Italia

Maltempo, la stima dei danni: un conto da miliardi di euro

  • Abbonati
  • Accedi
verso lo stato di calamità

Maltempo, la stima dei danni: un conto da miliardi di euro

Il maltempo flagella l’Italia dal Trentino all’alto Piemonte, dalla Liguria al Veneto fino al Sud Italia, dove tra i territori più colpiti ci sono il Lazio e la capitale. Pesante il bilancio delle vittime – 12 morti – e quello della conta dei danni: un conteggio realistico porta la cifra complessiva nell’ordine dei miliardi. Solo in Liguria, tra le aree più colpite si azzarda una stima ampiamente provvisoria che sarebbe di centinaia di milioni di euro, c0n la «richiesta al Governo di inserire nella manovra economica investimenti straordinari per tutte le emergenze ambientali» presentata dai deputati Bagnasco, Gagliardi, Cassinelli e Mulè.

GUARDA IL VIDEO / Strage di yacht a Rapallo: decine di imbarcazioni schiantate sulla scogliera

Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, propone due iniziative: «Intervenire sotto il profilo normativo per effettuare tempestivamente la pulizia degli alvei dei corsi d’acqua», dice Borrelli e «immaginare una copertura di tipo assicurativi: pagando tutti 120 euro l'anno possiamo garantire la certezza del ristoro dei danni con una gestione dello Stato». Borrelli ricorda anche che ogni anno il conto dei danni da maltempo da 7 miliardi di euro l’anno.

Centinaia di milioni di euro è anche la stima provvisoria in Veneto. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti non esclude lo stato di calamità e precisa: «Stiamo facendo il monitoraggio dei danni subiti dal comparto agricolo e i danni nelle città e faremo di tutto per essere vicino a chi è
stato colpito in maniera palesemente drammatica ieri da questi eventi atmosferici».

Breve tregua ma pioggia e vento sono in agguato

Il Lazio e la capitale tra le aree più colpite
Capitale in tilt per il maltempo con alberi caduti, raffiche di vento, pioggia a raffica che ha causato una serie di allagamenti per i tombini intasati. Ieri sono state tre le vittime nel Lazio. A Terracina è morta una persona: la sua vettura è stata colpita da un albero. Identico incidente in provincia di Frosinone, sulla Casilina, dove due uomini sono morti in un’auto colpita da un albero. Un vento fortissimo ha abbattuto ieri circa 300 alberi. Stanotte sono stati circa gli 100 interventi effettuati nella notte dai vigili del fuoco di Roma in tutta la città. I vigili del fuoco devono ancora evadere circa 400 richieste di intervento. Il numero unico di emergenza 112 di Roma è stato tempestato da 10mila telefonate, di cui una grossa parte per richieste di interventi dei vigili del fuoco per alberi e rami caduti o cornicioni pericolanti. Ieri pomeriggio un albero è caduto al Gianicolo ferendo gravemente due studenti: il più grave è il ragazzo di 23 anni, che comunque non è in pericolo di vita, ed è stato trasportato dal 118 in ospedale in codice rosso per essere sottoposto a un intervento chirurgico alla gamba. A San Giovanni un albero si è abbattuto su un edificio che è stato evacuato.Identico episodio a Garbatella, in via Edgardo Ferrati.

In Liguria ci sono centinaia di milioni di danni.
È la stima fatta dal governatore della Regione, Giovanni Toti, che oggi chiederà lo stato di calamità naturale. «Non è al momento possibile calcolare i danni – ha detto Toti – che potrebbero essere centinaia di milioni in Liguria». Pesante in particolare il bilancio nel Tigullio con colture e infrastrutture – come il porto di Rapallo – devastate dalla mareggiata. Anche Coldiretti Liguria, pur non avendo ancora un conteggio preciso, prevede che le perdite si possano quantificare in alcune centinaia di migliaia di euro. Duramente colpita dal maltempo la pesca: tutte le marinerie liguri hanno subito ingenti danni.
Parla di scenario apocalittico il deputato di Forza Italia, Roberto
Bagnasco: «La Liguria è stata nuovamente colpita ed è purtroppo, ancora una volta, al centro della cronaca nazionale. Un cornicione è crollato ad Albisola Superiore uccidendo una donna, a Rapallo ha ceduto la parte superiore della diga del porto Carlo Riva, di circa una trentina di metri. Barche, anche di
rilevanti dimensioni alla deriva, altre affondate. 19 persone salvate nella notte dai vigili del fuoco e dai soccorritori, ancora una volta straordinari. I negozi, i ristoranti ed i dehors del lungomare non ci sono più. Le infrastrutture balneari
completamente distrutte. Rapallo, Santa Margherita, Zoagli e Portofino hanno subito danni difficilmente calcolabili. Giungono notizie tragiche dal Levante al Ponente, con una Liguria accumunata dal disastro ambientale». Bagnasco, insieme ai colleghi Cassinelli, Gagliardi e Mule, ha chiesto «al Governo d’inserire nella prossima manovra economica, investimenti straordinari per tutte le emergenze ambientali. Queste sono le vere priorità del Paese, sulle quali si può e si deve trovare un'autentica unità operativa».

