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Energie rinnovabili, la Guardia di Finanza scopre maxi frode da un miliardo

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Energie rinnovabili, la Guardia di Finanza scopre maxi frode da un miliardo

Incentivi «illecitamente percepiti» per un miliardo di euro rischiavano di essere interamente scaricati sulla bolletta energetica degli italiani. La Guardia di finanza, in collaborazione con il Gse (Gestore servizi elettrici) ha bloccato una vasta truffa sugli stanziamenti del 2017. Un presunto «sistema» di frode, a più livelli, che coinvolgeva anche l’Unione europea attraverso istanze per ottenere il denaro basate su dati tecnici falsati. L’accertamento - che ha riguardato imprese nei settori eolico, fotovoltaico, biomasse, geotermia e idroelettrico – è stato condotto dai nuclei speciali delle Fiamme gialle, che hanno passato al setaccio le documentazioni amministrative per quei soggetti (persone giuridiche e persone fisiche) che hanno fatto richiesta di accedere all’incentivo 2017.

Il settore delle rinnovabili
«Il settore è comunque sano», puntualizza Alberto Pinori, presidente dell’associazione Anie Rinnovabili che fa capo a Confindustria. Spiega che «non si può escludere che ci possano essere degli errori nella predisposizione dei documenti. È già successo nel fotovoltaico, tra il 2010 e il 2011, quando c’è stata una installazione incredibile in Italia e ci sono stati casi di errori senza alcun tipo di dolo. Oggi può accadere lo stesso anche negli altri comparti (eolico, idroelettrico, geotermico e biomasse, ndr). Se le maglie dei controlli sono così strette da censurare anche il semplice errore, il rischio è che un intero settore ne esca screditato, per colpa di pochi soggetti che compiono delle truffe a scapito dei tanti imprenditori che possono sbagliare in assoluta buona fede».

Ma andiamo con ordine. Il comparto dell’energia rinnovabile ha subìto un forte impulso imprenditoriale. Negli ultimi cinque anni, infatti, la forbice degli incentivi erogati dal Gestore è variata tra i 14 e i 16 miliardi di euro annui. Finanziamenti che hanno consentito comunque al Gse di recuperare parte dell’energia, che rimessa sul mercato ha restituito ricavi attorno ai 2 miliardi.

Nel 2017 il trend è rimasto inalterato: gli incentivi erogati a persone fisiche, giuridiche e Pubblica amministrazione per fonti rinnovabili ed efficienza energetica sono stati pari a 14,7 miliardi di euro. Dalla vendita di energia ritirata, invece, sono stati ricavati 1,7 miliardi di euro.

Quasi un milione di beneficiari
Complessivamente, gli incentivi sono stati erogati a 954.175 soggetti, ripartiti tra persone fisiche, persone giuridiche ed enti pubblici. Le persone giuridiche che hanno ottenuto l’erogazione sono state 124mila. Verifiche sulla regolarità delle richieste e sugli incentivi erogati sono state fatte anche dallo stesso Gestore, che ha svolto 5mila 260 controlli, di cui 1.967 con sopralluogo e 3mila 293 con analisi documentale. Stando ai dati, il Gse ha rilevato 4mila 212 violazioni, alcune «rilevanti», come espressamente definite dal Dm 31 gennaio 2014 (disciplina dei controlli e delle sanzioni in materia di incentivi nel settore elettrico di competenza del Gse spa), altre «minori».

Il resto degli accertamenti sono stati svolti dalla Guardia di finanza, secondo cui ben 1 miliardo di euro sarebbe stato illecitamente percepito. Si tratta di denaro in parte rientrato attraverso sequestri preventivi disposti dall’Autorità giudiziaria sulla base proprio delle indagini svolte sul campo dalle Fiamme gialle. Il rischio, infatti, era che l’ammontare dell’incentivo illecitamente ottenuto fosse scaricato sulla bolletta dei cittadini. Le indagini della magistratura starebbero facendo luce su un presunto intricato «sistema», messo in atto da pochi, per accaparrarsi incentivi pur senza avere i requisiti previsti dalla legge.

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