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Dossier Accordo tra illycaffè e JAB per le capsule in alluminio

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Dossier | N. 28 articoliIl mondo del caffè

Accordo tra illycaffè e JAB per le capsule in alluminio

illycaffè entra nel mondo delle capsule di alluminio (quelle Nespresso style). Lo fa attraverso un'alleanza con il colosso mondiale JAB ufficializzata lunedì a Milano. Si tratta di una alleanza commerciale - è stato precisato dal ceo illycaffè Masimiliano Pogliani - che non implica alcun futuro ingresso nella compagine proprietaria dello storico marchio triestino.

Tramite la sua piattaforma JDE, JAB produrrà (negli stabilimenti francesi) e distribuirà a livello internazionale le nuove capsule: sia nella grande distribuzione che nei punti vendita tradizionali. In Italia, invece, la vendita - anche nella gdo - sarà realizzata da illycaffè. Le nuove capsule a marchio illy saranno sul mercato nel primo semestre 2019. “Siamo stati tra i primi a creare una tecnologia proprietaria anche per le capsule - ricorda Andrea Illy, per più di vent'anni ai vertici operativi dell'azienda e oggi presidente - le abbiamo realizzate in carta e in plastica e continueremo a produrle ma sapevamo che si sarebbe creato uno standard internazionale e oggi entriamo nel mercato più vasto che utilizza questo standard”. Un mercato imponente, che cresce del 20-30% l'anno e catalizza un fatturato di 5-6 miliardi di dollari.

Un mercato che Massimiliano Pogliani ha contribuito a creare, durante i suoi anni di permanenza ai vertici di Nestlè e Nespresso. Secondo il ceo questo accordo consente di offrire ai clienti illy una ulteriore opportunità di scelta e rispecchia la missione: continuare a proporre in tutto il mondo ”il migliore caffè che la natura possa offrire, esaltato da pratiche sostenibili, dalle migliori tecnologie e dalla bellezza dell'arte”.

L'obiettivo era rendere la illy-experience sempre più accessibile ai consumatori a livello globale. Di qui la scelta di allearsi con un partner forte come JAB, debuttando in uno standard di mercato così ampio grazie a un accordo di licenza. Fortissima a livello distributivo, la multinazionale con base a Londra aveva a sua volta bisogno di collaborare con un leader globale nel segmento del caffè di alta qualità: “Attraverso la piattaforma JDE, JAB può contare su più di 265 anni di esperienza nel caffè - dice Fabien Simon, cfo di JDE - con questo accordo di licenza per la produzione e distribuzione di capsule in alluminio a marchio illy, ci impegniamo a garantire la stessa qualità in linea con la illy in-cup experience diventata ormai un punto di riferimento in tutto il mondo”.

“Senza dimenticare che è stato mio nonno a codificare la tecnologia del caffè espresso”, sottolinea Andrea Illy. Nel futuro dell'azienda - conferma - nessuna cessione di quote e nemmeno una Ipo, ma la consapevolezza di dover fare un salto di qualità e dimensionale, “sempre per via interne, senza pensare ad acquisizioni”. A chi gli ricorda che continuamente ci sono rumors di investitori attratti dall'ingresso nell'azienda triestina Illy risponde che non c'è spazio per iniziative del genere: “Tutti vorrebbero ma noi non vogliamo, perché abbiamo un modello di impresa che è concepito per essere autonomo. Noi non potremmo inseguire la leadership nella qualità sostenibile se non fossimo un'azienda libera, tutti i nostri investimenti sono a lungo termine”.

Le capsule in alluminio conterranno il blend tradizionale illy, 100% Arabica, che combina 9 delle migliori qualità al mondo.

Nel 2017 l'azienda ha impiegato 1.290 persone e ha un fatturato consolidato pari a 467 milioni. Gli store e i negozi monomarca illy nel mondo sono circa 244 in 43 Paesi. JAB Holding Company oltre alla presenza nell'universo caffè tramite Jacobs Douwe Egberts (JDE), la più grande coffee company nel mondo interamente dedicata al settore FMCG, Peet's Coffee & Tea, azienda premier degli specialty coffee e tè, di Caribou Coffee Company, specialty retailer di caffè premium, è anche il più grande azionista della Coty Inc., leader globale del settore cosmetico, e possiede una quota di Bally oltre ad essere azionista di minoranza in Reckitt Benckiser PLC, colosso del settore healthcare e prodotti per la casa.

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