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Boccia duro sulla manovra: «Non aiuta la crescita e disincentiva il…

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presidente di Confindustria

Boccia duro sulla manovra: «Non aiuta la crescita e disincentiva il lavoro»

Foto Ansa
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FIRENZE - “Come pensano di far crescere il Paese? Con la politica delle piste ciclabili?”. Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, afferra la penna rossa e dal palco della festa-convegno del quotidiano “Il Foglio”, nel Salone de' Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze, critica, cancella, corregge e sostituisce i punti della manovra economica che “non aiuta la crescita, disincentiva il lavoro, depotenzia Industria 4.0, chiude i cantieri e penalizza le banche”. E lancia la sfida: “Questo Governo si gioca la sua credibilità: fra tre mesi vedremo se ci saranno crescita e occupazione, ma se non ci saranno la colpa non potrà essere dell'Europa, dei poteri forti o di altri. È arrivato per il governo il momento di assumersi le proprie responsabilità”.

Dice che non vorrebbe arrabbiarsi di sabato mattina, Boccia, ma poi non ce la fa a mantenere l'aplomb di fronte agli attacchi di Di Maio a Draghi e al reddito di cittadinanza: “Altro che decreto dignità - afferma il presidente di Confindustria - quello era un compito delle elementari. Ora il Governo è arrivato al master: dare 780 euro al mese a chi può rifiutare tre proposte di lavoro, o a chi lavora solo otto ore a settimana, non è un incentivo al lavoro produttivo”. “Confindustria non è contraria alla restrizione dei divari ma le politiche per farlo non devono essere improntate all’assistenzialismo ma puntare all’occupazione”.

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Le ricette alternative
La critica di Boccia alla manovra è a tutto campo, ma è bilanciata dalle proposte e dai correttivi. Cinque le prime cose da cambiare, secondo il presidente di Confindustria: la prima è realizzare le infrastrutture, dal gasdotto Tap al Terzo valico, dall'alta velocità Torino-Lione alla nuova pista dell'aeroporto di Firenze alla Pedemontana; la seconda è aumentare il tetto del fondo di garanzia per le imprese, così da stimolare il credito e gli investimenti; la terza è fare un piano di inclusione per i giovani.

Le altre due azioni da realizzare subito, secondo Boccia, sono la detassazione completa del premio di produzione per far avere più soldi ai lavoratori e lo sblocco di 65 miliardi di pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, “attraverso una mega-cartolarizzazione che non costerebbe nulla”. “Se fa queste cose il Governo si rende credibile e accelera la crescita”, afferma Boccia sottolineando il pericolo delle critiche all'Europa, dei nazionalismi e del “First Italy” per un Paese come il nostro che esporta 550 miliardi di beni e servizi, 450 dei quali di manifatturiero per metà diretto in Europa. “Se i mercati europei si chiudessero, faremmo un'operazione di disintegrazione a favore degli Usa e della Cina”, spiega. “L’Europa è il luogo ideale per il lavoro, i giovani, l’occupazione, le imprese e le infrastrutture - dice Boccia - quello che serve è una nuova stagione riformista europea. Proprio alcuni potenziali alleati come alternative fur deutschland e il presidente austriaco sono stati i primi a criticare la manovra, evidenza del fatto che la sommatoria dei nazionalismi fa male a tutti e in particolare all’Italia”.

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