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Doppietta Mercedes a Sochi, il divario tra Hamilton e Vettel sale a 50…

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FORMULA 1

Doppietta Mercedes a Sochi, il divario tra Hamilton e Vettel sale a 50 punti

Valtteri Bottas e  Lewis Hamilton sul podio al termine del Gran premio di Russia a Sochi (Epa)
Valtteri Bottas e Lewis Hamilton sul podio al termine del Gran premio di Russia a Sochi (Epa)

Domenica amara per l'Italia nel Gran premio di Russia 2018 di Formula 1. Le frecce d'argento Mercedes centrano il massimo obiettivo e fanno loro ancora una volta la gara di Sochi: sinora, infatti, nel cittadino ex villaggio olimpico hanno sempre vinto le auto di Brackley, due Hamilton e una Rosberg. Ora è la terza per Hamilton. L'ottava vittoria quest'anno su 13 gare a podio, terza consecutiva. Un assolo che gli dà dieci punti in più su Vettel rispetto a Singapore.

Per la Ferrari era la gara dell'entusiasmo post nomina di Giovinazzi. Ma anche post “amarezza” annuncio per Kyvat, scartato ma poi ripreso per evidenti possibilità economiche; visto che parla italiano ma ha il passaporto anche russo, non si poteva rimandare ulteriormente l'annuncio: nonostante tutto, tornerà in Formula 1.

Ma doveva soprattutto essere la prima di una serie ininterrotta di gare di “riscossa” per consentire a Vettel di rimontare su Hamilton nel sogno mondiale. Tuttavia la prima fila Mercedes e la seconda Ferrari promettevano battaglia. Che non c'è mai stata: Ferrari sempre dietro e perfino a rischio di finire fuori dal podio.

Hamilton del tutto conservativo: con la pole di Bottas e la sua capacità di stargli davanti, al giro 24 è dovuto intervenire con un ordine via radio che passerà alla storia (negativa) del tuo team. Si è visto infatti ripetere in diretta tv la pressione del bottone “tactics” con il quale il pilota capiva che stava per arrivare l'ordine di far passare Hamilton, per consentire al team di perseguire l'obiettivo di far vincere il mondiale con “cattiveria” e anticipo, cercando di erodere più punti possibili sulla Ferrari. Una storia un po' triste, un po' amara, che sui social richiama già la lontana memoria di un Barrichello arrabbiato contro Schumacher che, nel 2002, non aveva avuto neanche il coraggio di salire sul gradino più alto del podio.

Vettel mastica amaro, Verstappen in evidenza – Ma se Hamilton è uscito dall'abitacolo un po' in imbarazzo prima di fare l'intervista solita post gara, a ben vedere, quelli più tristi non possono essere che i ferraristi: nulla è andato come i piani. Questa volta però non ci sono stati errori di muretto né di “testa” del pilota. Vettel è sempre apparso molto progressivo nella guida, ha pennellato traiettorie in modo pulito perché non aveva un'auto nervosa ma, anzi, una vettura comunque ben bilanciata: sperava quindi di erodere giro per giro qualche prezioso centesimo su Bottas. A tratti, poi, si è perfino tenuto che Verstappen potesse costituire una minaccia: partito in fondo per cumulo di penalizzazioni, è riuscito a risalire fino alla vetta della corsa con la sola insidia della Mercedes, ma la sua strategia gomme lo ha riportato comunque al posto numero cinque, in ogni caso di molto davanti a Ricciardo che ha avuto dei problemi ma, a un certo punto, era riuscito pure a segnare un “miglior tempo” a circa due terzi di gara.

Matematica impietosa, adesso è questione di imprevisti o sfortune altrui - A ben guardare la situazione aritmetica attuale, è evidente che la vittoria di Vettel sembra un sogno quasi del tutto sfumato, o comunque molto difficile, anche per colpa di questi ultimi punti guadagnati da Hamilton con due posizioni di vantaggio su Vettel al traguardo di oggi. Ora il campione in carica gode un margine di sicurezza che cresce e porta da 40 a 50 i punti di differenza nel mondiale, con cinque gare alla fine.

Vero che in Formula 1 si è visto di tutto, con stravolgimenti pesantissimi anche a livello di classifica finale perfino all'ultimo giro, come nel mondiale perso da Massa. A conti fatti Vettel potrebbe vincere solo con condizioni estremamente favorevoli, ad esempio se vincesse tutte e cinque le prossime gare ed Hamilton mai meglio del terzo posto. Pensare che due gare fa sarebbe bastato “solo” che Hamilton arrivasse sempre secondo. D'altro canto, un ipotetico autunno con due vittorie di Vettel e due ritiri di Hamilton consecutivi il mondiale si riaprirebbe del tutto, ma una possibilità del genere difficilmente verrebbe quotata anche dai più azzardati dei bookmaker.

È quindi una vera impresa: recuperare 50 punti in 5 gare se non è un miracolo, poco ci manca. Non è più una questione di strategie, di bravura, di messa a punto. E questo fa rabbia perché ieri in prova e oggi in gara si è visto Hamilton subire il suo compagno di squadra, più forte e veloce ma meno “importante” per il team tanto da scaturire quell'ordine di scuderia di cui ancora tanti si scandalizzano.

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