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Mattarella: lavoro priorità, è base unità nazionale

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la cerimonia con i cavalieri del lavoro

Mattarella: lavoro priorità, è base unità nazionale

«L'unità nazionale non è soltanto un dato territoriale. L’unità si fonda sulla coesione della società, ed è minacciata dagli squilibri, dalle diseguaglianze, dalle marginalità, dalla mancata integrazione. Per questo il lavoro, come indica la nostra Costituzione, è elemento basilare dell’unità. Il lavoro per tutti: obiettivo a cui le politiche pubbliche devono tendere costantemente, cercando di rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento». Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella dal Quirinale nell'intervento per la consegna delle onorificenze ai cavalieri del Lavoro.

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Mattarella: sviluppo Italia sarà solo con unità Paese
«Lo sviluppo sostenibile del Paese è strettamente connesso alla sua unità. L’Italia - ha aggiunto il capo dello Stato - diverrà più forte se riuscirà a ridurre i divari esistenti tra Nord e Sud, tra città e aree interne, tra territori dotati di infrastrutture moderne ed efficienti e zone strutturalmente più svantaggiate».

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«Rischioso fare calcoli di breve periodo»
«Il messaggio che vorrei trarre - ha sottolineato Mattarella ricevendo al Quirinale i nuovi Cavalieri e alfieri del lavoro - è che dobbiamo essere capaci di mettere il bene comune al centro della nostra azione. Esiste il proficuo confronto tra idee diverse, c'è il contrasto di interessi, ma nessuno deve perdere di vista l’interesse comune, né, tantomeno, il domani di chi verrà dopo di noi. Di questi giovani che esprimono così grandi valori e risorse. Non c'è calcolo di breve periodo che possa giustificare il rischio di comprimere un potenziale di sviluppo per l'intera comunità».

«Possiamo crescere, dobbiamo ispirare fiducia»
Per Mattarella «l’economia italiana presenta buoni fondamentali, a cominciare da quelle risorse di cittadini e imprese rappresentate dal risparmio delle famiglie e dall’avanzo della bilancia commerciale. Siamo in grado di fronteggiare le difficoltà che abbiamo davanti. Possiamo crescere, e raggiungere
migliori livelli di giustizia sociale. La più diffusa consapevolezza del bene comune aumenta la fiducia e la sicurezza nella società. Abbiamo assolutamente bisogno di ispirare fiducia. Le imprese lo sanno».

«Tutelare risparmi guardando a Ue e mercati»
Siamo alle prese con un «rallentamento della congiuntura, che riflette incertezze e comporta rischi per il nostro sistema economico e produttivo». In questo contesto, a detta del capo dello Stato «vanno garantiti equilibri che rafforzino le nostre imprese e tutelino il risparmio degli italiani, riducano le aree di povertà, consentano di ammodernare le infrastrutture. Parliamo di equilibri dinamici, che vanno continuamente verificati guardando ciò che accade fuori da noi, nella Ue, che resta vitale per il nostro futuro, nei mercati interdipendenti che sono esposti a brusche variazioni in conseguenza di vari fattori di instabilità».

«Non tarare economia su orizzonti interni»
In quet’ottica «sarebbe un errore pensare di determinare i nostri equilibri economici e sociali, come se questi rispondessero soltanto a un orizzonte interno. Viviamo in un mondo in cui si moltiplicano le interdipendenze. Abbiamo bisogno di un'Europa che dia priorità a uno sviluppo equilibrato
ed è necessario privilegiare interventi che favoriscano investimenti pubblici e privati».

«Privilegiare investimenti per crescita e lavoro»
«Abbiamo bisogno di un'Europa che dia priorità a uno sviluppo equilibrato e, in questo contesto, è necessario privilegiare interventi che favoriscano investimenti pubblici e privati in ricerca, innovazione, competenze, infrastrutture materiali e infrastrutture digitali, come ha sottolineato il ministro Di Maio» ha dichiarato il Presidente della Repubblica. «Le esperienze ci hanno dimostrato che sono gli investimenti a generare i più alti ritorni, sia in termini di crescita che di lavoro. Certo - ha osservato il Capo dello Stato - gli investimenti vanno anche mirati. Ci sono settori che hanno maggiore capacità di innovazione e possono divenire locomotive trainanti per intere filiere, per nuovi settori, per campi produttivi ancora inesplorati».

«Sul maltempo ora parlare di nostre responsabilità»
Il capo dello Stato ha parlato anche dell’ondata di maltempo che si è abbattuta sull’Italia. «In giorni di lutti e devastazioni come quelli provocati da eventi atmosferici eccezionalmente aggressivi anzitutto - ha detto - ci inchiniamo davanti alle vittime ed esprimiamo solidarietà e vicinanza a quanti sono stati colpiti». «Ma - ha aggiunto - subito dopo occorre parlare della responsabilità che tutti abbiamo, autorità pubbliche e soggetti privati, sul rispetto dell'ambiente, sulla manutenzione del territorio, sulla prevenzione di catastrofi che a volte sono innescate dalla natura, ma moltiplicano i loro tragici effetti per colpa
dell'incuria dell’uomo».

La cerimonia di consegna delle onorificenze dell'Ordine “Al Merito del Lavoro” ai Cavalieri nominati il 2 giugno 2018

La cerimonia di consegna delle onorificenze ai Cavalieri del lavoro
Si è svolta questa mattina, al Palazzo del Quirinale, la cerimonia di consegna delle onorificenze dell'Ordine “Al Merito del Lavoro” ai Cavalieri nominati il 2
giugno 2018. Hanno preso la parola il Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Antonio D'Amato, e il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio. Il Presidente della Repubblica ha consegnato le insegne ai nuovi Cavalieri del Lavoro e gli attestati ai nuovi Alfieri del Lavoro. Erano presenti il Presidenti del Senato
della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati e il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, rappresentanti del Parlamento, del governo e del mondo dell'imprenditoria.

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