Italia

Dalla padella al biodiesel: ecco come trasformare l'olio di frittura in…

  • Abbonati
  • Accedi
trasformare un rifiuto in risorsa

Dalla padella al biodiesel: ecco come trasformare l'olio di frittura in combustibile vegetale

Dalla padella al biodiesel. È la nuova sfida del Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, che ha lanciato una raccolta porta a porta dell’olio di frittura usato da trasformare in biodiesel, un combustibile vegetale non tossico. Obiettivo trasformare un rifiuto in risorsa. In dieci anni sono stati raccolti 442mila tonnellate di oli esausti dal settore professionale, dalla ristorazione e dall’industria alimentare. Il 90% degli oli recuperati diventa biodiesel, con una media di produzione di 65mila tonnellate l’anno. Oltre ai benefici ambientali di questa operazione, ci sono quelli economici legati al risparmi sulle importazioni di petrolio. Entro il 2030, poi, l’Europa chiede che il 14% dei carburanti sia generato da fonti rinnovabili.

GUARDA IL VIDEO - Dalla padella al biodiesel. Ecco come trasformare l'olio di frittura in combustibile vegetale

Il potenziale raccolta domiciliare: 166 mila tonnellate di oli vegetali esausti
Nel 2017 sono state prodotte 260 mila tonnellate di oli esausti, 94 mila dai settori professionali e 166 mila da attività domestica. Ma ancor oggi solo un quarto degli scarti casalinghi arriva alle bioraffinerie. Tutto il resto viene disperso nell'ambiente o gettato nei lavandini, provocando un grave inquinamento e una diminuzione dell'efficienza degli impianti di depurazione delle acque di scarto. Nel primo semestre 2018 Conoe ha raccolto 37 mila tonnellate di oli esausti, derivanti principalmente da attività professionali e punta a quota 75 mila entro fine anno (più 3 mila rispetto al 2017). Di questi, il 90% viene già avviato a rigenerazione per la produzione del biodiesel, in sostituzione o miscelazione di carburanti di origine fossile.

Campanile: minor inquinamento, nuova ricchezza

Il Sole24ore.com ha parlato con Tommaso Campanile, presidente del Conoe, della nuova sfida lanciata dal Consorzio di raccolta capillare domiciliare sul territorio.

Qual è il potenziale di raccolta domiciliare?

«La raccolta domiciliare dovrebbe raggiungere 260mila tonnellate di oli e grassi vegetali esausti prodotti dalle famiglie che, assieme agli oli prodotti dalle attività professionali, sono l’obiettivo di raccolta e di trasformazione del Conoe».

Quali sono i possibili risparmi su scala nazionale?

I risparmi su scala nazionale dal punto di vista ambientale si possono assommare su 188mila tonnellate di Co2 equivalente evitate e un abbattimento delle importazioni di petrolio del valore di 200 milioni di euro».

Quali sono i benefici di una corretta raccolta degli oli vegetali esausti in una città metropolitana?

«Si risparmia sicuramente sulla depurazione delle acque, si evita l’inquinamento delle acque superficialiali e sotterranee, si produce un minore inquinamento e si valorizzano anche le attività producendo nuova occupazione e nuova ricchezza nell’ambito dell’economia circolare».

© Riproduzione riservata