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Il M5s «blinda» la democrazia diretta con il sì preventivo della…

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Depositati i Ddl costituzionali

Il M5s «blinda» la democrazia diretta con il sì preventivo della Lega

Il Parlamento sarà reso obsoleto dalla partecipazione diretta dei cittadini? Nei mesi scorsi Beppe Grillo e Davide Casaleggio hanno evocato esplicitamente un prossimo futuro di tal genere, anche se il ministro per i Rapporti con il Parlamento e - appunto - per la democrazia diretta Riccardo Fraccaro si è affrettato a ribadire la centralità delle Camere elette nella visione pentastellata.

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Di certo il “cambiamento” deve comunque passare al vaglio del Parlamento, dove sono stati appena depositati due disegni di legge costituzionale: uno per il taglio dei parlamentari (da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori) e l’altro per l’introduzione di uno strumento di democrazia partecipativa finora assente dal nostro ordinamento, ossia il referendum propositivo.

Il «patto» con la Lega
Anche se l’annuncio è arrivato dal ministro Fraccaro, i due Ddl - presentati nell’identico testo sia alla Camera sia al Senato - sono di iniziativa parlamentare. La novità è che non sono stati firmati solo dal gruppo M5s ma anche da quello della Lega. I pentastellati “blindano” insomma la loro riforma portando a casa il sì preventivo degli alleati di governo. E si capisce. Il momento politico non è dei migliori per il M5s, oscurato dalla popolarità e dalla vulcanicità di Matteo Salvini, come testimoniano anche i sondaggi (M5s in calo di qualche punto rispetto alle politiche e soprattutto distaccato dalla Lega di 5.6 punti). E le difficoltà della manovra economica, con il probabile ridimensionamento e rinvio al 2020 del reddito di cittadinanza, priva il Movimento di uno dei suoi cavalli di battaglia storici. Da qui la necessità di «blindare» la democrazia diretta via referendum e il taglio dei parlamentari con il sì dell’alleato di governo e di accendere i riflettori su altri cavalli di battaglia storici. E meno devastanti per le finanze pubbliche.

Il rischio referendum sulle leggi di spesa
Almeno nell’immediato. Perché una delle criticità già evidenziate dai costituzionalisti (si veda l’intervista del presidente dell’associazione dei costituzionalisti italiani Massimo Luciani al Sole 24 Ore del 26 luglio scorso) rispetto al referendum propositivo è la previsione di tale strumento anche per le leggi di spesa. Lo ha ribadito lo stesso Fraccaro nelle sue audizioni in commissione prima della pausa estiva («basta indicare le coperture nella proposta di legge»), anche se il ministro ha saggiamente escluso la possibilità del referendum propositivo sui trattati internazionali e dunque sull’euro.

L’assenza del quorum
La seconda criticità evidenziata dai costituzionalisti riguarda la ferma volontà del M5s di abolire il quorum, sia per il nuovo referendum propositivo sia per quello abrogativo già previsto dalla Costituzione. Con il rischio che importanti cambiamenti possano essere introdotti nel nostro ordinamento da una piccola minoranza.

Dal 26 al 29 a Roma la «festa» della democrazia diretta
Per i dettagli c’è tempo, anche se la firma della Lega fa capire che le perplessità e le critiche, sia pure costruttive, non verranno dall’interno della maggioranza. Intanto è tutto pronto per distrarre l’opinione pubblica dalle fatiche della legge di bilancio: la prossima settimana sarà la volta del Global forum 2018 sulla democrazia diretta, a Roma dal 26 al 29 settembre. Accanto alla sindaca Virginia Raggi, naturalmente, il ministro Fraccaro e tutto lo stato maggiore del Movimento.

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