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Manovra, Tria: scelte non mettono a rischio i conti

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l’assemblea di assolombarda

Manovra, Tria: scelte non mettono a rischio i conti

«La strategia espansiva non è temeraria. Le nostre scelte non mettono a rischio i conti pubblici». Lo ha detto il ministro dell'Economia Giovanni Tria,
all’assemblea di Assolombarda. Sulla manovra sono «convinto - ha aggiunto - della stabilità del nostro impianto» perché «incide efficacemente sulla crescita del Pil». Non solo. «La posizione di Milano e dell'Italia è centrale in Europa». E il governo ha intrapreso «una strada che porti a ridurre e eliminare il gap con l’Europa», con misure «volte a stimolare la crescita del Paese per ridurre la pressione fiscale e garantire maggiore inclusione sociale nel rispetto della responsabilità finanziaria e di bilancio». Questo perché «una crescita troppo bassa non potrebbe farci uscire dal solco della crisi degli ultimi dieci anni».E «una economia - ha aggiunto - che non avanza abbastanza rischia di avvitarsi». Quanto al rapporto con l’Europa, con le autorità dell’Ue apriremo un «dialogo costruttivo. Questa sera incontrerò a Roma Moscovici».

Tria: riduzione debito non ci soddisfa ma sarebbe prima volta
«La riduzione programmata del rapporto debito/Pil in realtà non ci soddisfa, ma sarebbe la prima volta che avverrebbe» ha dichiarato il ministro dell'Economia. «L'obiettivo del Governo - ha ricordato Tria - è ridurre il debito di 4,5 punti percentuali nel prossimo triennio per arrivare al 126,7%. A questo risultato - ha spiegato - non si potrà giungere con una politica di austerity ma con una strategia espansiva che porti risultati sulla crescita del Pil». Tria, inoltre, ha attaccato le scelte di politica economica dei precedenti governi, che «non hanno consentito di ridurre il debito pubblico né di incidere efficacemente sulla crescita del Pil».

Boccia: politica non cavalchi ansie del Paese
«La politica stia attenta alle dichiarazioni che generino ansietà. Si riappropri del suo primato che significa visione del Paese senza cavalcare le ansie» ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, all'assemblea di Assolombarda a Milano. In merito alla Legge di Bilancio «c'è un metodo condivisibile e ci sono molte criticità sul merito». Il metodo condivisibile «è quello che diciamo da tempo, che vale per l'Italia e per l’Europa, di trasformare il patto di stabilità in patto di crescita, superando l'idea stretta dei saldi di bilancio». Boccia ha sottolineato che «non spaventa un punto di sforamento in più», ma «speriamo che questo non si usi come alibi per una campagna elettorale a gennaio». Attenzione va portata invece, nel merito, a misure come il reddito di cittadinanza che deve essere «un ponte verso l'occupazione e non un'alternativa al lavoro». Mentre Iil depotenziamento di «Industria 4.0 non va nella direzione della crescita»

«Non amiamo i condoni, ok invece rateizzazione tasse»
Il presidente di Confindustria, parlando del Dl Fiscale a marigine dell’assemblea di Assolombarda, ha poi dichiarato: «Noi non amiamo i condoni, ci interessa di più l’idea di una pace fiscale con la rateizzazione, che è una parte che il governo ha previsto e ciò significa pagare tutte le tasse da parte delle imprese che hanno criticità oggettive, però non significa (fare) sconti». In merito al decreto del governo, Boccia ha precisato che «questo è un condono fiscale solo per piccole questioni ma c'è una parte di pace fiscale che riguarda la rateizzazione», ed è questa che ha il consenso di Confindustria, in quanto permette alle imprese in oggettiva difficoltà di pagare le tasse a rate.

Tria: da infrastrutture investimenti di qualità
Il ministro dell’Economia nel suo intervento si è soffermato anche sul «rinnovamento delle infrastrutture in programma» che «serve per garantire la qualità degli investimenti pubblici e per colmare il gap di competitività del Paese». Tria ha spiegato come «la collaborazione tra pubblico e privato è fondamentale per garantire un sistema infrastrutturale all'avanguardia, che offra la possibilità di investire e di programmare lo sviluppo nel Paese».

«Quota 100 favorisce ricambio generazionale»
Tria ha poi evidenziato che «il tasso disoccupazione più elevato e la ridotta crescita economica sono gli effetti della riforma pensionistica del 2011, che ha ridotto la crescita del Pil nei primi anni». La cosiddetta riforma Fornero, che il governo si appresta a modificare, «ha garantito in un momento storico la sostenibilità del sistema nel breve e nel lungo termine, ma ha limitato il turnover necessario per ridurre l'urgenza della disoccupazione giovanile e per favorire l’innovazione tecnologica». «Modificare quella riforma - ha spiegato - permetterà di conseguire un ricambio generazionale adeguato e di immettere nuove risorse e competenze nel mercato del lavoro».

«Con reddito investiamo su capitale umano»
Il ministro ha poi difeso il reddito di cittadinanza, definito «una misura per consentire alle componenti più vulnerabili della nostra società di tornare a contribuire attivamente sul mercato del lavoro con un tratto chiaro: investiamo su di te se ti impegnerai». «Questo patto di cittadinanza che io vedo come un investimento nel nostro capitale umano, non avrà - ha sottolineato - un effetto benefico su decine di migliaia di persone in condizioni di povertà inaccettabili per la settima potenza mondiale che porterà una fluidificazione dei processi di entrata del lavoro anche per le imprese». Per Tria «è proprio insieme alle imprese che il governo dovrà lavorare per garantire il successo della misura e l’effettivo inserimento nei contesti aziendali»

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