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Decreto sicurezza, oggi la fiducia al Senato

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MAGGIORANZA in tensione

Decreto sicurezza, oggi la fiducia al Senato

Improvvisa accelerazione al Senato sul decreto sicurezza. La fiducia sarà approvata questa mattina. Il maxiemendamento da blindare ha ricevuto il parere favorevole della commissione Bilancio, poi ha passato il vaglio dell’ammissibilità. Dopodiché una capigruppo è stata convocata per fissare l’orario del voto. Infine un consiglio dei ministri ha autorizzato la fiducia, che sarà votata questa mattina.

Si tratta del primo voto di fiducia chiesto dal governo Lega-M5S su un provvedimento a Palazzo Madama dopo quello ricevuto, lo scorso 5 giugno, in occasione del suo insediamento. «Dopo mesi di lavoro, arriva il voto finale al Senato sul Decreto Sicurezza e immigrazione, con il quale vorrei regalare a questo Paese un po' di regole e un po' di ordine» esulta il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Le parole di Fraccaro e di Molteni
«Il governo presenta un emendamento interamente sostitutivo del testo del decreto, sul quale, previa autorizzazione del Consiglio dei ministri, intende porre la questione di fiducia» ha detto nel frattempo il ministro per i Rapporti
con il parlamento, Riccardo Fraccaro, parlando nell’Aula di Palazzo Madama. Stesso orientamento è stato poi confermato dal sottosegratrio leghista all’Interno Nicola Molteni: «Il governo presenta un emendamento interamente sostitutivo del testo del decreto, sul quale, previa autorizzazione del Consiglio dei ministri, intende porre la questione di fiducia». Forza Italia, intanto, annuncia che non parteciperà al voto. Il partito di Silvio Berlusconi, che si era detto favorevole al provvedimento, rifiuta quindi di approvarlo con il voto di fiducia. Anche il gruppo di Fdi, pur condividendo i contenuti del decreto, si asterrà sul voto.

Vertice M5s
Ieri sera anche un vertice M5s. Il nodo principale da sciogliere è quello della prescrizione, l’emendamento al Ddl anticorruzione fonte di scontro con la Lega. Intorno al tavolo il vicepremier Luigi Di Maio - di rientro dalla Cina - i ministri del M5S e i capigruppo al Senato e alla Camera del Movimento. Poi, nella giornata di domani, un vertice di governo dovrebbe trovare una soluzione a quello che è diventato il vero caso politico. La Lega infatti non condivide lo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio, proposto dai Cinque stelle come emendamento al Ddl cosiddetto «spazza-corrotti». In queste ore si lavora ad una mediazione.

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