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Asi, caso Battiston: l’errore «spaziale» del governo…

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Asi, caso Battiston: l’errore «spaziale» del governo italiano

Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI),  in data 17 settembre 2018. (ANSA/Riccardo Antimiani)
Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), in data 17 settembre 2018. (ANSA/Riccardo Antimiani)

I responsabili delle politiche spaziali di Francia e Germania sicuramente nei giorni scorsi hanno tirato un sospiro di sollievo: l'Italia si è di nuovo tolta dal gioco da sola e per un annetto almeno non avranno da discutere nulla con quello scomodo Paese, che peraltro è il terzo contributore dell'Agenzia Spaziale Europea, Esa, con il 14% del budget di quell'ente: sono centinaia di milioni all'anno.

L'agenzia nostrana Asi è senza Presidente da qualche giorno, ed è una storia che si ripete, dovuta a un peccato originale e molti peccati mortali di percorso. I suoi presidenti infatti, da tempo, durano poco e non riescono a portare a termine il loro disegno strategico, quando c'è. Ovviamente questo è grave, ma lo è ancora di più oggi in una economia globale dello Spazio che vale 320 miliardi di dollari circa, ma è prevista, da agenzie e banche di primo livello, poter arrivare a 3000 miliardi per il 2040.

Nel nostro Paese la nuova Space Economy ha fatto sorgere o risvegliare molte Pmi del settore che si sono buttate nella mischia che vede coinvolti Stati e Privati in tutti e cinque i continenti. Che siano eccellenti e riconosciuti scienziati come Roberto Battiston o Giovanni Fabrizio Bignami o che siano manager come Enrico Saggese vengono sempre defenestrati in modi poco urbani dai colleghi, dalla magistratura o, in questo caso, dal governo.

Chiariamoci: il governo ha utilizzato una legge, peraltro molto cara al centrosinistra che non l’ha quasi mai utilizzata, per far capire che ha altri progetti per l’Agenzia spaziale italiana, cosa che lascerà questo Ente nella confusione per almeno un anno e l’Italia in sede europea senza voce.
Nella Germania, da cui scrivo, tutto sembra fluire in modo assolutamente normale nella più totale collaborazione tra tecnici, scienziati e industria, ma non è così. Il grande segreto di alcune nazioni, e questo è un problema culturale, è baruffare anche violentemente in casa a porte e finestre chiuse e poi riaprirle quando ne esce un vincitore.

Questo si chiama in italiano “continuità”, non c'è quella didattica nelle scuole dove a novembre ancora mancano professori stabili, e non c'è in questo caso nell'Agenzia spaziale italiana. È una nostra caratteristica ma anche una debolezza endemica incredibile per il sistema Paese in molti campi.
La destituzione di Roberto Battiston è avvenuta senz'altro in modo poco urbano e poteva essere diversamente introdotta e discussa direttamente con l'interessato, ma non è una sorpresa: se ne parlava fra gli addetti ai lavori da mesi. Battiston ha fatto molto e molto bene per l'Italia all'ASI, è riuscito a far aumentare il bilancio, poco meno che raddoppiato, contribuendo a creare anche un fondo specializzato, fatto partecipare l'Italia alle più importanti missioni scientifiche, ha dato decisamente una svolta all'immagine Asi, sia in Italia che all'estero, specie in Europa, dove ultimamente eravamo guardati con maggiore simpatia e rispetto.

Che poi un Presidente vada più o meno bene all'industria o all'accademia o al governo è materia del tutto lecita, quello che invece va molto male è che nessun presidente vada bene per più di 4 anni.

Il peccato originale è stato mettere Asi fra gli Enti di ricerca. L'Italia con il grande professore Broglio, generale dell'aeronautica ricordiamo, fu la terza nazione a spedire un satellite in orbita, il famoso satellite San Marco. Da questo nacque il PSN, piano spaziale nazionale del CNR, e finalmente l'Asi che ereditò la disgraziata etichetta di “Ente di ricerca” sotto la sorveglianza del Ministero Università e Ricerca. Anche se negli ultimi tempi, grazie ai provvedimenti del ministro Fedeli ha avuto un certo numero di ricercatori da stabilizzare, comunque una manciata, il fatto che sia difficile inquadrarlo come Ente di ricerca lo si vede da sempre nel momento della valutazione nazionale della Ricerca stessa, in cui l'Agenzia spaziale stenta molto a essere inserita e valutata.

Anche su questo i pareri si dividono. Il Presidente
Bignami sosteneva che l'Agenzia spaziale Italiana avesse come compito principale, se non unico, quello di far volare satelliti mentre invece Battiston ci teneva molto alla definizione di Ente di ricerca.
La collocazione di questa Agenzia è una vexata quaestio da decenni e cambia a seconda del governo che abbiamo. Grazie anche all'opera di Battiston la situazione della governance di questo settore è cambiata in modo importante: è stato creato un tavolo comune rappresentativo di governo, regioni e altre realtà che lavorano nello spazio, alla dipendenza della Presidenza del Consiglio. Proprio qui Battiston ha avuto il primo segnale che qualcosa non andava: infatti dal tavolo che deve parlare dello spazio il Presidente Asi è stato estromesso.

Le altre critiche che si sono succedute in questi giorni perfino sulla prevista “militarizzazione” dello spazio italiano, lasciano un po' il tempo che trovano: militari e servizi sono da sempre, giustamente, dentro all'agenzia spaziale basta pensare che l'unica costellazione di satelliti che abbiamo, recentemente rivenduta anche all'Argentina, è il sistema CosmoSkyMed, che viene operato in modo duale, ossia civile e militare. L'Italia è anche fortemente impegnata nel programma ONU per l'utilizzo pacifico ed egualitario dello Spazio, ribadito ad un importante convegno a Vienna di qualche mese fa.
In campo spaziale insomma negli ultimi 30 anni abbiamo spesso perso, per colpa nostra, e mentre Francia e Germania si rafforzavano noi perdevamo pezzi, possibili posti di lavoro qualificati, commesse importanti e capacità decisionale in sede europea, grazie a questa continua altalena.

Quando Politica, Industria e scienza si sono presentati uniti in Europa. e pure un po' a muso duro, abbiamo avuto risultati eccellenti come per esempio il segretariato generale dell'Esa o più recentemente nel caso dei lanciatori Vega. Ma questo purtroppo è successo parecchi anni fa.

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