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Sindacato, Cgil: Camusso sceglie Landini, ma Colla non si ritira

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Servizio |si prepara la successione in Corso d’Italia

Sindacato, Cgil: Camusso sceglie Landini, ma Colla non si ritira

Susanna Camusso
Susanna Camusso

In scadenza il prossimo 3 novembre, Susanna Camusso ha rotto gli indugi indicando il nome di Maurizio Landini per la successione al vertice della Cgil. E la segreteria si è divisa sulla futura leadership, in una riunione a porte chiuse proseguita fino a tarda sera. L’assemblea generale eletta dal congresso di Bari del 22-25 gennaio 2019, sarà comunque chiamata a decidere tra due nomi per occupare la poltrona di segretario generale: l’ex numero uno dei metalmeccanici della Fiom Maurizio Landini (57 anni) o l’ex segretario dell’Emilia Romagna, Vincenzo Colla (56 anni). Camusso che punta ad occupare il posto di leader del sindacato mondiale (Ituc) a metà dicembre, si trova con la Cgil spaccata in due.

Maurizio Landini prima dell’endorsement di Camusso poteva contare sull'appoggio dei metalmeccanici, del pubblico impiego e degli alimentaristi. Mentre Vincenzo Colla ha il sostegno dell'area riformista della Cgil, di categorie di peso come i pensionati, gli edili, i chimici-tessili , i lavoratori dei trasporti e delle telecomunicazioni.

Il Direttivo: cercare una candidatura unitaria
Per evitare il rischio di una spaccatura interna, a maggio il direttivo della Cgil aveva dato mandato alla segreteria di individuare i criteri e le caratteristiche del prossimo segretario generale, con l’obiettivo di cercare di arrivare ad una candidatura unitaria, ma nei giorni scorsi si sono levate delle voci da Corso d’Italia, circa l’intenzione di Camusso di indicare comunque un nome, quello di Landini. La spaccatura è apparsa inevitabile, anche perchè Colla ha fatto capire che non intende ritirarsi. Il confronto in segreteria è proseguito fino a tarda notte, per le ripercussioni di questa decisione sul futuro dell’organizzazione.

Sindacalisti con due identikit diversi
I profili dei due sindacalisti sono molto diversi; Colla è considerato un pragmatico, politicamente vicino alle posizioni dei partiti di centro sinistra (il Pd non renziano e Leu), sostenitore della concertazione e dell’unità d’azione con Cisl e Uil. Landini è considerato, invece, un movimentista, ha provato l’esperienza della coalizione sociale poi fallita, ha guidato a lungo l’opposizione interna contro l’intesa firmata da Camusso con Cisl, Uil e Confindustria sulle nuove regole della rappresentanza. Landini si è guadagnato un posto nella segreteria confederale firmando il contratto dei metalmeccanici a fine 2016, dopo due intese raggiunte senza la firma della Fiom.

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