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Dossier | N. 20 articoliDOSSIER / Manovra 2019

NaDef in Aula l’11 ottobre: parte la corsa a ostacoli della sessione di bilancio

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(Ansa)
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La sessione di bilancio 2019, la prima che vede a Palazzo Chigi una coalizione M5S-Lega, è di fatto iniziata il 27 settembre, giorno in cui il Consiglio dei ministri ha approvato l'attesissima Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NaDef). A contorno, l'esultazione del vicepremier Di Maio da un balcone del palazzo accolto dal tripudio dei parlamentari M5S in piazza. Dopo un'estate di vertici, ipotesi, proiezioni e stime, il documento - reso pubblico tra le polemiche quasi una settimana dopo, il 4 ottobre - ha dato il kick off alla stagione dei conti che da qui alla fine di dicembre, termine ultimo per l'approvazione della legge di bilancio, vedrà confrontarsi sul campo delle cifre il governo italiano e la Commissione Ue.

Giovedì 11 ottobre - NaDef in Aula
Nel pomeriggio, con un giorno di ritardo rispetto al calendario dei lavori parlamentari fissato dalla Capigruppo, la NaDef approda in Aula alla Camera. Lo slittamento è stato richiesto dal presidente della commissione Bilancio di Montecitorio Claudio Borghi (Lega). Nella stessa giornata il documento di programmazione economica inizierà l'iter di esame in Aula al Senato. I tempi sono stretti sia per la certificazione obbligatoria del quadro programmatico da parte dell'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) - passaggio introdotto dalla recente riforma della sessione di bilancio - che per l'approvazione da parte delle Camere. Un problema, visto che il via libera alla risoluzione parlamentare sulla NaDef è propedeutica all'approvazione definitiva da parte del Cdm in vista della presentazione a Bruxelles nei tempi previsti del Draft Budgery Plan (Dbp). In passato, sono sempre state necessarie un paio di settimane. Il Parlamento deve anche votare (a maggioranza assoluta) l'autorizzazione allo scostamento dal deficit già programmato in base alla relazione tecnica del Mef con le ragioni dello scostamento e il percorso di rientro.

Lunedì 15 ottobre - Budgetary Plan a Bruxelles
Entro la metà di ottobre il Governo (alla pari di tutti gli altri esecutivi dei Paesi Ue) deve inviare alla Commissione europea a Bruxelles il Draft Budgetary Plan con le tabelle dei programmi di finanza pubblica e le misure messe in campo per attuarli. La Commissione ha quindi due settimane di tempo (31 ottobre) per rispedirla al mittente nel caso riscontrasse gravi violazioni al Patto di Stabilità Ue. Le opzioni per Bruxelles sono tre; non approvazione integrale del documento, da formalizzare entro due settimane (cosa mai successa in passato); approvazione tout court; richiesta di integrazioni, e rinvio del giudizio finale a maggio 2019. Ed è quest'ultima la scelta più probabile visto anche il tono della lettera con cui il 5 ottobre i commissari Ue Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis hanno risposto al messaggio di accompagnamento al Nadef trasmesso dal ministro dell'Economia Giovanni Tria

Sabato 20 ottobre - Legge di Bilancio ai blocchi
È il giorno entro il quale il Governo deve approvare e presentare in Parlamento i contenuti della legge di Bilancio vera e propria, ma la scadenza negli ultimi anni non è mai stata rispettata da nessun esecutivo. Compito del Cdm è varare l'articolato della manovra per il 2019 con misure dettagliate e le relative coperture, da inviare all'attenzione del Parlamento sotto forma di Disegno di legge. Più o meno in contemporanea è atteso il via libera del Cdm anche al preannunciato decreto legge fiscale (da approvare in parallelo al Bilancio) con le norme su flat tax alle partite Iva, mini-Ires e pace fiscale.

Venerdì 26 ottobre - Il voto delle agenzie di rating
Non a caso, nella stessa settimana di (probabile) presentazione della manovra è atteso anche il primo giudizio (cruciale per la tenuta del nostro debito pubblico) delle agenzie di rating. Il 26 ottobre è in calendario il rating di Standard&Poor's, quello di Moody's entro la fine del mese.

Martedì 30 novembre - La valutazione ufficiale della Ue
Se non procederà ad una immediata bocciatura della manovra, la Commissione Ue potrebbe decidere di inviare delle lettere di richiamo al governo e al nostro ministro dell'Economia (come in passato a Pier Carlo Padoan) su aspetti specifici della manovra. Entro il 30 novembre Bruxelles dovrà quindi pubblicare il suo giudizio complessivo, indicando l'eventuale necessità di una manovra correttiva, passaggio importante in un iter che si conclude nella primavera prossima con i dati consuntivi sul 2018.

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