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La Brexit non scoraggia l’interesse dell’Italia

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Indagine Swg per l'ambasciata inglese

La Brexit non scoraggia l’interesse dell’Italia

Per tre italiani su quattro il voto sulla Brexit del 2016 - i cui effetti sono legati ad un negoziato con la Ue e agli esiti di un confronto molto duro dentro la politica inglese - «non ha influenzato la propensione a recarsi in Uk per turismo, studio o affari». Per la prima volta, un’indagine della SWG svela cosa pensano gli italiani del Regno Unito e quale sia il loro rapporto con il paese che accoglie oltre 600.000 loro concittadini. Un dato importante è che un italiano su due almeno una volta nella vita è stato nel Uk, e l’86 per cento ci tornerebbe. La ricerca è stata presentata all'ambasciata britannica, guidata da Jill Morris, alla vigilia del tradizionale Convegno di Pontignano, appuntamento principale dell'agenda anglo-italiana.

Gli italiani e la scelta sbagliata della Brexit
Il 47% degli italiani pensa che i cittadini britannici abbiano fatto una scelta sbagliata, motivata più dalla “pancia” (59%) che dalla “testa” (30%). Il 37% ritiene invece giusta la scelta che porterà il Regno Unito fuori dall’UE. Il controllo dei flussi migratori (55%) e la gestione delle tasse a livello nazionale (54%) seguiti dal rilancio dell’occupazione (45%) sono percepiti tra le conseguenze dell’uscita più positive per il Regno Unito, mentre un perdita di peso politico del Paese su scala europea è la principale conseguenza negativa prevista dopo la Brexit (49%).
In generale, e a prescindere dalle valutazioni sul voto al referendum del 2016, per circa 3 italiani su 4 il voto sulla Brexit non ha influenzato la propensione a recarsi nel Regno Unito per turismo (73%), studio (74%) o lavoro/affari (71%).

La relazione UK-UE nel dopo-Brexit
Oltre un italiano su due (58%) ritiene auspicabile il mantenimento di un legame stretto tra il Regno Unito e l'UE dopo la Brexit, ma questa proporzione aumenta, in alcuni casi considerevolmente, quando si parla di aspetti specifici della partnership. Il 73% degli intervistati è favorevole al mantenimento di una stretta collaborazione UK-UE in materia di difesa e sicurezza, mentre il 69% si dice d’accordo con l’idea di un’area di libero scambio dopo l’uscita del Regno Unito dal Mercato Unico. Il 62% degli italiani concorda inoltre con il principio di una gestione controllata dei flussi migratori dei cittadini comunitari tra UE e Regno Unito.

Il danno potenziale di un No-deal
Quattro italiani su cinque ritengono che un mancato accordo tra Regno Unito e UE alla fine dei negoziati sulla Brexit sarebbe dannoso. Meno di un italiano su dieci (7%) ritiene il contrario. Oltre un italiano su tre (37%) ritiene che i danni di un no-deal sarebbero equamente ripartiti tra Regno Unito e UE, mentre il 27% ritiene che le conseguenze negative sarebbero maggiori per il Regno Unito rispetto all'UE e il 16% immagina peggiori conseguenze di questo scenario soprattutto per l'UE. «Nonostante le comprensibili incertezze destate dall'avvio per l'uscita dall'UE, è incoraggiante avere il riscontro di una considerevole maggioranza di italiani che continua ad avere strettissimi legami, atteggiamenti positivi e opinioni favorevoli nei confronti del Regno Unito e della relazione profonda che vogliamo mantenere con l'UE e i nostri partner europei, in primis con l'Italia» ha commentato l'ambasciatrice Morris.

L’attrazione del Regno Unito verso i giovani italiani
Tra gli intervistati nella fascia di età 18-24, il 93% (vs media nazione del 77%) che ha visitato il Regno Unito considera la propria esperienza positiva. Il 96% (vs 86%) dichiara che tornerebbe nuovamente in UK. Circa 6 giovani su 10 (59% vs 54%) sostengono di avere un amico o un parente attualmente nel Regno Unito, e riferiscono che praticamente la loro totalità (98% vs 79%) parla positivamente della propria esperienza in UK. Tra i giovani italiani, grande successo rispetto alla media nazionale riscuote la musica britannica (89% vs 80%), la cultura (80% vs 77), la storia (86% vs 80%), le opportunità professionali (83% - 75%) e l’innovazione made in Britain (80% vs 72%)

Il 63% (vs 47%) ritiene sbagliata la scelta di uscire dall'UE, presa di pancia secondo il 70% (vs 59%) dei giovani. Il 63% (vs 58%) auspica comunque il mantenimento di un legame stretto tra UK e UE, mentre 4 su 5 (80% vs 73%) - più che in qualunque altra fascia di età - vogliono che Regno Unito e UE continuino a collaborare strettamente in materia di difesa e sicurezza. Anche la proporzione di giovani che è favorevole a un'area di libero scambio tra UK e UE dopo la Brexit è considerevolmente maggiore rispetto alla media nazionale (83% vs 69%).

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