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Condoni fiscali, rischio flop per gli incassi previsti dal governo

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i rilievi del servizio bilancio del Senato

Condoni fiscali, rischio flop per gli incassi previsti dal governo

Sulle nove sanatorie contenute nel decreto fiscale sono stati i tecnici di Palazzo Madama ieri a “parlare”. Dall’incognita sullo scudo penale per le frodi nell’integrativa speciale ai rischi di fuga dopo il pagamento della prima rata (soprattutto per i processi verbali di constatazione e per gli accertamenti), il servizio Bilancio del Senato ha passato in rassegna i 27 articoli del Dl 1198/2018, ora all’esame della commissione Finanze.

E i rilievi non riguardano solo i condoni. Ad esempio, sulla fattura elettronica il debutto soft per andare incontro a professionisti e contribuenti potrebbe avere una ricaduta sul recupero atteso. I tecnici, infatti, chiedono chiarimenti sul fatto che la riduzione delle sanzioni non comporti un affievolimento dell’obbligo in vigore dal 1° gennaio 2019. A frenare il recupero di gettito (circa 2 miliardi) attribuito all’e-fattura potrebbero essere anche i ritardi informatici per la gestione dell’adempimento. Ancora, sull’emissione a 10 giorni a partire da luglio 2019 «andrebbe confermata - scrive il servizio Bilancio del Senato - l’assenza di qualsiasi pregiudizio rispetto all’efficacia dell’azione di contrasto alle frodi fiscali».

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IL DOCUMENTO / Il testo del decreto legge

Frodi che tornano anche sulla dichiarazione integrativa speciale. A preoccupare è l’interpretazione di uno scudo penale per le dichiarazioni fraudolente. In linea con quanto fatto notare in audizione dalla Corte dei conti, i tecnici chiedono «un chiarimento anche di tipo normativo in ordine al trattamento sanzionatorio di natura penale applicabile». In sostanza, la richiesta è di spazzar via ogni dubbio su quali siano le norme sui reati tributari applicabili. Un chiarimento fondamentale anche per il gettito, poiché «l’incertezza eventuale in ordine al regime sanzionatorio di natura penale applicabile si potrebbe riflettere sul numero e sui valori delle adesioni alla misura e conseguentemente sulle attese in termini di recupero di gettito».

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Così come un ulteriore elemento di preoccupazione è il pagamento a rate per le sanatorie. In particolare, per i processi verbali di constatazione (Pvc) i tecnici del Senato mettono in evidenza come «non parrebbe che la stima» di recupero (ipotizzata in 340 milioni di euro) « abbia tenuto conto dell’impatto finanziario associabile a possibili abbandoni». Il riferimento è «a quella parte di contribuenti che dopo il pagamento della prima rata decidono di non pagare le altre, per finalità dilatorie, finendo in tal modo anche per intralciare, procrastinare e rendere più complessa l’ordinaria attività di accertamento».

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