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Italiani sempre più vecchi: nel 2050 gli occupati non basteranno

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Servizio |RAPPORTO LEONE MORESSA

Italiani sempre più vecchi: nel 2050 gli occupati non basteranno

I 5 milioni di stranieri regolari contribuiscono ad aumentare il numero degli occupati, a produrre quasi il 9% del Pil e ad immettere nelle casse previdenziali 11,9 miliardi di euro (fotogramma)
I 5 milioni di stranieri regolari contribuiscono ad aumentare il numero degli occupati, a produrre quasi il 9% del Pil e ad immettere nelle casse previdenziali 11,9 miliardi di euro (fotogramma)

Nel 2050 la popolazione italiana non raggiungerà i 59 milioni perdendo rispetto alla situazione attuale il 3% degli abitanti. Il problema reale per la sostenibilità economica del paese, sottolinea l’ottava edizione del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa, pubblicato oggi, mercoledì 10 ottobre, e presentato a Palazzo Chigi, è che a diminuire sarà la popolazione dai 15 ai 64 anni che subirà una contrazione di 7 milioni, mentre la popolazione con almeno 65 anni aumenterà di 6 milioni.

Mantenendo lo stesso livello occupazionale del 2017 gli occupati diminuirebbero di quasi 4 milioni, mentre aumenterebbero i pensionati arrivando allo stesso numero degli occupati. L’indagine fotografa l’impatto economico e fiscale dell’immigrazione in Italia: i cinque milioni di stranieri regolari producono quasi il 9% del Pil e immettono nelle casse previdenziali 11,9 miliardi di euro.

Valore Aggiunto prodotto dagli occupati stranieri per settore di attività

Sempre più italiani lasciano il paese
Sempre più italiani stanno lasciando il paese: dal 2011 al 2017 il saldo migratorio è negativo e pari a -391 mila. Si tratta nella maggior parte di potenziali lavoratori che esportiamo all’estero, giovani ed istruiti. Nello stesso periodo nel nostro paese la popolazione straniera è cresciuta di 1,1 milioni senza contare le oltre 800 mila naturalizzazioni. Rispetto agli italiani gli stranieri sono più giovani ed il loro saldo naturale è positivo, per questo incidono sulla spesa pubblica solo con il 2,1%.

... e sempre più qualificati
In generale, dal 2008 il saldo migratorio dei cittadini italiani con l’estero è negativo. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone in età lavorativa, il 65% degli iscritti all’Aire ha tra i 18 e i 64 anni. Il 31% degli emigrati italiani con più di 24 anni nel 2016 sono in possesso di una laurea.

Occupati stranieri con almeno 15 anni ed incidenza sul totale lavoratori

Più occupati: valore aggiunto pari a 131 miliardi
La presenza degli stranieri, continua l’indagine, non ha modificato solo l’aspetto demografico, ma anche quello economico. Nel 2011 gli occupati stranieri erano pari al 9%, nel 2017 hanno raggiunto quota 10,5. Questi 2,4 milioni di occupati producono un valore aggiunto pari a 131 miliardi (8,7% del valore aggiunto nazionale). Si tratta prevalentemente di occupazione “complementare”: la maggior parte degli occupati stranieri svolge lavori poco qualificati (e quindi faticosi e poco retribuiti), mentre gli occupati italiani si collocano nelle professioni più qualificate. Non è da sottovalutare nemmeno l’apporto degli imprenditori stranieri che rappresentano il 9,2% del totale imprenditori, dato in crescita negli ultimi cinque anni del 16,3% in controtendenza con la diminuzione degli italiani (-6,4).

Gli stranieri versano 3,3 miliardi di Irpef
Dal punto di vista fiscale, i lavoratori stranieri dichiarano 27,2 miliardi di euro (stima) e versano 3,3 miliardi di Irpef. Inoltre il loro contributo previdenziale è pari a 11,9 miliardi di euro che aiuta a finanziare il sistema di protezione sociale. Redditi e imposte sono inferiori alla media italiana in quanto provengono da lavori poco qualificati. Un aumento della mobilità sociale degli stranieri, suggerisce l’indagine, inciderebbe in modo positivo sull’impatto fiscale italiano.

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