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l’ex compagnia di bandiera

Alitalia, Tria smentisce Di Maio: io non ho parlato di un intervento del Tesoro

«Io penso che delle cose che fa il Tesoro debba parlarne il ministro dell'Economia. Io non ne ho parlato». Così il ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria, in merito all’ipotesi di ingresso del Mef nel capitale di Alitalia, con una quota intorno al 15 per cento, così come affermato dal vicepremier e ministro Luigi Di Maio. Un’ipotesi quest’ultima rilanciata
dal sottosegretario ai trasporti Armando Siri, che ha detto: per Alitalia «non immaginiamo uno Stato con una quota superiore al 15-20%: staremo in linea con le partecipazioni» che hanno altri Stati europei.

Tria: nessun problema per aste titoli
«Per ora non c'è alcun problema, le aste vengono svolte regolarmente con tassi più elevati rispetto a prima. Ma gli investitori non si stanno tirando indietro» ha commentato inoltre il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in merito all’andamento delle ultime aste di titoli di Stato.

«Rispettiamo le regole Ue»
«I trattati indicano il 3% e questo viene rispettato». Giovanni Tria, conversando con i giornalisti a margine dei meeting annuali di Fmi/Banca mondiale, ha risposto così a chi gli chiedeva dell’invito del direttore generale del Fondo Christine Lagarde di rispettare le regole europee sul deficit. «Poi - ha aggiunto - ogni istituzione dà le raccomandazioni, ha quasi un dovere di richiamare i vari paesi e poi apre un dialogo. Si può divergere dalle raccomandazioni ma non c'è nulla di strano: anche quando un paese diverge da sentieri concordati si apre un dialogo con procedure che rispondono alle regole, siamo nel quadro legale europeo, non c'è nessuno scandalo, vedremo come riusciremo a spiegare le scelte italiane a favore della crescita e della riduzione del rapporto debito/Pil».

«Determinati a calo rapporto debito/Pil»
L'Italia è determinata «a proseguire sul sentiero della riduzione del rapporto debito/Pil». È stata questa la rassicurazione del ministro dell’Economia italiano al segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin, incontrato questa mattina in un bilaterale a Bali, a margine dei lavori delle assemblee annuali di Fmi/Banca mondiale. Tria, si legge in una nota del Tesoro, «ha illustrato lo spirito e i contenuti della manovra di bilancio per il 2019, mirata al rafforzamento della crescita economica italiana».

Visco: il problema dell'Italia è la bassa crescita
«C'è interesse, c'è attenzione, ma non c'è preoccupazione». Così il governatore
della Banca d'Italia Ignazio Visco ha risposto, conversando coi giornalisti a margine dei lavori del meeting annuale di Fmi/Banca mondiale in corso a Bali, in merito alle eventuali preoccupazioni internazionali sul nostro Paese. «Certo si legge con molta cura ciò che viene deciso sulle politiche di bilancio sia
ciò che avviene nell'economia reale», ha osservato il governatore. E ha aggiunto: «Quello che si chiedono qua è: l'Italia è riuscita a crescere? Tutto ciò che mette
l'economia italiana su un sentiero di crescita è benvenuto». Visco ha poi rilevato che «il problema del debito pubblico è quello su cui si concentra l'attenzione. Ma il debito pubblico è salito dal 2008 sostanzialmente per l'economia piuttosto che da una politica di bilancio espansiva che non c'è stata. Anzi, in alcuni casi è stata una politica di bilancio per la quale qualcuno ha parlato di austerità».

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