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Reggio Calabria, dopo 50 anni arriva l’acqua potabile

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dalla diga sull’aspromonte

Reggio Calabria, dopo 50 anni arriva l’acqua potabile

I primi ad accorrere sono stati i più anziani. I reggini che l’acqua potabile in città l’aspettano da almeno 50 anni.  Buona da bere, per uso personale, per cucinare, per le faccende domestiche. Non più salata, centellinata, chiusa anche per giorni, raccolta in cassoni e damigiane, com’è accaduto finora. Era l’acqua prelevata dai pozzi.

Dai rubinetti di Reggio Calabria da alcuni giorni scorre l’acqua della diga del Menta. Un livello minimo di civiltà che non sempre è un fatto scontato. E alle Tre fontane di San Paolo alla Rotonda, quartiere a ridosso del centro storico, si è festeggiato brindando con le borracce piene.

GUARDA IL VIDEO - L’acqua per Reggio Calabria arriva dall’Aspromonte

La più grande opera idropotabile della Calabria

È entrata in funzione la più grande opera idropotabile della Calabria: 50mila metri cubi di acqua che consentono l’erogazione continua di 500 litri al secondo. Dalla cima dell’Aspromonte (quota 1431 metri), nel comune di Roccaforte del Greco, al mare. Partendo subito dai serbatoi più centrali, per arrivare gradatamente a servire la vasta periferia. Sessantacinque km di condotta, 10 tronchi funzionali, 58 nodi di interconnessione, 35 serbatoi. Trentatrè anni di lavori e interruzioni, 260 milioni di euro il costo complessivo.

L’impianto di potabilizzazione

Un impianto di potabilizzazione, nell’area di Armo di Galline, filtra e purifica l’acqua, trattenendo eventuali impurità con tecnologie e soluzioni avanzate (microstacciatura, reagenti, “chiariflocculazione”, filtri a sabbia, raggi ultravioletti). Il processo viene controllato attraverso un laboratorio on line che verifica i parametri. «Grazie alle informazioni provenienti dai sensori posizionati in diverse sezioni dell’impianto, il personale conosce in tempo reale la situazione globale ed è in grado di intervenire con azioni correttive in modo puntuale», spiega l’architetto Luigi Cassio che ha diretto i lavori eseguiti dall’impresa spagnola Acciona e dalla reggina Siclari costruzioni generali. E aggiunge: «Abbiamo portato a termine un lavoro di ingegneria idrica straordinario. Per controllare la qualità delle acque è stato eseguito perfino il dna delle trote del Menta».

La dismissione dei pozzi

Così, finalmente, la città dello Stretto potrà dismettere tutti i pozzi che erogano acqua con concentrazione salina ben al di sopra dei limiti di legge per il consumo umano e quindi necessitano di costosi trattamenti di desalinizzazione. «Questo ci consente di risparmiare fino 1,7 milioni di euro», afferma il sindaco Giuseppe Falcomatà.  Per efficientare ulteriormente il sistema sono previsti interventi sulla vecchia rete idrica, ripulitura e ingegnerizzazione per individuare perdite e disfunzioni.

La rivoluzione dell’acqua

Per una volta la politica chiede scusa per i ritardi e ringrazia la cittadinanza per aver sopportato disagi pesanti e promesse disattese: «Non è esagerato chiamarla rivoluzione. In tre anni, con un finanziamento di 25 milioni di euro, abbiamo riavviato tutti cantieri fermi dal 2010 e completato l’opera che oggi conquista una dimensione storica, strategica e di civiltà», dichiara il presidente della Regione Mario Oliverio. Ora punta tutto sull’acqua pubblica con il coinvolgimento di Sorical, società che gestisce in concessione gli impianti idrici che l’ex Cassa per il Mezzogiorno ha trasferito alla Regione, servendo 363 comuni.

Sorical verso la pubblicizzazione

Il capitale di Sorical – in liquidazione in continuità, con un piano ristrutturazione del debito omologato dal tribunale di Catanzaro - è detenuto per il 56,5%, dalla Regione Calabria, proprietaria di 7.169.000 azioni ordinarie del valore nominale di 7.169.000 euro, e, per il restante 46,5%, dalla società Acque di Calabria Srl (gruppo francese Veolia) che dal 2015 ha manifestato la volontà di cedere le quote al valore simbolico di 1 euro. Su proposta della Regione (e per obbligo di legge) sarà avviata la sua completa pubblicizzazione con il diretto coinvolgimento dei comuni.

Nuova gestione dell’utenza

Il nuovo sistema idrico avrà risvolti positivi anche per la gestione amministrativa dell’utenza, che pagherà bimestralmente e non più annualmente le bollette: «Adotteremo tariffe che terranno conto delle componenti soggettive dei cosumi, con notevoli risparmi  – conclude il sindaco Giuseppe Falcomatà - I risparmi si trasformeranno in bonus per i consumatori più virtuosi, per un totale di circa 1 milione di euro».

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