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Dossier | N. 21 articoliDOSSIER / Manovra 2019

Def scommette sulla crescita, sedici miliardi per reddito di cittadinanza e pensioni. Tria all’Ue: «Dialoghiamo»

«Ora si apre la fase di confronto con la Commissione europea, che potrà valutare le fondate ragioni della strategia di crescita del Governo delineata dalla manovra. Come è avvenuto all’interno del Governo, auspico che il dialogo con la Commissione Europea rimanga aperto e costruttivo, tenendo conto delle reali esigenze di cittadini e imprese e del ruolo che svolgono le Istituzioni. In questo dialogo il Governo si presenta compatto e fiducioso».

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Lo ha scritto Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, in una lettera inviata alla Commissione Europea riguardante la modifica del percorso programmatico di finanza pubblica contenuto nella Nota di aggiornamento del Documento di Economia e finanza.

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Il testo è alle Camere: 9 mld per reddito e pensioni di cittadinanza, 7 per quota 100
Il documento, costituito da 138 pagine, è stato consegnato alle Camere, come conferma la nota del Consiglio dei ministri: «Il Def è alle Camere e conferma gli obiettivi, i tempi di attuazione delle riforme e le cifre. Ci saranno oltre 16 miliardi per reddito di cittadinanza e riforma Fornero (quota 100). Previsti 9 miliardi per il reddito e pensioni di cittadinanza e 7 per la quota cento. Le risorse per altre misure, centri per impiego (1 miliardo), flat tax (2 miliardi), assunzioni straordinarie per le forze dell'ordine (1 miliardo), truffati per le banche (1,5 miliardi) sono previste in altri capitoli di spesa», si legge nella nota. «La politica di bilancio del Governo - si legge nella relazione al Parlamento - pur condividendo l’obiettivo della riduzione del debito pubblico in rapporto al Pil, prevede un diverso percorso di aggiustamento del saldo strutturale rispetto a quanto previsto nel documento programmatico dello scorso settembre».

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Def: nel 2018 Pil cala a +1,2%, deficit all'1,8%
Il governo rivede al ribasso la stima di crescita per quest'anno che scende dall'1,5% previsto ad aprile all'1,2% stimato nella nota di aggiornamento del Def. Il Deficit si attesterà invece all'1,8%, contro il 2,4% del 2017, e il debito pubblico scenderà dal 131,2% segnato lo scorso anno al 130,9 previsto per il 2018.

I NUMERI DELLA NADEF

Dal debito al Pil, dal deficit all'occupazione. Ecco le principali misure che il governo ha previsto nel quadro programmatico della nota di aggiornamento del Def

Debito non rispetta regola Ue nel 2019 ma cala
Nel 2019 «la regola del debito non sarebbe soddisfatta in chiave prospettica, dato che il rapporto debito/PIL nel 2021 è previsto eccedere il benchmark di 3,9 punti percentuali». Così il governo nella nota di aggiornamento del Def che fissa il debito 2019 al 130%. «È tuttavia necessario - spiega il governo - sottolineare la tendenza discendente del rapporto debito/PIL, pur avendo il Governo rinunciato all'aumento della pressione fiscale previsto nello scenario tendenziale e a misure una tantum - e tutto ciò in un contesto economico non favorevole».

Da interventi manovra impatto su Pil di +0,6%
Nella nota di aggiornamento al Def si legge che con gli interventi previsti in manovra il governo spingerà la crescita di 0,6 punti percentuali nel 2019, di 0,5 nel 2020 e di 0,3 nel 2021. Entrando nel dettaglio nel 2019 la rimodulazione delle imposte indirette darà una spinta di 0,2 punti, le misure espansive per crescita e innovazione di 0,7 punti e le politica invariate di 0,1 punti ma le coperture previste freneranno il Pil di 0,4 punti: in conclusione la crescita nel complesso sarà di 0,6 punti.