Veneto: stop a Luxottica e conto salato dall’acqua alta a Venezia
Il Veneto inizia a contare i danni; oltre a quelli diretti e ai lavori di ripristino che saranno necessari, va messo in conto lo stop di attività produttive come il fermo alla Luxottica negli stabilimenti di Agordo, Cencenighe, Pederobba e Sedico. Nel Vicentino, invece, non si segnalano al momento problemi alle attività produttive. Solo per l’acqua alta eccezionale a quota 156 cm a Venezia gli esercenti pubblici (come riposta il Gazzettino) stimano una spesa di 20 milioni: ci sono macchinari rovinati, merce da buttare, pulizie straordinarie e la chiusura forzata delle attività.

GUARDA IL VIDEO / Venezia, danni al piu' antico Caffe' italiano

La viabilità, del Bellunese ma non solo fino all’Alto Adige, è uno dei nodi principali: frane e cedimenti richiederanno interventi di ripristino e messa in sicurezza. L’acqua alta ha invaso anche la Basilica di San Marco allagando diversi metri del pavimento a mosaico: «L’acqua ha raggiunto i 90 centimetri sopra il pavimento
mosaicato del Nartece, bagnando i monumentali portoni in bronzo bizantini, le colonne, i marmi. Lo rende noto oggi il Primo Procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin».

GUARDA IL VIDEO / Padova: piena attesa nel tardo pomeriggio

Zaia: danni per centinaia di milioni di euro
Per il presidente della Regione Luca Zaia i «danni ammontano a centinaia di milioni di euro. Nel 2010 le conseguenze economiche in Veneto - ha spiegato - furono di 1 miliardo di euro. Ora lasciateci quantificare le cifre a bocce ferme. Ai cittadini e ai sindaci - ha continuato - rivolgo un appello: raccogliete tutto il materiale fotografico e video dei danni per presentare le richieste di risarcimento». Gravi anche i problemi per l’agricoltura in Veneto: come sottolinea la Coldiretti, nel Bellunese sono state isolate intere valli e vicino a Cortina gli agriturismi hanno avuto gli accessi chiusi così come molte aziende agricole con stalle e animali da governare. A Ponte di Piave, provincia di Treviso, interi vigneti sono finiti sott'acqua, mentre nel vicentino hanno esondato diversi torrenti. Gli agricoltori hanno sorvegliato gli argini, prestato i primi soccorsi, vigilato sull'incolumità degli animali, a fianco della Protezione Civile. Nelle stalle del Monte Grappa si è proceduto alla mungitura manuale o con l'aiuto di gruppi elettrogeni.
In Friuli Venezia Giulia, il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi ha fatto un sopralluogo nelle zone della montagna friulana più colpite dal maltempo a cui ha preso parte anche il prefetto di Udine, Angelo Ciuni. «Con l’attenuarsi del maltempo - ha detto Riccardi - avremo la possibilità di definire il fabbisogno preciso per coprire gli interventi di ripristino».

Dal Piemonte protezione civile in Veneto
La pioggia battente è una tromba d'aria hanno provocato una serie di danni a Torino e in alcune aree della provincia. Tre le persone ferite è il bilancio, uno dei quali in condizioni serie, si tratta di un ragazzo di 24 anni colpito da un grosso ramo mentre era per strada, a Lanzo. Sempre a Lanzo, il crollo di un albero ha lasciato per alcune ore l'ospedale senza elettricità mentre il tetto di una scuola è stato scoperchiato a Cafasso. Due i feriti a Torino dove è caduto il controsoffitto in un porticato mentre un paese intero, frassinetto, resta isolato per colpa di alberi caduti sulla provinciale 46. Ieri è stata una giornata critica per la quantità di acqua caduta e il livello dei fiumi, tenuti costantemente sotto controllo. Il Po, a valle della confluenza con il fiume Sesia, ha raggiunto il livello di guardia. In crescita anche il Lago Maggiore, di circa 3 cm all'ora, prossimo dunque al livello di guardia. La Regione Piemonte, insieme alla Lombardia, all'Emilia Romagna e alle Marche, ha risposto alla richiesta del Dipartimento nazionale della protezione civile di inviare un contingente della propria colonna mobile in Veneto, regione particolarmente colpita dal maltempo. Sono in partenza 45 volontari è una serie di mezzi diretti all'aeroporto di Belluno.

