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Dossier | N. 21 articoliDOSSIER / Manovra 2019

«Flat tax», come funziona per professionisti, artigiani e commercianti

«Flat tax» al 15% per un milione e mezzo di partite Iva. Tra i punti fermi del decreto fiscale collegato alla legge di bilancio che l’Economia sta mettendo a punto c’è l’ampliamento del regime forfettario e di quello dei minimi. Il governo la chiama flat tax, ma non ha nulla a che vedere con la vera flat tax, che prevede un’aliquota unica sui redditi di imprese e famiglie.

Professionisti, artigiani e commercianti con ricavi e compensi fino a 65mila euro si vedranno applicare un’imposta sostitutiva di Irpef, addizionali, Irap e Iva del 15 per cento. Oggi lo stesso prelievo viene applicato a oltre 800mila partite Iva che hanno ricavi da 25mila a 50mila euro a seconda della categoria di attività esercitata.

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Il nuovo “forfettone” garantirà a professionisti e autonomi anche un forte snellimento degli adempimenti fiscali e contabili. Al momento appare rinviata l’idea di alzare il tetto dei ricavi fino a 100mila euro, applicando un’imposta del 20% sulla parte incrementale di ricavi e compensi dichiarati da 65mila a 100mila euro. In questo caso, però, l’Iva sarebbe stata dovuta così come sarebbero rimasti in vita gli obblighi per la tenuta della contabilità. Per “quota 100mila” come limite ai ricavi occorre infatti il via libera di Bruxelles che arriverà soltanto il prossimo anno.

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Le semplificazioni
Nel definire i dettagli della nuova flat tax per le partite Iva si lavora anche all’eliminazione degli attuali vincoli di accesso al regime come quello sulle assunzioni e quello sui beni strumentali. Inoltre gli attuali indici di redditività utilizzati per determinare il reddito cui applicare l’aliquote del 15% potrebbero essere eliminati in favore di una determinazione analitica dei ricavi fino a 65mila euro.

Per Sas e Snc c’è la mini-Ires
L’ipotesi iniziale avanzata dal sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci di estendere il nuovo “forfettone” ai soci e dunque a Sas, Snc al momento sarebbe stato abbandonato. Per questi soggetti (come anticipato sul Sole 24 Ore del 28 settembre), come ha confermato lo stesso Bitonci, verrà introdotta la riduzione di 9 punti di Ires (dal 24% al 15%) sugli utili reinvestiti in beni e nuove assunzioni.

L’Irpef del futuro
La flat tax per gli oltre 40 milioni di soggetti Irpef sarà invece graduale. Si partirà, conti pubblici permettendo, nel 2019 con la riduzione da 5 a 3 aliquote per arrivare nel 2021 a una “dual tax” (per essere corretti) che preveda un’aliquota del 23% fino a 75mila euro e un prelievo del 33% per i redditi superiori. Un progetto che nelle bozze del Def viene definito di legislatura.

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