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Consob: ancora giù il tasso di risparmio degli italiani,…

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Rapporto su scelte di investimento delle famiglie

Consob: ancora giù il tasso di risparmio degli italiani, 9,7% a fine 2017

Il tasso di risparmio lordo delle famiglie italiane continua scendere, attestandosi al di sotto della media dell'area euro: a fine 2017 risultava pari al 9,7%, a fronte dell'11,8% della media dell'Eurozona (nel 2004 aveva raggiunto il 15%, superando la media area euro di un punto percentuale). È questo lo stato dell'arte del risparmio nazionale che emerge dal Rapporto della Commissione nazionale per le società e la Borsa sulle scelte di investimento delle famiglie italiane per il 2018.

«La crisi del 2007-2008 - si legge nel documento - ha segnato un punto di caduta che sembrava destinato al recupero tra il 2012 e il 2014, rivelatosi poi solo temporaneo». I dati evidenziano poi che «la ricchezza netta delle famiglie italiane rimane stabile sui livelli del 2012 attestandosi a 9 volte il reddito disponibile» a fronte del dato medio per i paesi dell'area euro che è di 8 volte il reddito disponibile.

Consulenza informale preferita a quella professionale
A incidere negativamente sul livello di ricchezza media dei nostri connnazionali è anche la scarsa propensione a rivolgersi a consulenti specializzati per migliorare il rendimento dei risparmi familiari. Secondo il rapporto Consob infatti circa il 50% degli investitori ricorre ai consigli di amici e parenti (cosiddetta consulenza informale), poco più del 20% si affida alla consulenza professionale ovvero delega un esperto, mentre il 28% sceglie in autonomia. Il controllo della performance dell'investimento risulta ugualmente poco diffusa: «Circa il 40% - si legge nel rapporto - dichiara di non monitorare l'andamento degli investimenti effettuati». L'attitudine al monitoraggio è più frequente tra chi è assistito «da un consulente professionale, oltre a crescere con l'età, il livello di istruzione e le competenze finanziarie».

SCARSE CONOSCENZE
Analisi condotta su un campione di 1601 famiglie. (Le scelte di investimento delle famiglie italiane – Rapporto Consob 2018)

Il nodo dell’informazione finanziaria
«Più del 50% degli intervistati non è in grado di definire in cosa consista il servizio di consulenza in materia di investimenti», continua il rapporto aggiungendo che «nel 37% dei casi gli investitori sono convinti che la consulenza sia gratuita, mentre nel 45% dei casi essi dichiarano di non sapere se il consulente viene retribuito. Nel complesso il 50% circa non è disposto a pagare per il servizio». La disponibilità a pagare si associa positivamente con la cultura finanziaria, la conoscenza delle caratteristiche del servizio, l'orientamento al lungo termine (definito come capacità emotiva di sostenere perdite nel breve periodo) e l'abitudine a monitorare gli investimenti. «Dopo aver ricevuto la raccomandazione di investimento, più del 60% segue il consiglio, mentre soltanto il 10% si rivolge a una fonte diversa per una second opinion», conclude il rapporto.

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