Reddito cittadinanza in ddl collegato a legge bilancio
Sarà contenuta in un ddl collegato alla legge di bilancio la disciplina dell'introduzione del reddito di cittadinanza e la riforma dei centri per l'impiego, lo conferma la nota di aggiornamento al Def. Previsto anche un disegno di legge sulle start up innovative (il cosiddetto Fondo venture capital per start up innovative); un disegno di legge con misure in favore dei soggetti coinvolti dalla crisi del sistema bancario (cosiddetto Fondo ristoro a favore dei soggetti truffati); un disegno di leggeper l’introduzione di misure fiscali agevolate per le società che riducono le emissioni inquinanti (cosiddetta Ires verde); un disegno di legge con misure per il dissesto e il riequilibrio finanziario degli enti locali; un disegno di legge con interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo; disegno di legge di delega al Governo per il riordino della materia dello spettacolo e per la modifica del codice dei beni culturali; disegno di legge delega di riordino del settore dei giochi; disegno di legge con disposizioni in materia di ordinamento sportivo e di professioni sportive; disegno di legge con disposizioni in materia di istruzione, università, alta formazione artistica, musicale e coreutica, ricerca e attività sportiva scolastica e universitaria, nonché di riassetto, semplificazione e codificazione della normativa dei medesimi settori. Disegno di legge con disposizioni per la modernizzazione e l'innovazione nei settori dell'agricoltura, dell'agroalimentare, del turismo e dell'ippica. Disegno di legge delega con disposizioni per la riforma del Codice del Lavoro.

Debito pubblico scende al 130% nel 2019
«Una progressiva discesa del debito pubblico che passa dal 131,2% del 2017 al 126,7% del 2021, passando attraverso il 130,9% di quest'anno, al 130,0 del prossimo e al 129,2% del 2020. Sono le stime programmatiche previste dalla nota di aggiornamento del Def che però punta anche ad ulteriori miglioramenti: «Una riduzione più accentuata sarà possibile - è scritto - se si realizzerà la maggior crescita a cui il governo punta come obiettivoprioritario».

Peggiora il deficit strutturale, all'1,7% per 3 anni
Nella nota di aggiornamento al Def si legge che il deficit strutturale, cioè la misura macro economica su cui l’Ue misura i miglioramenti dei conti pubblici dei Paesi, peggiorerà il prossimo anno di 0,8 punti percentuali passando dallo 0,9% di quest'anno all'1,7%. Rimarrà poi stabile su questo livello anche nel 2020 e nel 2021.

Stop aumenti Iva 2019, parziale per 2020-21
Nella Nota di aggiornamento al Def si legge che «gli aumenti delle imposte indirette previste dalle clausole di salvaguardia verranno completamente sterilizzati nel 2019 e parzialmente nel 2020 e 2021». Le clausole valgono 12,5 miliardi nel 2019 e 6,7 miliardi aggiuntivi nel 2020. «Nel Programma di Stabilità 2019 - si legge ancora - sarà presentato un piano di intervento volto a sostituire le residue clausole di salvaguardia con interventi di riduzione della spesa e di potenziamento dell'attività di riscossione delle imposte».

Il governo sceglie l’Unione europea, ma chiede sia più forte ed equa
Nella nota di aggiornamento al Def conferma la scelta europea, che resta uno dei fondamenti dell'azione del Governo, ma ciò non significa una rinuncia a ricercare un'Unione diversa, più forte e più equa. «Il cuore dell'azione intrapresa resta quindi quella della crescita da ottenersi in prevalenza con investimenti e il miglioramento dell'equità sociale nei sui diversi aspetti, dalla lotta alla povertà e alla creazione di maggiori opportunità di lavoro».

Da dismissioni patrimonio pubblico 730 mln in 2019
Per il 2018, i proventi derivanti dalle vendite di immobili pubblici dovrebbero ammontare a 690 milioni, di cui 50 milioni per le vendite di immobili delle amministrazioni centrali, 400 milioni per le vendite effettuate dalle amministrazioni locali e 240 milioni per le vendite degli enti di previdenza. Le dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico per gli anni 2019 e 2020 sono stimate, rispettivamente, pari a 730 milioni e 670 milioni. Per i fondi gestiti da Invimit Sgr, società interamente partecipata dal Mef, le relazioni semestrali al 30 giugno 2018 evidenziano che gli immobili pubblici apportati a detti fondi hanno un valore pari a circa 1.086 milioni. A fronte di tali apporti sono state emesse quote che verranno successivamente collocate sul mercato. I proventi generati dalla vendita delle quote dei fondi Invimit potranno essere contabilizzati a riduzione dell'indebitamento netto negli anni in cui tali vendite saranno realizzate, contribuendo indirettamente al contenimento del debito pubblico.

Tria, crescita realistica, può salire ancora
Nella premessa del Def il ministro dell’Economia scrive che «l’obiettivo del Governo è quello di ridurre sensibilmente il divario di crescita con l'Area euro. Su un orizzonte più lungo, l'Italia dovrà crescere più rapidamente del resto d'Europa, onde recuperare il terreno perso negli ultimi vent'anni. Questi obiettivi di crescita economica sono ambiziosi ma realistici, e potrebbero essere oltrepassati, per almeno due motivi».

