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Gli italiani pagano 600 euro in più rispetto ai contribuenti europei

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pressione fiscale al 42,2%

Gli italiani pagano 600 euro in più rispetto ai contribuenti europei

In Italia si pagano in media 600 euro di tasse in più rispetto agli altri paesi europei, “colpa” della pressione fiscale al 42,2%. Lo dice l'Ufficio studi della Cgia che ha messo a confronto la pressione fiscale dei paesi Ue con quella italiana e ha calcolato quanto spendono in più (o in meno) i cittadini degli altri paesi europei. È risultato che, in media, ogni cittadino italiano – neonati e centenari inclusi – spende circa 598 euro in più della media europea e 285 euro in più rispetto agli altri paesi dell'Eurozona. Pagano di più solo i francesi – ben 1.765 euro – seguiti dai belgi e gli svedesi (rispettivamente 1.196 e 712 euro più di noi). I contribuenti di tutti gli altri paesi europei spendono invece meno di noi, in particolare l'Irlanda: ben 5.352 euro in meno.

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Pressione fiscale dal “Bonus Renzi” alla Flat Tax
Il dato cambia se si prende in considerazione il bonus Renzi di 80 euro in busta paga, che nell'ultimo anno è costato all'erario 9,5 miliardi di euro. Gli 80 euro sono stati contabilizzati dallo Stato come “spesa aggiuntiva”, ma sono di fatto un taglio delle tasse: tenendoli in considerazione, la pressione fiscale scenderebbe mediamente al 41,6% . Il dislivello rispetto agli altri paesi europei rimane comunque forte, modificandosi di appena 171 euro, e potrebbe addirittura aumentare, nonostante l'annunciata Flat tax.

Il rischio addizionali
Nella manovra, infatti, non sarebbero riconfermati i blocchi alla tassazione locali introdotti nel 2015, come denuncia il coordinatore dell'Ufficio studi Cgia, Paolo Zabeo: « In attesa della riduzione del peso fiscale, grazie all'estensione a tutti i contribuenti dell'applicazione della flat tax, nel 2019 corriamo il rischio che le tasse locali tornino ad aumentare. La manovra, infatti, non ha confermato i blocchi delle imposte territoriali introdotte nel 2015, pertanto è probabile che sindaci e governatori rivedano all'insù le addizionali Irpef e le aliquote dell'Irap, dell'Imu e della Tasi sulle seconde case e i capannoni. Se ciò si verificasse sarebbe una vera e propria iattura per i bilanci delle famiglie e delle imprese».

Pressione fiscale in Italia e nei principali Paesi Ue

Indietro la Pubblica amministrazione
Non solo tante tasse, ma anche inefficienza della Pubblica amministrazione: nell'ultimo Indice europeo della qualità dell'amministrazione (o Eqi), stilato periodicamente a partire dal 2017, l'Italia compare tra i paesi peggiori. Delle 192 regioni prese in considerazione dall'indice, infatti, nessuna riesce a superare la posizione 118 (Trentino Alto Adige). Lo studio, basato su questionari somministrati alle popolazioni che valutano sanità, istruzione e pubblica sicurezza, vede le regioni del Mezzogiorno in una situazione particolarmente delicata: la Campania al 186° posto, l'Abruzzo è al 189° e la Calabria - il territorio in cui la Pa funziona peggio tra tutte le nostre 20 realtà regionali - è addirittura al 190° gradino della graduatoria generale. La combinazione tra alta pressione fiscale e inefficienza sacrifica consumi e investimenti, colpendo in particolar modo le partite Iva.

* Allievo della nona edizione del Master di giornalismo politico-economico e informazione multimediale della Business School24 del Sole 24 Ore

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