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M5S, il sabato di fuoco tra la piazza «Sì Tav» a Torino e la…

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Servizio |le capitali del cinque stelle

M5S, il sabato di fuoco tra la piazza «Sì Tav» a Torino e la sentenza Raggi a Roma

Il sabato di fuoco per il M5S va in scena a Torino e a Roma, con la manifestazione dei “sì Tav” e l’attesa per la sentenza su Virginia Raggi. Due città, due sindache del Movimento, due simboli: da quelle vittorie nel 2016 è partita la scalata dei Cinque Stelle a Palazzo Chigi. Da quelle il Movimento teme possa scatenarsi adesso l’inizio del declino, in un momento già complicato dal gelo nei rapporti con la Lega al Governo e dal confronto teso con l’Europa sulla manovra.

Nel capoluogo piemontese guidato da Chiara Appendino va in scena, in piazza Castello alle 11, la protesta arancione dei “sì Tav”. Una reazione all’ordine del giorno contro la grande opera appr0vata dal Consiglio comunale targato M5S, che è stata promossa da sette donne manager e ha raccolto l’adesione di oltre venti associazioni di categoria in rappresentanza delle forze produttive del territorio, sindacati compresi, ma anche molti esponenti politici, dal Pd (presente con Graziano Delrio e con il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino) a Forza Italia, da Fratelli d’Italia alla Lega. Una mobilitazione «gentile», come la definiscono le promotrici, che va oltre la Torino-Lione e investe il tema più generale della crescita e del futuro della città.

Il nervosismo in casa Cinque Stelle è palpabile. Lo dimostrano le parole della consigliera comunale Viviana Ferrero, che nei giorni scorsi ha attaccato i manifestanti bollandoli sprezzante come «disperati, anziani disinformati, madamin salottiere». Ma ancora di più lo provano le parole del vicepremier e capo politico M5S, Luigi Di Maio, che alla vigilia della protesta ha voluto ricordare come la Tav Torino-Lione sia l’unica opera slegata dall’analisi costi-benefici sulle grandi opere (che sarebbe «in stato avanzato di elaborazione»). Parole che hanno scatenato una ridda di interpretazioni, tra cui quella secondo cui il Movimento alla fine non potrà opporsi ai cantieri ma tenterà comunque di incassare qualche modifica per salvare la faccia. La sindaca Appendino, dal canto suo, ha assicurato: «La mia non è una posizione ideologica. Un sindaco non deve giudicare chi decide di manifestare ma ha l’obbligo di ascoltare. Il mio atteggiamento è di apertura e di ascolto».

Diversa la situazione a Roma. I più ritengono che il tribunale assolverà la sindaca Raggi dall’accusa di falso documentale in relazione alla nomina di Renato Marra, fedelissimo dell’ex braccio destro Raffaele poi arrestato per corruzione per vicende più vecchie, a capo del Dipartimento Turismo del Campidoglio. Una tesi ritenuta avvalorata dal fatto che il Pm abbia chiesto una condanna a dieci mesi, il minimo edittale. Se così fosse, se cioè si andasse verso l’assoluzione, il Movimento tutto potrebbe tirare un sospiro di sollievo. Non perché l’esperienza nella Capitale sia considerata un successo (tutt’altro), ma perché almeno non si sarebbe costretti a perdere la città o a escogitare le altre soluzioni allo studio, tra cui quella di lasciare che sia il “popolo del web” attraverso Rousseau a salvare Raggi dall’obbligo di dimissioni previsto dal codice etico M5S o a governare senza simbolo. Anche perché l’addio del Movimento esporrebbe la Capitale alle mire, già esplicite, della Lega di Matteo Salvini.

C’è un altro appuntamento di piazza in tutta Italia contro il Governo previsto oggi. Ma stavolta è il Carroccio il principale imputato: si tratta del Ddl presentato in Senato dal leghista Pillon, che riforma l’affido condiviso e si prefigge l’obiettivo della «bigenitorialità perfetta». Un disegno di legge avversato da numerose associazioni, avvocati, magistrati e persino dal Garante per l’infanzia, convinti che violi la Convenzione di New York sui diritti dei bambini e di Istanbul contro la violenza sulle donne. Di Maio giovedì ha gettato acqua sul fuoco: «Questa legge non è nei programmi di approvazione dei prossimi mesi perché così non va. La modificheremo».

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