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Imprese, quasi la metà del costo del lavoro va al cuneo fiscale

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focus Censis-Confcooperative

Imprese, quasi la metà del costo del lavoro va al cuneo fiscale

In Italia, fatto cento il costo del lavoro, «il carico fiscale (ossia l'insieme delle imposte sul reddito da lavoro, dei contributi sociali del datore di lavoro e di quelli del lavoratore) è pari al 47,7%, quasi la metà». È il dato relativo all’anno scorso contenuto nel focus Censis-Confcooperative sulla competitività, in cui si sottolinea che se in Francia la percentuale è di poco inferiore (47,6%) in Spagna si scende al 39,25%. Mentre la media dei paesi Ocse si ferma invece al 35,92%, con uno scarto del 12%.

14 adempimenti fiscali impegnano 6 settimane Complessivamente sono servite «circa 238 ore per pagare 14 principali adempimenti fiscali - oltre 6 settimane lavorative - contro le 138 ore della Francia per 9 adempimenti». Secondo i calcoli la burocrazia «ha pesato sulle piccole imprese per circa 31 miliardi fra il 2007 e il 2012 (ultimi dati del ministero per la Pubblica amministrazione). La razionalizzazione avrebbe dovuto portare un risparmio per le imprese di circa 9 miliardi, ma non ce n'è traccia», secondo lo studio dal titolo La competitività tradita. La rana salta con le zampe legate.

La Pa ha 57 miliardi di debiti e paga dopo 104 giorni
Ancora, la stima sui debiti commerciali della Pubblica amministrazione aggiornata al 2017 parla di 57 miliardi di euro, di cui 27,6 miliardi in ritardo nel pagamento (rispettivamente il 3,3% e l'1,6% del Pil). Il tempo medio di pagamento concesso dalle imprese al cliente pubblico è di 73 giorni ma il termine effettivo di pagamento si allunga a 104 giorni, continua il focus, calcolando quindi un ritardo di 31 giorni. Nell'accesso al credito da noi si registra una forte selezione fra piccole e grandi imprese. Le piccole «ma “sane” subiscono una differenza del tasso applicato a breve termine, rispetto alle grandi, pari a 4,44 punti percentuali». Questa differenza «si riduce nonostante aumenti la classe di rischio, a 3,74 punti nel caso delle imprese 'vulnerabili' e a 3,25 nel caso di imprese “rischiose”». Inoltre, nel primo semestre del 2017, in
Italia «l'11,6% delle imprese a minore dimensione ha difficoltà nell'ottenimento del credito, contro il 6,5% delle imprese francesi e il 5,1% di quelle tedesche».

Boccia: ora la sfida è correggere la manovra puntando su crescita

Bolletta per l’energia? Quasi metà imposte e tasse
In Italia il prezzo lordo dell'energia elettrica per kilowattora è pari a «16,42 centesimi di euro, valore questo che fa dell'Italia la quarta bolletta energetica più salata nella graduatoria dei 28 Ue». Nel rapporto viene evidenziata l'ampia differenza fra prezzo lordo e prezzo al netto di imposte e tasse. «È pari a 7,50 centesimi di euro, quasi la metà della bolletta se ne va in imposte e tasse».

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