Italia

Stop mini-cartelle facoltativo e fusione Imus-Tasi: l’Anci…

  • Abbonati
  • Accedi
audizione al senato

Stop mini-cartelle facoltativo e fusione Imus-Tasi: l’Anci chiede ritocchi al Dl fiscale

«Riunire Imu e Tasi in un unico prelievo, abolendo la Tasi e superando così un sistema dei tributi locali inutilmente articolato in una molteplicità di aliquote sulle medesime basi imponibili». È questa una delle proposte avanzate dall'Anci in materia di razionalizzazione dei tributi locali, nel corso di un'audizione in commissione Finanze e Tesoro del Senato sul Dl fiscale 119/2018. Parlando a nome dell'associazione il vicepresidente nonché sindaco pentastellato di Livorno, Filippo Nogarin, ha suggerito poi l'istituzione di «una specifica entrata propria delle Città metropolitane», come previsto dal Dlgs 68/2011 finora inattuato.

Sì a tassa specifica per finanziare Città metropolitane
L'amministratore toscano ha sottolineato come una voce di entrata ad hoc per le città metropolitane sarebbe utile per «assicurare la disponibilità immediata del nuovo strumento fiscale», prevedendo anche un tributo diretto «sull'imbarco/sbarco dei passeggeri nei porti e aeroporti siti nel territorio delle città metropolitane, anziché rimandare ad un successivo provvedimento attuativo».

Da stop a mini-cartelle annullamenti fino a 5 mld
Tra le misure che più preoccupano i primi cittadini c'è lo stop alle cosiddette mini-cartelle esattoriali (quelle iscritte a ruolo per importi sotto i 1.000 euro), misura che «pone problemi di carattere sia ordinamentale che finanziario», tra cui un «complesso di annullamenti» che l'Anci valuta tra i 3 e i 5 miliardi di euro. L'associazione dei Comuni ritiene la misura «opportuna da un punto di vista generale» ma anche che «l'opportunità e la sostenibilità» dell'intervento si raggiunga «soltanto con modifiche sostanziali alla norma». In audizione l'Anci ha proposto quindi di «analizzare senza pregiudizi gli effetti sulle diverse situazioni di un gruppo di Comuni sufficientemente rappresentativo», di «introdurre la facoltatività dell'abolizione dei ruoli pregressi» e di «studiare comunque una misura compensativa».

PER SAPERNE DI PIU’: Condono, che cos'è il saldo e stralcio e perché conviene aspettare per rottamare

Le altre proposte dell’associazione dei Comuni
Quest'ultima - sottolinea l'Anci nel documento presentato in commissione - potrebbe passare da una norma per «la riapertura del riaccertamento straordinario dei residui». L'Anci propone anche la possibilità per gli Enti locali di applicare la misura a quote residue di debito, sempre entro i mille euro, poste in riscossione mediante ingiunzione di pagamento. Il pacchetto di misure migliorative prevede poi l'estensione «in modo esplicito» della definizione agevolata degli accertamenti anche alle entrate tributarie e patrimoniali degli Enti locali. Queste agevolazioni, secondo l’associazione, potrebbero applicarsi anche ai casi «di regolarizzazione spontanea» di debiti maturati entro il 31 dicembre 2017. Anche in questo caso la proposta è di «dare ai Comuni e agli Enti locali la facoltà di deliberare la definizione agevolata delle proprie entrate», fornendo «uno strumento di mitigazione e agevolazione della definizione dei rapporti tributari e contributivi e o imporre soluzione di carattere nazionale».

© Riproduzione riservata