«Confido che la presente Nota di Aggiornamento ponga le basi per una proficua sessione di Bilancio e, cosa più importante, per una vera ripresa dell'Italia nei prossimi anni», il ministro dell'Economia Giovanni Tria nella premessa al Def pubblicato sul sito del Mef. «L'obiettivo primario è di promuovere una ripresa vigorosa, puntando su un incremento adeguato della produttività del sistema paese e del suo potenziale di crescita e di conseguire una maggiore resilienza rispetto alla congiuntura e al peggioramento del quadro economico internazionale».

Verso abolizione del patto di stabilità interno
Il governo intende procedere con «l'abolizione del patto di stabilità interno, che limitava le capacità di intervento degli enti locali». Inoltre è prevista «la riforma del Codice degli appalti per rendere più snella e trasparente la gestione degli acquisti e delle forniture della Pa».

Nuove norme concessionarie per riequilibrio canoni
Nel Def si parla anche delle concessionarie: «Lo sforzo di rilancio degli investimenti e sviluppo delle infrastrutture dovrà coinvolgere anche le società partecipate o titolari di concessioni pubbliche che hanno, in numerosi casi, beneficiato di un regime di bassi canoni ed elevate tariffe, rinviando gli investimenti. Cambiamenti organizzativi e regolatori saranno prontamente introdotti onde rimuovere gli ostacoli che hanno frenato le opere pubbliche assicurando congrui livelli di investimento e un riequilibrio del regime dei canoni».

Entro l'anno task force su investimenti pubblici
«Il Governo attiverà entro la fine di quest'anno una task force sugli investimenti pubblici». Lo si legge nel Def pubblicato sul sito del ministero dell'Economia.«Riprendendo le esperienze di altri Paesi creerà inoltre un centro di competenze dedicato. Questo avrà il compito di offrire servizi di assistenza tecnica e di assicurare standard di qualità» nelle amministrazioni centrali e periferiche. Questo «permetterà anche di creare nel tempo un insieme di capacità professionali interne alla PA nell'intera gamma di competenze», viene sottolineato. Al vaglio anche l’abolizione del patto di stabilità interno, che limitava le capacità di intervento degli enti locali.

Misure graduali per ridurre debito
«Si tratta di un ambizioso programma, che mira anzitutto a rispondere all'aumento della povertà registrato dalla crisi in poi e a consentire una maggiore flessibilità nei pensionamenti anticipati, creando maggiore spazio per l'occupazione giovanile. Esso verrà attuato con gradualità, onde conseguire una significativa riduzione del rapporto debito/PIL nel prossimo triennio», scrive il ministro Giovanni Tria nella premessa al Def.

Tria a Ue conferma deficit 2.4 e calo 2020-2021
Commentando con soddisfazione il risultato dei lavori di questi giorni, il ministro ha dichiarato: «Come sostenuto in diverse occasioni, la manovra di bilancio che questo Governo si appresta a varare è coraggiosa e responsabile, puntando alla crescita e al benessere dei cittadini, assicurando in seguito un profilo di riduzione del deficit, che passerà dal 2.4% del 2019 al 2.1% del 2020 per chiudere all'1.8% del 2021».

Crescita 1,5% in 2019, 1,6% 2020, 1,4% 2021
L'impatto delle singole misure sull'economia del Paese «deve essere valutato nel quadro dell'intera manovra. Maggiori risorse per gli investimenti pubblici e privati, minore pressione fiscale sulle piccole e medie imprese e sui lavoratori autonomi, spinta al ricambio generazionale sul mercato del lavoro e sostegno ai soggetti più vulnerabili: quest'insieme di misure porterà un aumento della crescita all'1.5 per cento nel 2019 per arrivare all'1.6 e l'1.4 negli anni successivi».

Il raggiungimento di questi obiettivi verrà ottenuto «anche grazie a un attento disegno degli interventi sia sul versante degli investimenti, sia su quello delle misure di sostegno attivo per il lavoro e la coesione sociale che garantiscano la stabilità complessiva del sistema».

Ok a progressiva riduzione auto diesel-benzina
Il Governo promuoverà una progressiva riduzione di autoveicoli diesel e benzina, per contenere le emissioni inquinanti. E' stato infatti predisposto un ddl che punta a sostituire questi automezzi con attrezzature a trazione elettrica. Si promuoverà la creazione di una rete di supporto per la loro ricarica e si valuterà la possibilità di introdurre contributi pubblici all'acquisto di veicoli ibridi ed elettrici. Il contributo sarà commisurato al costo di produzione delle vetture elettriche e tenderà a scendere nel tempo.

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