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sui migranti nuovo scontro con asselborn

Salvini: reddito cittadinanza, ma non per stare a casa. Di Maio: flat tax non aiuti i ricchi

Botta e risposta Salvini-Di Maio su flat tax e reddito di cittadinanza in vista della scrittura della prossima legge di bilancio. Intervistato questa sera su Canale 5, il ministro degli Interni ha dichiarato il suo obiettivo di una «flat tax al 15% per le partite Iva» e ha parlato di un incontro con Berlusconi per «concordare un’azione politica per ridurre le tasse». E sul reddito di cittadinanza ha avvertito: «È giusto che ci sia, l’importante è che non sia una misura per stare a casa».

«Sono fatti loro del centrodestra, noi abbiamo un contratto da realizzare» ha replicato il vicepremier M5S alla notizia del prossimo incontro con il Cavaliere, ricordando alla Lega la condizione che «la flat tax non aiuti i ricchi, ma la classe media, le persone disagiate che pagano le tasse da una vita», « se sarà questo non avremo problema a votarla». E sul reddito di cittadinanza: «Insieme alle infrastrutture, è la prima misura» in legge di bilancio. Frizioni anche sul fronte delle pensioni, con Alberto Brambilla - esperto di previdenza vicino alla Lega - che si dice «totalmente contrario» alla possibilità di portare da gennaio le pensioni minime a 780 euro annunciata dal viceministro 5Stelle all’Economia, Laura Castelli. «Così spacchiamo il sistema», è il commento di Brambilla.

Intanto, dopo lo scontro di mercoledì a Vienna, è proseguita anche oggi a distanza la polemica tra Matteo Salvini e il ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn. «Matteo Salvini usa metodi e toni dei fascisti degli anni Trenta», ha detto Asselborn. Dall’altra il ministro degli Interni italiano che ha replicato: «Nessun fascismo, solo rispetto delle regole. Se gli piacciono tanto gli immigrati che li accolga tutti in Lussemburgo». E poi rincara: «Asselborn è ignorante», nel senso che «ignora la storia dell’emigrazione italiana», «non ha argomenti».

Salvini: con Conte e Di Maio avanti 5 anni
Parlando a Domenica Live su Canale 5, Salvini ha spiegato divoler «concordare con Berlusconi un’azione politica per ridurre le tasse» anche a operai, poliziotti e insegnanti, come quella che «già porto avanti con i Cinquestelle». Con il Cavaliere «parleremo di futuro», «nei comuni e nelle regioni dove il centrodestra amministra stiamo lavorando bene», ha spiegato poi Salvini parlando dell’incontro con Berlusconi in programma per stasera. «Quello che c’è nel contratto di Governo si farà», ha aggiunto il titolare del Viminale, assicurando che con il premier Conte e con Di Maio «non litighiamo nè sui ponti, nè sulle poltrone», «sono persone ragionevoli con le quali andremo avanti cinque anni».

Di Maio: nessuna tensione, ma mantenere promesse
«L’assenza di tensioni sulla manovra» nel governo è stata confermata anche da Di Maio. «C’è un dibattito franco sul fatto che o si mantengono le promesse o è inutile che ci stiamo» ha detto il vicepremier M5S parlando a Nola, «il nostro obiettivo è di portare a casa un risultato coraggioso ma che tenga i conti in ordine e su questo siamo compatti come governo». Di Maio ha quindi ricordato la centralità del reddito di cittadinanza nel programma M5s e nel contratto. E rispondendo a Salvini ha precisato: «Noi che siamo del Sud ce li ricordiamo i soldi dati alle persone per stare sul divano in cambio di voti, proprio per questo vogliamo fare una misura totalmente diversa per dare alle persone l’opportunità di reinserirsi nel mondo del lavoro».

