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La Cgil al bivio per la nuova leadership

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la corsa alla segreteria

La Cgil al bivio per la nuova leadership

Corsa a due per la successione di Susanna Camusso alla guida della Cgil, in vista della scadenza del mandato del prossimo 3 novembre. Anche senza candidature ufficiali, in pole position ci sono due segretari confederali; rispettivamente Vincenzo Colla (56 anni) già segretario dell'Emilia Romagna, e Maurizio Landini (57 anni) ex numero uno dei metalmeccanici della Fiom.

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Possibile divisione interna

Ma già alla segreteria che si riunirà l’8 ottobre a Corso d'Italia, potrebbe emergere il profilo del nuovo segretario generale, e i rumors danno come possibile una indicazione per Landini da parte della Camusso. In questo caso si aprirebbe uno scontro interno al primo sindacato italiano, visto che Colla godendo dell'appoggio di una parte importante della Cgil - dai pensionati dello Spi agli edili, dal sindacato dei trasporti a quello di chimici e tessili a quello delle comunicazioni - non intende fare un passo indietro.

Documento unitario per il congresso
A Landini verrebbe attribuito il supporto della Fiom, del pubblico impiego e degli alimentaristi. Con un'indicazione esplicita di Camusso, in sostanza si aprirebbe un solco all'interno della Cgil sulla futura leadership, nonostante sul versante programmatico il sindacato si stia apprestando ad andare al congresso con un documento unitario, «Il lavoro è», che ha il sostegno di un'ampia maggioranza che comprende gli stessi Colla e Landini (quello alternativo promosso da Eliana Como della Fiom di Bergamo è considerato largamente minoritario).

La Cgil rischia di arrivare divisa al congresso di Bari
In alternativa - ma questa opzione al momento sembra meno probabile - lunedì Camusso potrebbe prendere tempo, e rinviare l'indicazione ad un'altra segreteria fino all'emergere di una maggioranza solida. Anche perché Camusso che si candida alla guida del sindacato mondiale Ituc (a dicembre sfiderà l'australiana Sharan Burrow), rischia di lasciare una Cgil divisa sulla leadership che sarà votata dall'assemblea generale, al termine del congresso di Bari del 22-25 gennaio 2019.

La sfida tra un leader movimentista ed uno riformista
Sul fronte politico Landini, storicamente “movimentista”, promotore di un progetto di coalizione sociale poi naufragato, è considerato più in grado di dialogare con il M5s. Mentre Colla è sostenuto dall'area riformista della Cgil, considerato più vicino alla sinistra storica, del Pd (non quello di Renzi) e Leu. Da notare che Landini da leader Fiom si è a lungo contrapposto alla linea di Camusso, ma poi con la firma del contratto dei metalmeccanici della fine del 2016 (dopo due tornate contrattuali chiuse senza la firma della Fiom) si è guadagnato un posto nella segreteria confederale della Cgil. Quanto alla Cgil che immagina Colla: «Serve un modello di relazioni industriali più partecipativo, per spostare la contrattazione a monte, bisogna rilanciare il Patto per la fabbrica per affermare il ruolo dei corpi intermedi».

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