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Raccolta differenziata, Pordenone è la città più virtuosa: sfiora l’85 per cento

È sul versante dei rifiuti che le città italiane, prese nel loro complesso, fanno registrare un miglioramento. C'è anche una soglia - simbolica ma importante - che viene oltrepassata: la raccolta differenziata supera per la prima volta la metà dei rifiuti prodotti. E nell'indicatore più importante di Ecosistema urbano, che incide per il 15% sulla graduatoria finale, Pordenone si conferma regina. Nel centro friulano - che si avvale anche di ausiliari della vigilanza ecologica coordinati dalla Gea Spa, società in house del Comune - si arriva infatti a recuperare l'84,7% degli “scarti”: un dato in discesa rispetto all'86,6% dell'anno prima ma comunque sufficiente a conservare il primato davanti a Treviso con l'84,6 e a Mantova con l'84,2 per cento. È uno degli aspetti indagati dalla 25esima edizione di Ecosistema urbano di Legambiente, qui la mappa interattiva e tutte le classifiche.

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“Sulla raccolta differenziata ci applichiamo molto - osserva Stefania Boltin, titolare dell'assessorato pordenonese all'Ambiente - e appiano che ci sono comunque margini di miglioramento: ad esempio si potrebbe arrivare a conferire materiale con sempre meno impurità, il che significherebbe anche introiti maggiori per l'amministrazione. Inoltre c'è da continuare a lavorare nelle scuole, per sensibilizzare i ragazzi sull'argomento”.

Trenta città, otto in più rispetto al 2016, raggiungono l'obiettivo di legge del 65% fissato per il 2012 mentre 27 rimangono al di sotto di quel 35% che si sarebbe dovuto raggiungere già nel 2006. Decisamente indietro - in un quadro generalmente insufficiente del Sud - rimane la Sicilia, che ha in Ragusa, al 90' posto, la propria capolista e piazza cinque sue rappresentanti tra le ultime sei, con Siracusa che chiude la graduatoria a quota 2,8 per cento.

Resta il valore medio del 50,42 per cento, meglio del 47,42 dell'anno precedente e del 45,15 registrato nel 2015. Una tendenza positiva che non si arresta e che stavolta si abbina anche a una riduzione dei rifiuti prodotti. La media dei 104 capoluoghi era salita da 530 a 536 chilogrammi per abitante nel 2016, mentre l'ultimo dato si attesta a quota 528. Sei ambiti urbani - rispetto ai quattro dell'edizione precedente di Ecosistema urbano - restano sotto i 400 kg a testa: sono Nuoro, prima a 358, Isernia, Cosenza, Viterbo, Belluno e Benevento. Mentre otto vanno oltre i 700. Si tratta prevalentemente di comuni ad alto impatto turistico e in questa occasione Massa sfonda addirittura quota 800.

Anche per i rifiuti è poi entrato il gioco il meccanismo dei bonus, con una precondizione: il punteggio aggiuntivo, equivalente a 6,7 punti percentuali nella graduatoria finale, poteva essere assegnato solo a città che hanno raggiunto il 65% di raccolta differenziata. Tra queste, il bonus è stato assegnato nel caso di adozione della tariffa puntuale e di estensione a tutta la popolazione della raccolta dei rifiuti a domicilio. Secondo una classifica che non incide direttamente sui risultati finali dell'indagine di Legambiente, per quanto riguarda questo servizio 36 capoluoghi hanno centrato l'obiettivo del 100 per cento. E in questo caso sono 13 le regioni rappresentate: Lombardia (sette città), Piemonte (sei), Toscana (quattro) sono seguite a quota tre da Friuli Venezia Giulia e Veneto, a due da Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Sardegna e Trentino Alto Adige, a una da Calabria, Molise e Umbria.

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