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Con gli oli lubrificanti rigenerati si risparmia il 40% di emissioni di CO2

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Forum Compra Verde

Con gli oli lubrificanti rigenerati si risparmia il 40% di emissioni di CO2

L’Osservatorio sul Green public procurement è stato presentato oggi al Forum Compra Verde – Stati Generali degli Acquisti Verdi . Sotto monitoraggio la riconversione ecologica degli appalti, a partire da quelli dei comuni. È uno strumento per promuovere la concreta attuazione del Green Public Procurement (Gpp), gli Acquisti Verdi della Pubblica Amministrazione: un vero e proprio monitoraggio civico per accelerare il processo di riconversione ecologica del mercato di beni e servizi.

Viscolube, azienda leader in Europa per la produzione di basi lubrificanti rigenerate, partner dell'Osservatorio appalti verdi, ha messo in luce come con le basi rigenerate si risparmi il 40% di emissioni CO2. L'olio lubrificante usato è un rifiuto pericoloso che può essere rigenerato, tornando a nuova vita con le stesse caratteristiche delle basi lubrificanti derivanti dalla prima raffinazione.

GUARDA IL ViDEO - Ecco come funziona il processo di rigenerazione degli oli lubrificanti

Il 98% degli oli lubrificanti usato viene riciclato
«Il primato dell’industria italiana - ha sottolineato Marco Codognola, direttore generale di Viscolube - è che il 98% dell'olio lubrificante usato raccolto viene avviato al riciclo per la produzione di basi rigenerate, con un risparmio annuale di circa 50 milioni di euro sulla bilancia petrolifera». In pratica, ha spiegato Codognola, «torna ad essere olio lubrificante nuovo, come quello che ha prodotto il rifiuto». In molti altri paesi la quantità di olio usato raccolto è molto più basso rispetto a quello immesso in commercio: «In Germania, per esempio, circa il 50% dell’olio raccolto viene rigenerato, mentre l’altro 50% viene usato come combustibile, con impatto ambientale maggiore . La Svizzera, per esempio, non ha un’industria della rigenerazione», spiega ancora Codognola.

La certificazione ReMade
Le basi rigenerate dall’azienda sono certificate ReMade in Italy, che è il primo marchio indipendente accreditato per la certificazione di prodotti e materiali derivanti da riciclo e dal riuso. È nato per promuovere l'industria italiana sostenibile: la certificazione è conforme ai requisiti previsti della normativa italiana in tema di Acquisti verdi della Pa. L'etichetta in pratica certifica le caratteristiche di sostenibilità ambientale del materiale, del processo e del prodotto, in termini di risparmio di materie prime, riduzione di consumi energetici e contenimento delle emissioni di CO2.

Le emissioni delle auto dovranno scendere del 35% entro il 2030
Pochi giorni fa è stato firmato l'accordo tra i ministri dell'ambiente dell'Unione europea per il raggiungimento di obiettivi di grande rilievo: le emissioni di CO2 delle auto dovranno scendere del 35% entro il 2030. «Le basi lubrificanti rigenerate prodotte grazie alla tecnologia italiana - ha spiegato Marco Codognola - consentono un risparmio del 40% sulle emissioni CO2 rispetto alle basi vergini. Oggi il 30% delle auto viaggia con olio lubrificante rigenerato, un prodotto performante e sostenibile con le stesse caratteristiche di quello proveniente dal greggio». Un risultato, ha precisato, che produce per il consumatore finale due effetti positivi: «la riduzione dell'inquinamento e la salvaguardia dell'ambiente, perché la rigenerazione dell'olio lubrificante usato scongiura lo sversamento di questo rifiuto pericoloso e il consumo di materia prima come il petrolio».

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