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Maltempo, Paura per la piena del Po. Undici Regioni chiedono lo stato…

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oltre tre miliardi di danni

Maltempo, Paura per la piena del Po. Undici Regioni chiedono lo stato di emergenza

Superano i tre miliardi di euro i danni causati dal maltempo che ha devastato l'Italia da Nord a Sud. La stima è del ministro per le Infrastrutture, Danilo Toninelli, che, durante un sopralluogo nel Tigullio, ha annunciato l'intenzione di nominare un commissario «che abbia la possibilità di seguire procedure semplificate» per «fare bene e in legalità». In attesa del Consiglio dei ministri urgente, previsto per giovedì o al massimo venerdì, sono undici le Regioni che hanno chiesto lo stato di emergenza. Oggi, 6 novembre, l’allerta ha tornato a preoccupare il Nord, con la pioggia che ha gonfiato i fiumi del Piemonte facendo tracimare il Po ai Murazzi di Torino.Il Dipartimento della protezione civile ha fatto sapere che è stato attivato il monitoraggio satellitare per seguire la piena del fiume. Il monitoraggio satellitare consentirà, grazie ai dati forniti dall'Asi ed alla collaborazione con Fondazione Cima che processerà le immagini acquisite, di vigilare sulle aree circostanti il Po e i suoi affluenti per i prossimi due giorni, così da verificare rapidamente eventuali inondazioni.

L’instabilità, al centro-nord, durerà tutta la settimana

Permane per le prossime 36 ore l’allerta arancione sul Piemonte, dove proprio oggi ricorrono i 24 anni dall'alluvione che provocò 70 morti e oltre 2.200 sfollati. «La piena di Po, che questa mattina era nel cuneese, sta arrivando a Torino - spiega all’Ansa Secondo Barbero, responsabile del sistema di allertamento di Arpa, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale -. Il livello del fiume ha già raggiunto i Murazzi e si prevede ancora un incremento di una cinquantina di centimetri». Valori significativi, ma «molto al di sotto di quelli raggiunti nel 2016, quando una parte di Moncalieri, alle porte di Moncalieri, finì sott’acqua.

Sorvegliati speciali, nel Verbano Cusio Ossola, anche i laghi d’Orta e Maggiore, con quest'ultimo che ha superato quota 200 centimetri sul livello idrometrico e che nelle prossime ore potrebbe esondare a Pallanza. Alcune case sono a rischio evacuazione a Vogogna, dove il rio che lambisce la chiesa parrocchiale ha avuto una improvvisa ondata di piena. Piccole frane, smottamenti e strade chiuse, con gli inevitabili disagi, anche nelle Valle di Lanzo, nel Torinese, nel Biellese, nel Cuneese, nell'Alessandrino e nel Vercellese. Una trentina di persone sono isolate nella frazione Gandoglio, a Borgone, in Valle di Susa, dove sono cadute diverse frane a causa delle piogge intense di queste
ore. Fango e detriti sono precipitati sulla statale. Il sindaco Paolo Alpe, insieme ai vigili del fuoco e agli operatori della Protezione civile, stanno monitorando la situazione. A frazione Molere, sempre a Borgone di Susa, è esondato un
rio che scorre lungo la strada comunale. L'acqua ha raggiunto la provinciale 24, che è stata chiusa. Domani le scuole saranno chiuse.

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Allerta gialla in Liguria
Ed è ancora allerta, ma gialla, in Liguria, dove nel pomeriggio davanti a Genova si è formata una tromba marina e le forti piogge hanno allagato alcuni scantinati. Oltre che dalla Liguria, le richieste di stato di emergenza sono arrivate al Dipartimento della Protezione Civile da Veneto, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Lazio, Sardegna, Calabria, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Trentino Alto Adige. Gli stessi territori che intendono dare vita ad un coordinamento nazionale per accedere al Fondo di Solidarietà dell’Unione europea, 500 milioni di euro l’anno per le zone colpite dalle calamità naturali.

Crollo della passarella sull’Adda, atti in Procura
I vigili del fuoco hanno trasmesso alla procura della Repubblica di Cremona gli atti relativi al crollo del ponte pedonale di Pizzighettone (Cremona), avvenuto martedì scorso durante la piena del fiume Adda. Tra i documenti depositati c'è anche la relazione tecnica compilata dopo il sopralluogo eseguito il mattino del 30 ottobre, il giorno in cui i piloni della passerella hanno ceduto al peso e alle spinte dell'enorme ammasso di detriti accumulato lì dalla corrente. Non c'è alcun indagato e, ad oggi, non si ipotizzano reati. Sulla scorta degli elementi acquisiti, toccherà ora alla magistratura valutare se aprire o meno un'inchiesta per far luce sulle cause che hanno provocato il cedimento del manufatto costruito nel 1977 per collegare le due sponde del fiume.

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