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Salvini: né patrimoniali né prelievi dai conti correnti in manovra

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«ricostruzioni fantasiose»

Salvini: né patrimoniali né prelievi dai conti correnti in manovra

«Non ci saranno né patrimoniali né prelievi dai conti correnti degli italiani». Secco il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini intervistato a Radio Radicale taglia corto sulla possibilità che il governo abbia allo studio, nelle ultime ore, interventi drastici in caso di peggioramento dei conti italiani. «Non chiederemo le fedi nuziali per salvare il Paese e non abbiamo intenzione di prelevare dai conti correnti», aggiunge Salvini per il quale «fa tutto parte della fantasia».

La scelta di fare «l’opposto di Monti»
La bussola della politica economica rimane orientata verso «l'esatto contrario di quel che ha fatto Monti», nelle parole del capo della Lega. «Questa è una manovra che investe sul futuro, sulla crescita e sui giovani anche perché le ricette imposte dall'Europa e dai governi Renzi, Gentiloni, Letta e Monti hanno hanno aumentato il debito pubblico e impoverito l'Italia». Dunque avanti senza tentennamenti e niente panico, a dispetto di quanto potrà venire (di negativo) dai giudizi sull’affidabilità dell’Italia da parte delle agenzie internazionali di rating. «Non ho visto il presidente della Repubblica assolutamente preoccupato», dice ancora Salvini con riferimento all'incontro di ieri al Quirinale. «Si leggono sui giornali ricostruzioni fantasiose, fantascientifiche e incredibili mai ascoltate ma è il bello della libertà di stampa e di parola che va sempre tutelata». Secondo una dichiarazione congiunta con il ministro dell'Economia Giovanni Tria, nell'arco del triennio verranno abbassate le tasse con una media annuale stimabile in 1,7 miliardi di euro.

Di Maio a risparmiatori: nulla da temere, primi a proteggere banche
Rassicurazioni ai risparmiatori italiani arrivano anche dall’altro vicepremier, Luigi di Maio, che su Tiscalinews li invita a non temere per le scelte di politica economica del Governo perchè «noi per primi vogliamo proteggere il risparmio e il sistema bancario». La priorità è consolidare il sistema creditizio nazionale «ma in questi anni sono stati messi tanti soldi pubblici nelle banche e quella non è la strada, a nostro avviso. Occorre da subito spostare gli investimenti sull'economia reale, aiutare le imprese, così da rendere più stabile il sistema dei prestiti e dei crediti».

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