusso dal Consiglio in via informale fin dal prossimo mese. Se le trattative vanno a buon fine, con l'approvazione sia del Parlamento che dei paesi membri, i governi dovranno in aprile scegliere tra ora legale e ora solare. In ottobre dell'anno prossimo, avverrà quindi l'ultimo cambio di ora per coloro che avranno optato per l'ora solare.

L'approvazione nel Consiglio sarà a maggioranza qualificata. Come hanno reagito i Ventotto?
Forse sono stati colti di sorpresa dalle numerose risposte scatenate dalla consultazione pubblica. Sei paesi per ora si sono già espressi a favore di uno dei due orari. L'Italia non è tra questi. Gli altri stanno ancora facendo delle analisi e delle valutazioni.

Non vede il rischio di una Europa a pelle di leopardo, con troppe differenze di orario tra i Ventotto? Dopotutto oggi i fusi orari nell'Unione sono tre e le ore di differenza tra Lisbona e Larnaca sono due. Nello scenario estremo aumenterebbero a tre.
Il suo è uno scenario teorico. Mi aspetto un certo coordinamento tra i paesi. Già oggi Svezia e Finlandia, che sono in due fusi orari diversi, stanno discutendo se optare per la stessa ora.

La Commissione europea sostiene che l'obiettivo è di ridare la mano ai governi in nome della sussidiarietà. Al tempo stesso vi aspettate un certo coordinamento tra i paesi. Non è contradditorio?
No. La scelta dell'ora è puramente nazionale.

Vi saranno vantaggi per il mondo economico con l'abolizione del cambio di ora?
Non saranno più necessari cambi di orari nei trasporti o nelle reti di logistica. Per le imprese, la programmazione sarà in generale molto più semplice.

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