Asselborn a Der Spiegel: da Salvini provocazione calcolata
In un colloquio con la versione online di Der SpiegelAsselborn è tornato a parlare del video del suo botta e risposta con Salvini sul tema migranti durante il vertice dei ministri europei dell’Interno nella capitale austriaca. Secondo Asselborn (69 anni, socialista, titolare degli Esteri dal 2004 ma anche responsabile per gli Affari europei e l’Immigrazione) «si è trattato di una provocazione calcolata». Il video, dice al portale online del settimanale tedesco, è stato fatto «a sua insaputa». Se vengono ripresi incontri di ministri Ue oppure addirittura di capi di governo e di stato, «allora non ci potrà mai più essere un dibattito franco», ha concluso.

Asselborn sottolinea che non si è trattato di un incontro qualsiasi. Secondo il ministro, non si è neanche trattato di un caso isolato. I collaboratori del vicepremier italiano, dice allo Spiegel, «si piazzano nelle sale in posizioni strategiche e riprendono sistematicamente tutto quello che dice Salvini». Asselborn - che è stato uno dei primi politici europei ad attaccare il governo illiberale ungherese di Viktor Orbán, con il quale invece Salvini si propone di governare l’Europa - aggiunge anche di non ritrattare nulla di quanto detto in riferimento alla necessità della migrazione.

Salvini: se gli piacciono gli immigrati se li tenga in Lussemburgo
Salvini ha subito replicato: «Il ministro socialista del paradiso fiscale Lussemburgo, dopo aver paragonato i nostri nonni emigranti italiani ai clandestini che sbarcano oggi, dopo aver interrotto un mio discorso urlando “merda”, oggi mi dà del “fascista”. Ma dico io, che problemi hanno in Lussemburgo?!? Nessun fascismo, solo rispetto delle regole. Se gli piacciono tanto gli immigrati che li accolga tutti in Lussemburgo, in Italia ne abbiamo già accolti anche troppi. Buona domenica a tutti, cin cin».

Salvini: Asselborn non ha argomenti
In serata, intervistato a Domenica Live su Canale 5, il ministro dell’Interno ha ribadito il suo punto di vista, accusando il ministro lussemburghese di ignorare «ignora la storia dell'emigrazione italiana» che non ha nulla a che vedere «con i clandestini che arrivano, spacciano e rubano in Italia» e perché fa come «tutti coloro che non hanno argomenti, continuando a darmi del fascista, del populista, del razzista».

Il diverbio al vertice di Vienna
Lo scontro Asselborn-Salvini era andato in scena mercoledì scorso a Vienna al vertice dei ministri europei. Alla frase pronunciata da Salvini «non abbiamo l’esigenza di avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più», il collega lussemburghese era sbottato: «In Lussemburgo, caro signore, avevamo decine di migliaia di italiani che sono venuti da migranti, che hanno lavorato in Lussemburgo affinché voi in Italia poteste avere i soldi per i vostri figli. E che diamine (la frase pronunciata è “Merde alors!”). «Io non l’ho interrotta, la buona educazione prevede di far finire un intervento», aveva replicato Salvini, che poi ha definito il collega volgare. Tutto era stato filmato dallo staff di Salvini. Il quale, più tardi via Twitter aveva aggiunto: «Ma in Lussemburgo, paradiso fiscale che non può dare lezioni all'Italia, non hanno nessuno di più normale che faccia il Ministro???».

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Moscovici e «i piccoli Mussolini»
Proprio quello stesso giorno (era il 13 settembre) fecero discutere le parole del commissario europeo agli Affari economici, il francese Pierre Moscovici sul pericolo dei movimenti populisti in Europa «C’è un clima - disse - che assomiglia molto agli anni ’30. Certo, non dobbiamo esagerare, chiaramente non c’è Hitler, forse dei piccoli Mussolini». «Si sciacqui la bocca prima di insultare l’Italia, gli Italiani e il loro legittimo governo» era stata la dura replica del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Un richiamo all’ex ministro socialista francese era arrivato da Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo e vicepresidente di Forza Italia: «Non condivido le parole del commissario Moscovici. La commissione europea non deve usare un linguaggio offensivo verso gli Stati membri. Da italiano dico che nel nostro Paese non ci sono dittatori».

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