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Roma, referendum Atac. Il nodo quorum: alle 16 ha votato appena il…

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oggi la consultazione

Roma, referendum Atac. Il nodo quorum: alle 16 ha votato appena il 9%

Il referendum sulla liberalizzazione dei servizi di trasporto pubblico a Roma si terrà domenica 11 novembre dalle 8 alle 20. Alle urne sono chiamati circa 2,4 milioni di romani che potranno votare nei seggi dedicati alle elezioni. Il referendum è promosso dai Radicali italiani e Radicali Roma. Alle 16 hanno votato quasi il 9% degli aventi diritto.

Il nodo del quorum
Secondo il Campidoglio affinchè la consultazione sia valida, essendo in presenza di un referendum consultivo e dunque non vincolante, sarà necessario raggiungere il quorum del 33,3%, ovvero un terzo degli aventi diritto (circa 760mila elettori). Ma secondo il Comitato promotore il quorum non deve essere applicato perchè il referendum è stato proclamato il 31 gennaio 2018, lo stesso giorno in cui è stato approvato il nuovo statuto del Comune di Roma che non prevede il quorum. La diatriba finirà sicuramente davanti al Tar al quale il comitato promotore si è riservato di ricorrere.

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A favore del sì si sono schierati anche il Pd e Forza Italia. Contro, e dunque per il mantenimento del servizio in mano pubblica, M5S, Lega, FdI, Liberi e Uguali, nonché i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil.

La scheda e i quesiti
All’elettore verranno sottoposte due domande: una sull’affidamento dei servizi di trasporto tramite gare pubbliche («Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i
servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?») e l’altra sulla possibilità di creare nuovi servizi di trasporto collettivo non di linea con app o a richiesta («Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l'esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?»).

Dove e quando si vota
Si vota domenica 11 novembre dalle 8 alle 20. Lo spoglio inizia alla chiusura dei seggi. Gli elettori si dovranno recare nei seggi usati per le politiche e le amministrative con un documento di identità e la tessera elettorale. L'elettore avrà due schede relative ai due quesiti e dovrà barrare il Si o il No. Essendo un referendum consultivo locale, non verrà apposto alcun timbro con la data dell'11 novembre sulla tessera. Quindi potrà votare anche chi ha la scheda con tutti gli spazi disponibili per i timbri già occupati, senza bisogno di rinnovare la tessera.

Chi può votare
Possono votare tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune di Roma e i cittadini residenti all'estero che votano a Roma. Inoltre, potranno partecipare i cittadini di tre specifiche categorie, che si siano però appositamente registrati dal 1° ottobre al 31 dicembre 2017: i non residente a Roma che hanno nel comune la propria attività prevalente di lavoro, gli studenti non residenti che studiano a Roma e gli stranieri maggiorenni, regolarmente residenti a Roma o che hanno qui il domicilio per ragioni di studio o lavoro.

Gli schieramenti in campo
A sostenere le ragioni del “Sì” non saranno solo i Radicali, che hanno promosso il referendum, ma anche Unindistria, Pd e (da ultimo) Forza Italia, perché, hanno spiegato esponenti locali azzurri, «farebbe uscire finalmente Atac dal baratro in cui la sindaca Raggi e l'attuale amministrazione l'hanno gettata». A favore del “No” si sono schierati, invece, i sindacati confederali e di categoria perché sono convinti «ciò che serve alla città di Roma non è un'azienda privata che faccia profitti, ma una realtà pubblica che produca utili e li reinvesta per la collettività». Per il No, tra gli altri, anche M5s, Lega, Fdi e Leu . «La liberalizzazione-privatizzazione della gestione del trasporto pubblico - sostiene Stefano Fassina - porterebbe solo a copiose rendite per i privati, come nel caso delle autostrade e degli aereoporti, a danno degli utenti e dei lavoratori».

Magi: caos in alcuni seggi, gravi scorrettezze
«Continuiamo a ricevere segnalazioni di scorrettezze gravissime nello svolgimento del voto referendario - ha detto il segretario dei Radicali Italiani Ricardo Magi e promotore del referendum -. Sembrerebbe che in alcune sezioni, nonostante il Comune abbia comunicato che per votare sia sufficiente il documento di identità, i presidenti impediscano di farlo a chi non abbia la tessera elettorale». «Alcuni cittadini - ha aggiunto - si sono recati al seggio e avrebbero trovato il portone chiuso e nessuna comunicazione sullo spostamento della propria sezione. Difficoltà si registrerebbero anche in alcuni seggi speciali come gli ospedali. Inoltre, fatto inaudito!, alcuni presidenti di seggio sosterrebbero che in caso di mancato raggiungimento del quorum non sarà effettuato lo spoglio: è falso! Stiamo girando queste segnalazioni alla direzione servizi elettorali del Comune e, ovviamente, come Comitato “Sì Mobilitiamo Roma”, contesteremo tutto nelle sedi opportune», ha concluso Magi.

Campidoglio: voto anche senza tessera,comunicato a seggi
A stretto giro è arrivata la replica del Campidoglio. In una nota ha precisato di avere dato «corretta informazione ai seggi» circa al possibilità di votare per il referendum anche se sprovvisti di tessera elettorale e con un documento di identità. «Alla Direzione Servizi Delegati è stato, peraltro, segnalato un unico caso risolto tempestivamente anche con diretta interlocuzione con il seggio elettorale interessato», si legge ancora nel testo del documento. La comunicazione è stata ulteriormente diffusa, «nel primo pomeriggio a tutti i presidenti di seggio per ribadire il contenuto del paragrafo 55 delle istruzioni» circa il voto ai referendum.

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