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Orfini: «Non serve cambiare il nome, sciogliamo il Pd e…

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DEMOCRATICI

Orfini: «Non serve cambiare il nome, sciogliamo il Pd e rifondiamolo»

«Stracciamo lo statuto del Pd, sciogliamolo e rifondiamolo. Non serve cambiare nome». È la proposta-provocazione di Matteo Orfini, presidente del Partito democratico. «Mettiamo insieme un pezzo di paese - ha detto l’esponnete renziano alla festa di Left Wing - che non condivide le politiche di questo governo: dobbiamo costruire una risposta dopo la sconfitta che sia all'altezza della sfida. Il partito com’è oggi non funziona. Mi rivolgo a tutti, basta questa distinzione con la società civile, decidiamo insieme la linea politica e la leadership».

Il Partito democratico è ancora alle prese con la lunga transizione dopo la sconfitta alle elezioni politiche e guarda al congresso che potrebbe celebrarsi nei prossimi mesi.Finora l’unico a essere sceso in campo con la sua candidatura alla segreteria è Nicola Zingaretti. E proprio al presidente della regione Lazio Orfini si rivolge per una punzecchiatura: «Le parole di Nicola Zingaretti sui notabili del Pd sono apprezzabili. Però nella sua regione ha candidato Bruno Astorre (senatore alla seconda legislatura e un passato tra Dc, Ppi e Margherita, ndr) che, come campione anti-notabilato, non mi sembra credibilissimo».

Sul possibile avversario di Zingaretti, dal fronte dell’ex segretario del partito Matteo Renzi avanza l’ipotesi di Graziano Delrio. L’ex ministro delle Infrastrutture e attuale capogruppo alla Camera del Pd potrebbe alla fine rompere gli indugi e sfidare Zingaretti: il suo nome, infatti, potrebbe attrarre molti nomi dell’area riformista del partito che si era allontanate sotto la gestione Renzi. Proprio sul ruolo dell’ex “rottamatore” ieri Delrio ha detto che
«non va fatta un’autocritica al carattere, ma a come la sinistra in tutto il mondo non sta riuscendo a contrastare l’avanzata di partiti xenofobi, di partiti reazionari. Il problema non è solo italiano ma europeo, che mette in discussione le radici dell'Europa, la sua esistenza».

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