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Maltempo, sulla villetta di Casteldaccia pendeva un ordine di demolizione

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nove persone hanno perso la vita

Maltempo, sulla villetta di Casteldaccia pendeva un ordine di demolizione

La villetta di Casteldaccia in cui sono morte nove persone per l’esondazione del fiume Milicia era abusiva e andava abbattuta. L’ordine di demolizione era già stato firmato nei mesi scorsi ma non era stato eseguito perché i proprietari avevano fatto ricorso al Tar. «Da quanto ci risulta ancora il tribunale amministrativo non ha provveduto, per cui la demolizione non è stata possibile» ha spiegato il sindaco di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto. La pratica relativa all'ordine di demolizione disposto dal Comune di Casteldaccia dopo l'accertamento dell'irregolarità della costruzione è stata sequestrata dalla Procura di Termini Imerese guidata da Ambrogio Cartosio. L'immobile comunque non era sanabile in quanto realizzato a meno di 150 metri dal fiume, quindi in zona di inedificabilità assoluta.

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Già sette anni fa il fiume era uscito dall’alveo
La villetta colpita dalla furia del fiume Milicia non è l’unico immobile abusivo in questa zona, già dichiarata nel Piano regolatore del Comune, quasi vent’anni fa, area ad alto rischio idrogeologico e storicamente interessata, raccontano i cittadini, da esondazioni di vario tipo. Che vi fosse un pericolo era abbastanza noto: alcuni testimoni hanno raccontato che già sette anni fa il fiume era uscito dall’alveo e aveva provocato danni ingenti (per fortuna senza vittime perché le abitazioni erano disabitate) anche alla villetta colpita sabato sera.

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Zona ad altissimo rischio
«La zona in cui è esondato il fiume Milicia è ad altissimo rischio - spiega Giuseppe Virga, sindaco di Altavilla Milicia il cui territorio dista solo qualche centinaio di metri dal luogo della tragedia -, non solo per le condizioni dell'alveo che va ripulito ma per l'enorme numero di case abusive costruite. Lo denunciamo da anni. L'ultimo esposto è di un anno fa e l'ho fatto con l'ex sindaco di Casteldaccia».

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Finanziamento di 5 milioni non speso per lungaggini burocratiche
Proprio per mettere in sicurezza il fiume con un’opera straordinaria di pulizia, il Comune di Casteldaccia (lo ha raccontato il sindaco) aveva ricevuto un finanziamento di cinque milioni che però non è riuscito a spendere. Perché «Per le lungaggini burocratiche» ha spiegato Di Giacinto.

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Migliaia di richieste di sanatoria inevase
L’ex sindaco di Casteldaccia Fabio Spatafora ha ricordato che sono migliaia le richieste di sanatoria inevase, sei vigili urbani in un territorio vastissimo e flagellato da quarant'anni di abusivismo edilizio, mancanza di fondi per demolire gli immobili fuori legge. «La situazione è davvero difficile - racconta - Abbiamo solo 6 vigili urbani a cui delegare i controlli e parliamo comunque di luoghi in cui è anche complicato accedere perché i proprietari delle case abusive hanno fatto dei cancelli che non consentono i sopralluoghi. Tanto che, spesso, a informarmi delle nuove costruzioni era il sindaco del comune vicino che, dall'alto,poteva rendersi conto di quanto accadeva a valle». Spatafora racconta di aver presentato diversi esposti ai carabinieri e alla Procura ed emesso una serie di ordini di demolizioni. «L'iter è farraginoso - dice - dopo l'ordine di demolizione se il proprietario non ottempera, il consiglio comunale deve o acquisire il bene o disporre di abbatterlo, ma spesso, come accade all'amministrazione comunale di Casteldaccia che è in dissesto economico, non ha i soldi per demolire».

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Sono migliaia le richieste di sanatoria pendenti non solo a Casteldaccia ma anche nei Comuni più grandi della zona: Bagheria e Misilmeri, ad esempio. «Non mi si parli di abusivismo di necessità - dice Spatafora - molte case irregolari vengono affittate».

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