In Emilia Romagna danni soprattutto all’agricoltura
«È tornato a farsi intravvedere il sole lungo la via Emilia, dove le nuvole potrebbero tradursi ancora in rovesci sparsi nelle prossime 24 ore e il mare resta molto mosso, ma tutti fenomeni meteorologici sono in attenuazione e inferiori alle soglie di allerta», precisa un bollettino diffuso a mezzogiorno da Arpae e Protezione civile dell'Emilia-Romagna. Anche la conta dei danni in corso in queste ore è meno pesante di quanto registrato nelle regioni confinanti e di quanto si temeva dopo l'emergenza di ieri, con alberi caduti che hanno bloccato la viabilità di strade e ferrovie tra Bologna e Parma e una vittima in mare, un 63enne riminese, morto contro gli scogli durante un'uscita in kitesurf, fatta a dispetto delle fortissime raffiche di vento. Enel informa che entro la giornata di oggi saranno ripristinate tutte le 3mila utenze che sono rimaste senza corrente nelle zone appenniniche. E Coldiretti segnala la prima neve nel Piacentino e danni in agricoltura, dove il vento ha scoperchiato cascine e stalle.

Puglia, distrutta la coltivazione di olive
Nella provincia di Taranto il maltempo c'è stato soprattutto tra domenica sera e ieri mente oggi la situazione è migliore. Nella serata di domenica una tromba d'aria, in pochissimo tempo m si è mossa da Manduria e Martina Franca fino a colpire gran parte della provincia di Brindisi, distruggendo strutture, pergolati e muretti, sradicando gli ulivi secolari e non (in alcuni casi aperti in due) spazzando via le olive. È il bilancio che fa Coldiretti. Per il presidente di Coldiretti Brindisi, Filippo De Miccolis, c’è «un quadro è apocalittico. Vedere alberi di dimensioni notevoli sradicati e allettati e le campagne coperte da un manto di olive è desolante. È un disastro naturale di dimensioni incalcolabili - prosegue - che ha colpito principalmente Apani, Brindisi, Latiano, Oria, Francavilla e Torre Santa Susanna. Chiederemo all’assessorato regionale all'Agricoltura di attivare le procedure per l'accertamento del danno di inusitata gravità e richiedere lo stato di calamità naturale, sburocratizzando il più possibile le procedure per ristorare tempestivamente gli agricoltori».

«A Martina Franca e Manduria in pochi minuti è avvenuto un disastro - evidenzia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Taranto -: alberi secolari sradicati, allettati e aperti in due parti. Sono ingenti i danni anche alle strutture». Da segnalare infine che a Manduria è crollata l’intera parte superiore della chiesa di San Michele Arcangelo, in via Roma, tra i danni più rilevanti della tromba d’aria. Infine affondate diverse imbarcazioni agli ormeggi nel porto turistico di Campomarino, nella marina di Maruggio.

In Sardegna danne ad aziende ed edifici
La spiaggia del Poetto, a Cagliari, cancellata dal mare. Lo stadio di Luras, nel nord Sardegna, danneggiato da tromba d’aria. E poi danni al tetto del teatro di Alghero, abitazioni danneggiate e alberi crollati. Il maltempo che ha colpito la Sardegna ha interessato anche Carloforte nell’isola di San Pietro dove un traghetto ha urtato il molo riportando danni non particolarmente gravi. In un’azienda del nuorese il vento ha scoperchiato alcuni locali agricoli e diversi capi di bestiame sono morti. Nel basso Sulcis una tromba d’aria ha divelto i tetti di capannoni e casolari. Dalla Regione fanno sapere che la conta dei danni è in corso ma per una stima definitiva sarà necessario attendere.

Hanno collaborato: Nicoletta Cottone, Raoul de Forcade, Barbara Ganz, Filomena Greco, Davide Madeddu, Domenico Palmiotti, Ilaria Vesentini

© Riproduzione riservata