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Prescrizione: c’è l’accordo su stop dopo I°…

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dal 20 al 23 penalisti in sciopero

Prescrizione: c’è l’accordo su stop dopo I° grado, ma dal 2020. Penalisti in sciopero

«Fumata bianca: abbiamo trovato la quadra». Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, lasciando Palazzo Chigi al termine del vertice tra il premier Conte, i due vicepremier Di Maio e Salvini sul tema della prescrizione introdotta con un emendamento M5S nel ddl anticorruzione ora all’esame della Camera. All’incontro ha partecipato anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. «La prescrizione entrerà in vigore da gennaio 2020», ha detto Salvini al termine del vertice, spiegando che «la mediazione è stata positiva, l’accordo è stato trovato in mezz’ora». «#BastaImpuniti! Processi brevi e con tempi certi, finalmente le cose cambiano davvero!» esulta su Facebook il vicepremier Di Maio. Assicurando che «entro l’anno prossimo faremo anche un riforma del processo penale». Ma la soluzione non piace agli avvocati penalisti, che contro le «sciagurate iniziative» della maggioranza sulla giustizia penale hanno proclamato a caldo quattro giorni di sciopero, da martedì 20 a venerdì 23 novembre.

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Per Bonafede si tratta di un «primo passo di una riforma epocale della giustizia». In sintonia anche la ministra Giulia Bongiorno, che aveva contestato l’emendamento: «Ci sarà una legge delega che entro il dicembre 2019 stabilirà tempi certi per la durata dei processi», ha detto, «noi abbiamo chiesto sempre un collegamento tra prescrizione e durata certa dei processi. E cosi è».

Poco dopo la conclusione del vertice, è arrivato delle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio all’allargamento alla prescrizione del perimetro del ddl anticorruzione. Favorevoli M5s e Lega, gli altri gruppi non hanno votato per protesta. È stata sfiorata la rissa, con le opposizioni che contestano la validità del voto. La protesta è proseguita in Aula, dove i deputati di Forza Italia hanno occupato i banchi del governo urlando «Vergogna! Vergogna!». Le Commissioni tornano a riunirsi alle 13. Innanzi tutto si terrà la riunione dell’Ufficio di Presidenza che dovrà stabilire i tempi di esame del ddl.

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Salvini: norma in vigore dal 2020
«Voglio tempi brevi per i processi. In galera i colpevoli, libertà per gli innocenti» ha aggiunto il leader leghista, che ha spiegato: «La norma sulla prescrizione sarà nel ddl, ma entra in vigore da gennaio del 2020 quando sarà approvata la riforma del processo penale. La legge delega, che scadrà a dicembre del 2019, sarà all’esame del Senato la prossima settimana». L’intesa arriva dopo giornate di tensione nella maggioranza, e dopo che il vicepremier Di Maio aveva avvertito: «O arriva l’accordo sulla prescrizione o salta il Contratto di governo».

Bonafede: primo passo di riforma epocale
Lo stop alla prescrizione dopo il primo grado verrà approvato nel Ddl anticorruzione, ha ribadito il ministro della Giustizia, ma entrerà in vigore un anno dopo l’approvazione del disegno di legge. «L’emendamento rimane al ddl anticorruzione che andrà in Aula la settimana prossima: è il primo passo di una riforma epocale della giustizia», ha aggiunto.

Penalisti in sciopero
Contro le “sciagurate iniziative”dell'attuale maggioranza di governo sulla giustizia penale, a cominciare dalla riforma della prescrizione, l'Unione delle Camere penali ha proclamato quattro giorni di sciopero, da martedì 20 a venerdì 23 novembre. L'annuncio è contenuto in una nota in cui si parla di «controriforma autoritaria della giustizia penale».

Voto nelle commissioni, caos e proteste
All’inizio del dibattito nelle commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia, la presidente della Giustizia, Giulia Sarti ha proposto come oggetto del voto l’ampliamento del perimetro del ddl anticorruzione alla riforma della prescrizione. Tutte le opposizioni (Pd, Fi, Fdi, Leu) svolgono interventi in cui chiedono innanzitutto di precisare il perimetro di questo allargamento. Giunti a ridosso dell’inizio dei lavori dell’Aula della Camera, che avrebbe interrotto la seduta delle Commissioni, Sarti dà la parola a due esponenti di M5s e Lega (Francesco Forciniti e Igor Iezzi) che in pochi secondi si dichiarano a favore dell’ampliamento dell’oggetto del ddl.

Ampliamento che viene posto immediatamente in votazione, mentre le opposizioni protestano sia perché sta per iniziare l'Aula, sia perché diversi altri esponenti hanno posto questioni procedurali sulla votazione. Nella confusione, la presidente Sarti chiede comunque chi è a favore, chi contro e chi si astiene, e dichiara approvato l’allargamento. Le opposizioni, ed anche il Maie con Lello Vitiello, contestano dunque la validità del voto. Il Regolamento, infatti, prevede che esso avvenga per alzata di mano, con il conteggio delle mani alzate a favore e contro, mentre oggi non è stato effettuato il conteggio.

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