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Maltempo: Cdm dichiara stato di emergenza per 11 Regioni, stanziati…

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primo sì al codice della crisi d’impresa

Maltempo: Cdm dichiara stato di emergenza per 11 Regioni, stanziati 53,5 mln

Oggi il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per undici Regioni italiane (Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Lazio, Sardegna, Calabria, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Trentino Alto Adige) e deliberato la messa a disposizione di 253 milioni di euro per far fronte ai lavori più urgenti. Tra le priorità, il rispristino delle strade e dei centri abitati colpiti da frane e smottamenti, la messa in sicurezza delle foreste distrutte, e gli interventi sulle fabbriche che devono riprendere la produzione.

Presto disponibili altri 200 mln con Dpcm
Lo stanziamento base messo in campo dal Cdm è di 53,5 milioni di euro cui si aggiungeranno presto altri 100 milioni di euro dal Fondo spese impreviste e altri 100 milioni di euro dal Fondo per le esigenze indifferibili. Tali risorse si sommeranno a quelle del decreto del Presidente del Consiglio per la ripartizione del Fondo investimenti (attualmente all'esame delle Camere) e destinate alla prevenzione e alla risoluzione delle emergenze sul territorio in materia di dissesto idrogeologico.

Esame preliminare per il nuovo Codice della crisi d’impresa
Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ha poi approvato in via preliminare un decreto legislativo - attuativo della legge 19 ottobre 2017, n. 155 - che introduce il nuovo Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza. Il Codice ha l'obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due obbiettivi: consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese e salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze. Tra le principali novità, la nota diffusa da palazzo Chigi al termine della riunione segnala la sostituzione del termine fallimento «con l'espressione “liquidazione giudiziale” in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale anche personale che anche storicamente si accompagna alla parola “fallito”». Il Dlgs dè poi « priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale» e uniforma e semplifica «la disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale».

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